Il futuro di Woking parte della McLaren Artura. Per vincere la sfida dell’elettrificazione, la Casa britannica si è giocata la carta della sua prima supercar ibrida plug-in di serie. Meno estrema rispetto alla pionieristica P1, ma più potente di una GT, l’Artura è la risposta alla “nostrana” Ferrari 296 GTB.

I nostri colleghi di Motor1.com USA hanno avuto modo di provarla in anteprima macinando chilometri sul circuito spagnolo di Ascari e tra le colline iberiche.

Potenza e leggerezza

A livello tecnico, i punti in comune tra l’Artura e la 296 GTB sono diversi. Sulla McLaren il 3.0 V6 da 585 CV è abbinato a un motore elettrico da 95 CV alimentato da una batteria da 7,4 kWh per una potenza totale di 680 CV e 720 Nm di coppia. Un valore sicuramente inferiore rispetto agli 830 CV della Ferrari, ma che non pregiudica in alcun modo le prestazioni della supercar inglese.

McLaren Artura, la prova in anteprima di Motor1.com

Unendo l’azione dei due motori e la rapidità del cambio automatico a 8 rapporti, l’Artura scatta da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti e può raggiungere i 330 km/h.

Come sempre, quando si parla di super sportive ibride, una delle prime missioni degli ingegneri è stata quella di contenere il peso il più possibile. E l’obiettivo sembra essere stato raggiunto. Nonostante il powertrain complesso e i 130 kg del sistema ibrido, l’Artura pesa 1.498 kg (ossia appena 46 kg in più della 570S che va a sostituire).

Il merito va a un V6 che è più compatto e più leggero di circa 50 kg rispetto ai V8 delle altre McLaren, mentre la monoscocca in carbonio è stata riprogettata per essere il 10% più leggera in confronto agli altri modelli.

Uno sguardo agli interni

Saliti a bordo, si viene avvolti e supportati dai sedili in pelle e alcantara, sia nella configurazione Comfort (di serie) che nella Clubsport (disponibile come optional). Nonostante l’abitacolo sia molto raccolto, c’è spazio per testa, gambe e braccia, mentre la visibilità (almeno guardando avanti e ai lati, per quella posteriore c’è l’utilissima retrocamera) è eccellente.

McLaren Artura, la prova in anteprima di Motor1.com
McLaren Artura, la prova in anteprima di Motor1.com

La complessità della plancia è ridotta al minimo, con uno schermo centrale da 8” per gestire l’infotainment (non possono mancare le compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto) e le modalità di guida e un quadro strumenti centrale ricco di informazioni. L’unica stranezza è rappresentata dal comando per gestire il volume della radio che è curiosamente posizionato alla sinistra del volante.

A proposito di sound, quello più importante arriva dal motore: una vera melodia, naturale e non amplificata dall’impianto audio.

Primo contatto

Per prendere confidenza con l'Artura abbiamo affrontato le strade intorno al circuito. Qui abbiamo avuto modo di valutare la risposta dell’auto nelle varie modalità di guida, da quella puramente elettrica a quella più cattiva, accompagnati dai cambi di grafica immediati del quadro strumenti digitale.

Viaggiando solo col motore elettrico si riescono a percorrere circa 30 km a una velocità massima di 130 km/h. Non si tratta di dati impressionanti, ma non c’è da stupirsi considerando che l’unità a zero emissioni è pensata principalmente per supportare il propulsore termico.

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L’EV Mode, comunque, rimane consigliato se si guida in città e ci si vuole far notare il meno possibile (almeno acusticamente, perché visivamente è difficile non attirare l’attenzione, soprattutto se si viaggia su un esemplare arancione come quello in prova).

Passando nella modalità Comfort e Sport, il motore endotermico entra in funzione solo se si affonda il piede sull’acceleratore, altrimenti l’auto continua ad affidarsi alla batteria. Nella configurazione Track, invece, l’auto massimizza la risposta delle due unità, con un acceleratore che diventa ancora più sensibile.

McLaren Artura, la prova in anteprima di Motor1.com

L’impianto frenante è volutamente idraulico per evitare di appesantire l’auto con un sistema brake-by-wire e restituisce un feedback simile a quello di un’auto da corsa. La morsa dei freni è aggressiva già solo toccando appena il pedale, ma è giusto così su una vettura di questo tipo. Lo sterzo, invece, si mostra preciso e permette di avere un feeling molto diretto con l’avantreno.

Divertimento alla portata di tutti

Prima della prova in pista, gli ingegneri McLaren hanno provveduto ad aggiornare la vettura installando dei nuovi pneumatici Pirelli PZero Corsa (al posto delle PZero tradizionali utilizzate su strada), dotati di tecnologia Cyber Tire. In pratica, queste gomme sono quanto di più vicino ad una copertura da Formula 1, in quanto sono in grado di rilevare con grande precisione temperatura e pressione.

In un tracciato molto tecnico come l’Ascari, l’Artura ha evidenziato sin da subito un comportamento prevedibile e più naturale (e quindi adatto anche a chi non è un habituée dei track day) rispetto a quello un po’ più artificioso dei modelli di classe superiore di McLaren, in cui l’elettronica interviene in modo più brusco.

McLaren Artura, la prova in anteprima di Motor1.com

I freni carboceramici a sei pistoncini e con pinze in alluminio hanno risposto perfettamente, anche in condizioni di elevatissimo stress. Il cambio, invece, si è dimostrato sempre velocissimo e morbido nell’assecondare i nostri desideri di velocità.

In definitiva, le sensazioni confermano quanto promesso sulla carta. L’Artura non è né potente né super scatenata su pista come un’estrema 765 LT, ma propone un pacchetto di soluzioni estremamente interessante e un feeling di guida in linea con le rivali. Niente male per essere un’anteprima delle McLaren del domani.

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McLaren Artura

Motore 3.0 V6 biturbo
Motor Motore elettrico a flusso assiale
Potenza 680 CV/720 Nm
Trasmissione Automatica a 8 rapporti
Trazione Posteriore
Batteria Agli ioni di litio da 7,4 kWh
Accelerazione 0-100 km/h 3 secondi
Velocità Massima 330 km/h
Peso 1.498 kg
Autonomia in elettrico 30 km
Posti a sedere 2 posti
Capacità di carico 160 litri
Prezzo base 231.000 euro