Sul pianeta Terra fa sempre più caldo. Lo dice la scienza, con i climatologi che stimano un innalzamento che in media potrebbe essere superiore anche ai 2°C entro fine secolo, nel 2100.

Questo articolo non sarà tra quelli che parlano di cosa bisognerebbe fare per rallentare il cambiamento ambientale. Semmai di strategie - che vengono sempre più spesso definite di "adattamento" - che possono modificare le nostre abitudini in base alle nuove condizioni climatiche.

Il caso specifico è quello delle gomme, che siamo abituati a classificare in estive, invernali e "4 stagioni" o - in inglese - pneumatici all season. E visto che anche nel periodo più freddo dell'anno molti di noi non vedono scendere i gradi del termometro sotto le due cifre, ho effettuato una prova di lungo periodo con delle Michelin CrossClimate 2, dopo un primo test presso il Porsche Experience Center di Brescia nel mese di settembre.

Vediamo come si sono comportate con il passare dei chilometri, nel corso dei miei tradizionali viaggi invernali: per scoprire come è andata, non "chiudete" lo smartphone!

Una scommessa

Prima di tutto vi fornisco qualche informazione di "contesto", sempre utile quando si parla di test prolungati (o Long Term Test, come direbbero negli USA o nel Regno Unito): mi chiamo Gianmarco e lavoro per Motor1.com, InsideEVs.it e OmniFurgone.it. Sono nato 25 anni fa nella Roma delle temperature miti e del bel tempo, ma la mia famiglia da sempre mi ha fatto appassionare allo sci, una disciplina che ho amato fin dal primo giorno.

Dal momento in cui mi hanno consegnato la patente, quindi, ho ritenuto sempre indispendabile dotare tutte le mie auto di gomme invernali all'altezza della guida in montagna, in ogni situazione. Questo perchè durante la stagione fredda mi reco spesso in località sciistiche - anche all'estero - con sci, attrezzatura, valigie e amici.

Come anticipato, quest'anno ho deciso di fare una scommessa con me stesso - non senza qualche timore iniziale lo ammetto - e ho deciso di chiedere in prova quattro Michelin CrossClimate 2 per la mia Volkswagen Golf, nella misura da 225/40 R18 92Y (piuttosto diffusa). L'obiettivo? Capire se, già oggi, le gomme all season di ultima generazione sono in grado di sostituire interamente le invernali in un normale utilizzo.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

L'arrivo delle Michelin CrossClimate 2 in redazione

Le gomme sono arrivate in redazione i primi giorni di ottobre, durante i quali sono subito andato da un gommista a Roma per montarle, lasciando a riposo le estive (sempre Michelin, delle Primacy 4). Tra gennaio e aprile sono stato tante volte sulla neve, sia nelle località vicino Roma di Campo Felice e Campo Imperatore, sia in Francia e Svizzera, rispettivamente a Montgenèvre al confine con il Piemonte, a Diavolezza, un ghiacciaio sul passo del Bernina vicino St.Moritz e a Davos.

Insomma, in totale ho percorso più di 12.000 km su e giù per l'Italia e all'estero, in autostrada e montagna, ma non solo. Con l'auto, infatti, mi sono anche recato per lavoro a San Marino e Rimini in due viaggi separati e, per motivi di studio, diverse volte in Toscana e Liguria e perfino a Bologna e Milano, oltre che in diverse località laziali (trovate la mappa di massima a fondo pagina).

Gomme quattro stagioni: come sono fatte

L’idea degli pneumatici 4 stagioni, per come li intendiamo oggi, nasce circa 10 anni fa, per soddisfare una richiesta di mercato ben precisa di alcuni Paesi (come l’Italia): poter disporre di una gomma valida sempre, che non richieda cambi intermedi durante l’anno e, soprattutto, adatta alle temperature piuttosto miti che ormai viviamo quotidianamente ma capace di non andare in crisi nelle meno frequenti condizioni fredde.

Diversi produttori si sono mossi in questa direzione già a partire dal 2012, offrendo tante alternative per ogni dimensione e fascia di prezzo. Si tratta di gomme che si sposano meglio, per esempio, con le esigenze di chi vive in parti dell’Europa quasi mai toccate dalla neve, che si affronta di rado magari per l’occasionale gita domenicale, persone che spesso usano l'auto anche per lunghi trasferimenti autostradali, dove l'usura e l'efficienza hanno un peso più rilevante sulle prestazioni degli pneumatici.

Le primissime generazioni di gomme all season, partendo sempre da circa 10 anni fa, spesso non avevano convinto a pieno i consumatori, essendo più vicine a degli pneumatici invernali piuttosto che a degli estivi. I costruttori, infatti, per realizzarle partivano da un buon pneumatico invernale e procedevano per sottrazione, privilegiando magari un minor consumo di carburante e una ridotta rumorosità nell'abitacolo a fronte di inferiori capacità su neve.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Il battistrada delle Michelin CrossClimate 2

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale
Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Con le generazioni più recenti di questa tipologia di gomme 4 stagioni, invece, la "ricetta" è un po' cambiata. Oggi, infatti, ci sono marchi come Michelin che per lo studio delle quattro stagioni partono da uno pneumatico estivo e lavorano sul miglioramento della capacità di smaltire l’acqua o di trazione su fondi viscidi, il tutto senza pregiudicare troppo i consumi di carburante: come nel caso di queste gomme in prova.

Le Cross Climate 2 hanno una scanalatura centrale a V molto marcata, pensata, appunto, per smaltire in poco tempo e verso l’esterno la pioggia accumulata, cercando allo stesso tempo di ottenere la maggior quantità di grip possibile lavorando sulla quantità di impronta a terra, sul fondo stradale.

Gomme quattro stagioni: come vanno

Concluse le premesse, veniamo al dunque. Come si sono comportate queste gomme? La risposta immediata è bene, seppur con qualche incertezza in alcune situazioni.

Per scendere nel dettaglio, iniziamo col dire che le Michelin CrossClimate 2 sono pneumatici dalla mescola piuttosto dura - caratteristica necessaria per consentire una buona resa chilometrica - e con il battistrada a V, descritto poco fa per lo smaltimento dell'acqua ma che ha anche un'altra caratteristica: quella di ottenere il massimo grip su fondi viscidi.

All'interno delle grandi lamelle, infatti, ci sono ulteriori scanalture, più sottili e concepite in alternativa alle piccole lamelle degli pneumatici invernali veri e propri, progettate per cercare il giusto grip anche su fondi innevati.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Il montaggio delle gomme a inizio stagione

Come anticipato, sono un appassionato di sci e, infatti, tra gennaio e aprile sono stato tante volte sulla neve con l’auto, percorrendo poco più di 12.000 km. Ho ricevuto le gomme il 13 ottobre e, subito, ho provveduto a montarle sui cerchi originali dell’auto, anche in vista dell’inizio del periodo utile per dotarsi di pneumatici invernali (dal 15 ottobre al 15 novembre), nonché dell’arrivo del classico autunno romano ricco di pioggia, foglie e manto stradale viscido.

Rimosse le estive, quindi, e messe su le nuove all season, ho subito effettuato una prima rilevazione digitale del battistrada, con la quale ho ottenuto il risultato di 6,55 mm nella parte centrale su tutte e quattro. Successivamente, poi, le ho gonfiate – o meglio sgonfiate - come da indicazioni della casa madre dell’auto - quando si parla di gomme, infatti, è sempre bene ricordare che la maggior parte dei gommisti tende spesso a esagerare con la pressione in fase di montaggio.

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La prima rilevazione del battistrada

I primi km

Nel corso delle prime settimane di utilizzo ho sfruttato le nuove gomme in autostrada per alcune trasferte universitarie verso la Toscana. Con le temperature ancora piuttosto alte (nonostante sia solito viaggiare di notte, di rado in quel periodo si sono visti meno di 15 gradi), i primi feedback rilevati sono stati piuttosto positivi, tranne che per una questione: il rumore in abitacolo.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Uno dei miei tanti viaggi notturni in autostrada

Premesso che le mie orecchie erano abituate alle Primacy 4, tra le gomme più silenziose acquistabili oggi e con le quali in oltre 6 mesi di utilizzo non avevo mai accusato un’eccessiva risonanza interna, con le CrossClimate 2 il battistrada a V ha cambiato totalmente le carte in tavola.

Chiaramente era logico pensare che una gomma più "scanalata", progettata per avere trazione anche in condizioni critiche, avrebbe comportato un maggior rumore in abitacolo. Questo fatto mi ha condotto, nelle settimane immediatamente successive e a gomme ancora nuove, a effettuare delle rilevazioni fonometriche interne a varie velocità - che per comodità e per dovere di informazione riassumo nella tabella qui sotto.

Durante tutto l'autunno ho guidato principalmente in autostrada da sud a nord e viceversa per svariati impegni, "rodando" per bene le gomme e preparandole al vero inverno che presto sarebbe arrivato. A circa 2.500 km di percorrenza, mi sono imbattuto nel primo vero diluvio affrontato con le CrossClimate 2, ottenendo un feedback sul volante piuttosto positivo.

Le rilevazioni fonometriche *Condotte con app per smartphone
50 km/h città 57,8 db
70 km/h statale 62,6 db
90 km/h statale senza asfalto drenante 63,7 db
110 km/h autostrada con asfalto drenante 66,8 db
130 km/h autostrada con asfalto drenante 69,1 db

I lunghi viaggi

Arrivato finalmente l'inverno, dopo alcune piccole trasferte abruzzesi "alla ricerca della neve che non c'era", per semi-citare un celebre classico per bambini, la prima settimana del nuovo anno sono partito con auto (molto) carica e amici alla volta delle Alpi occidentali. La location scelta per la prima neve dell'anno, infatti, sono stati i Monti Della Luna, in particolare il piccolo paese di Montgenevre, una media stazione sciistica francese al confine con il Piemonte.

Per arrivarci, io, la Golf e le Michelin all season, abbiamo affrontato un viaggio di circa 1.200 km, partendo da Roma e passando a Livorno per raccogliere dei componenti del gruppo. Una piccola deviazione, quest'ultima, che mi ha permesso di mettere a dura prova le gomme anche in una delle zone geografiche più critiche d'Italia, sia a livello di clima che di strade: la Liguria.

Il diluvio sull'Autostrada A26 in Liguria

Per raggiungere la Francia, infatti, ho guidato lungo l'Autostrada A12 fino a Genova e, successivamente, ho preso la "famigerata" Autostrada A26, ricca di curve, cantieri e con un manto stradale tutt'altro che perfetto. Nel corso delle ore trascorse su questo tratto di strada, mi sono imbattuto in un nubifragio di ingenti dimensioni, che ha generato diverse pozze d'acqua lungo la sede stradale anche in corsia di sorpasso.

In questa condizione piuttosto critica (considerando anche i quattro occupanti e i relativi bagagli, quindi il peso al posteriore dell'auto), le gomme si sono comportate molto bene, smaltendo in davvero pochissimi istanti l'acqua accumulata e prevedendo il fenomeno di acquaplaning più rapidamente rispetto a una tradizionale gomma invernale.

L'arrivo in Francia

Dopo diverse ore di guida, giunto in Francia, ho poi potuto provare le gomme anche in diversi parcheggi semi-ghiacciati, in alcune condizioni di ripartenza in salita su neve sciolta e, infine nei giorni seguenti, in una guidata fino al Col du Lautaret, un celebre passo di montagna molto apprezzato dai motociclisti che conduce dal borgo di Briancon alla città di Grenoble. Anche in quest'ultima situazione, nonostante le temperature molto rigide, le CrossClimate 2 si sono comportate molto bene, mantenendo sempre un ottimo grip.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

La strada che conduce al Col du Lautaret

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale
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La strada che conduce al Col du Lautaret

Tra caldo romano e pioggia toscana, l'inverno è proseguito senza particolari problemi, con le gomme che, nonostante un grande utilizzo autostradale su asfalto drenante, si sono consumate uniformemente tra l'anteriore e il posteriore (merito della Golf ben bilanciata e dotata di un motore piuttosto leggero: il 1.4 TSI della serie EA211): dopo 6.000 km di percorrenza, infatti, ho deciso di ricontrollare il battistrada con l'apposito strumento digitale, registrando 5,88 mm su tutte e quattro le gomme.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Nel mese di febbraio, ho poi colto l'occasione di alcune trasferte lavorative nel Nord Italia per fare qualche altro giorno di sci sulle Alpi. In cinque giorni ho guidato per circa 1.800 km da Roma fino a Milano, proseguendo per St.Moritz passando per il Passo del Bernina e del Giulia (Julierpass per i più esperti) e giungendo nella città di Davos, formalmente la più alta di tutta Europa.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Con le gomme quattro stagioni in cima al Passo del Bernina

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La stazione sciistica della Diavolezza

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Il Ghiacciaio del Morteratsch

Anche in questo caso, nonostante le temperature molto rigide soprattutto durante la guida notturna, le Michelin CrossClimate 2 si sono comportate molto bene, dimostrandosi delle buone "compagne di vita".

Anche ai 2.330 metri di altitudine nel punto più alto del Bernina, la Golf è riuscita a ripartire senza problemi in una piazzola con fondo viscido composto da neve mista a ghiaccio, quando ero già pronto a dover indietreggiare per trovare un punto con maggior trazione: una sorpresa!

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Il lago di St.Moritz in allestimento per THE I.C.E. 2023

Durante i primissimi giorni di primavera, mi sono poi recato a Rimini per K.EY 2023 - The Energy Transition Expo. Da Roma ho quindi guidato in Autostrada A1 fino a Orte e poi sono passato sulle pendenti strade statali umbre fino all'Autostrada A14.

Terminato il vero freddo invernale, in questa occasione ho iniziato a risentire un lieve aumento di rumore di rotolamento. Niente di grave, ma una piccola dimostrazione che se c'è una situazione in cui queste gomme lavorano meglio questa è proprio il freddo invernale.

Il ritorno del caldo

Parlando quindi di caldo, i mesi di marzo e aprile sono trascorsi con altre trasferte universitarie da e per la Toscana, specialmente in Autostrada A1 e sulla superstrada Fi-Pi-Li e vorrei sfruttare proprio quest'ultima per parlare di una caratteristica risultata molto utile nei mesi invernali passati con le CrossClimate 2: la spalla piuttosto rigida.

Come anticipato nell'introduzione, infatti, queste nuove Michelin sono gomme dalla mescola dura - ideata per consentire una buona resa chilometrica - ma hanno anche una spalla altrettanto rigida. Qualcosa che, tradotto in termini pratici, significa una maggior precisione di sterzo ma soprattutto una grande solidità durante il normale utilizzo.

A maggior ragione nel mio formato /40 - quindi molto basso - si tratta di una caratteristica certamente utile, perché nel corso di tutto l'inverno mi ha permesso di preservare le stesse gomme dalla formazione delle classiche "bolle", causate dalle buche sul manto stradale "rovinato" della superstrada toscana o sui giunti in acciaio dei ponti: qualcosa che, in passato, con una gomma invernale di un diretto competitor di Michelin, mi aveva costretto a sostituire due pneumatici nel corso della stagione, nonostante la mia guida molto tranquilla e attenta alle asperità.

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Le gomme a metà stagione

Nel corso dei primi giorni di aprile, al raggiungimento dei 10.000 km di percorrenza, infine, ho effettuato la classica inversione tra asse anteriore e posteriore, durante la quale ho provveduto a controllare per la penultima volta l'altezza del battistrada con lo strumento digitale.

In questa occasione ho registrato (naturalmente prima di effettuare lo scambio) 5,50 mm davanti e 5,80 mm dietro, una dimostrazione del fatto che con l'innalzamento delle temperature e le varie percorrenze autostradali le gomme anteriori hanno iniziato a consumarsi un po' più in fretta.

Gomme quattro stagioni: le conclusioni

Insomma è stato un inverno sfidante e per certi versi avvincente, ricco di viaggi e soddisfazioni e durante il quale la mia iniziale scommessa di evitare le gomme invernali in favore di nuove gomme all season si è dimostrata quasi vincente.

Sì "quasi", perché in una prova di durata di queste dimensioni e percorrenze non ho potuto non notare anche alcuni difetti di queste nuove coperture (che probabilmente saranno eliminati quasi del tutto con la terza generazione).

Abbiamo detto, infatti, che nel caso di elevata presenza di acqua o neve sulla strada le gomme si sono comportate molto bene, regalando un feedback al volante e sull'acceleratore quasi da asfalto asciutto.

Al contrario però, in situazioni di poca acqua sul manto stradale (come per esempio le tradizionali "pioggerelline" romane di fine autunno) le CrossClimate 2 hanno restituito un feedback da gomma invernale leggermente "indurita": in poche parole, forzando un po' l'angolo di sterzo in curve a media velocità, l'anteriore ha gradualmente perso aderenza, scivolando leggermente. Nulla di preoccupante in un utilizzo normale, ma sicuramente da ricordare.

Gomme quattro stagioni, il long term test invernale

Il riepilogo di percorrenze e consumi dopo il viaggio in Svizzera

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Le gomme a fine stagione, poco prima di essere smontate

Sul manto stradale asciutto le gomme si sono comportate bene, restituendo però un rumore in abitacolo maggiore rispetto alle corrispettive gomme estive di Michelin. Anche in questo caso nulla di esagerato e qualcosa a cui ci si può abituare con il tempo, ma comunque da segnare tra i "compromessi" da accettare: se infatti con due treni di gomme il tradizionale rumore di rotolamento lo si percepisce di solito solo per 6 mesi l'anno (con le invernali), optando per le CrossClimate 2 bisogna essere consapevoli che anche in estate (anzi maggiormente in questa parte dell'anno) non si viaggerà nella piena silenziosità della propria auto.

Infine, un ultimo piccolo ragionamento lo possiamo fare sul prezzo. Controllando i più famosi siti di e-commerce di gomme per avere un paragone immediato, le Michelin CrossClimate 2 nella misura di questa prova si possono acquistare a prezzi tra 130 e 150 euro l'una. Al contrario, una più "tradizionale" Michelin Alpin 5 nella stessa misura si può trovare con prezzi compresi tra i 150 e i 160 euro.

Apparentemente sembrerebbero quindi più convenienti le 4 stagioni, che possono essere usate anche in estate senza problemi, ma attenzione. Bisogna infatti tenere conto di due dettagli piuttosto rilevanti.

Il primo è il consumo di carburante di circa 1 km/l maggiore rispetto alle Primacy 4, un dato che ho personalmente registrato in questi mesi di utilizzo e che, soprattutto nei periodi più caldi, potrebbe far spendere qualcosina in più alla pompa o alla colonnina di ricarica, il secondo è l'usura, che, sempre nei mesi più caldi, potrebbe essere maggiore a causa del manto stradale rovente.

Asserendo infine, ormai con certezza dopo anni di utilizzo, che in media una gomma invernale riesce a "sopravvivere" nel pieno delle sue capacità a circa 2 stagioni (considerando un chilometraggio annuale complessivo di 30.000 km) e che con una gomma estiva di alta gamma si riescono a percorrere almeno 40.000 km (su auto non sportive), lasciamo a voi le conclusioni e i conti finali anche in base al vostro luogo di residenza.

Tutti i numeri della prova

Long Term Test Michelin CrossClimate 2
Auto Volkswagen Golf 7 1.4 TSI manuale
Misura 225/40 R18 92Y XL
Pressione di esercizio 2.25 bar
Data, battistrada e km al montaggio 14 ottobre 2022 - 6,55 mm - 98.552 km
Data, battistrada e km allo smontaggio 2 maggio 2023 - 5,48/5,97 mm - 110.951 km
Totale km percorsi 12.399 km
 

Fotogallery: Gomme quattro stagioni, il Long Term Test invernale