La Vanquish e il suo V12 salveranno Aston Martin: ecco la prova
Una degna ammiraglia per un marchio che ne ha disperatamente bisogno
Aston Martin ha un disperato bisogno di un'ammiraglia. Le DB12 e Vantage sono auto fantastiche e ricche di stile, ma non hanno esattamente le stesse vibrazioni delle Aston Martin del passato. I loro motori V8, presi in prestito da AMG, non incutono lo stesso timore degli iconici V12. Poi, ecco arrivare la nuova Aston Martin Vanquish.
Quella che vedete qui non è quella con motore V6 centrale e sistema ibrido promessa nel 2019, bensì una classica coupé due posti con motore V12 anteriore progettato internamente, completa di un'impressionante carrozzeria in fibra di carbonio. Sulla carta sembra poter portare degnamente il nome Vanquish. Sarà davvero così?
| Specifiche rapide | 2025 Aston Martin Vanquish |
| Motore | V-12 biturbo da 5,2 litri |
| Trasmissione | Automatico a otto velocità |
| Potenza | 820 cavalli / 783 libbre-piedi |
| DA 0 A 100 MPH | 3,2 secondi |
| Prezzo base / Prezzo di prova | $429,000 / $549,600 |
Quando, nel 2019, l'Aston Martin Vanquish si avvicinava alla pensione era venduta a circa 250.000 euro. Oggi quella nuova parte da circa 400.000 euro. Vale a dire 150.000 in più. Va bene l'inflazione, ma con la differenza ci si porta a casa una Porsche 911. Bisogna dirlo: la cifra richiesta in più ci sta tutta. Perché il fatto che Aston Martin abbia rinunciato a sviluppare la Vanquish a motore centrale non significa che si sia accontentata, aggiornando qua a là qualche dettaglio. Ogni centimetro della nuova Vanquish è stato modificato in qualche modo.
Per esempio: il layout motore anteriore e trazione posteriore non cambia, ma nel passaggio da DB12 a Vanquish il passo è cresciuto, così da dare maggior spazio al V12. La griglia anteriore è la più grande mai sfoggiata da un'Aston, gli elementi laterali in fibra carbonio consentono di pulire l'aria che circonda l'auto, feritoie all'interno delle prese d'aria sono prese in prestito dalla monoposto di Formula 1.
Il cambiamento stilistico più importante riguarda però la parte posteriore, dove in Aston Martin hanno optato per una soluzione in stile coda tronca, che la Casa descrive come "spietatamente brusco". Un design complessivo che conferisce alla Vanquish un'atmosfera unica e rabbiosa rispetto al resto della gamma. Come dite? Non vi piace la fibra di carbonio a vista? Se preferite potete scegliere di verniciarla, e il gioco è fatto.
Nonostante tutti i cambiamenti evidenti, sospettiamo che solo gli appassionati molto attenti saranno in grado di riconoscere subito la nuova Vanquish. L'osservatore medio non sarà in grado di distinguerla dalla Vantage o dalla DB12, soprattutto da lontano. Questo è il prezzo da pagare per una meccanica comune, con motore anteriore, e per la classica forma della griglia anteriore.
Ciononostante, la Vanquish è una macchina bellissima. È fisicamente imponente e lunghissima, elegante e composta senza mai risultare sfacciata o ostentata, cosa che solo un'Aston Martin può fare.
È molto più facile identificare una Vanquish attraverso il suono del suo scarico. Aston afferma che il V12 biturbo di 5,2 litri è essenzialmente nuovo, condividendo solo la cilindrata con la DBS Superleggera. Il blocco è nuovo, così come tutti i componenti interni. I turbocompressori sono più piccoli rispetto al passato, per favorire la risposta e ridurre il ritardo. E in più ci sono 835 CV e 1.000 Nm di coppia.
Di conseguenza, la nuova Vanquish è incredibilmente veloce. Abbiamo avuto solo poche ore di guida, per lo più su un insieme di strette strade di montagna in Sardegna. A prescindere dal rapporto di trasmissione finale relativamente lungo di 2,93 - utilizzato per raggiungere una velocità massima di 345 km/h - il motore non ha avuto problemi a rispondere agli input rapidi e variabili dell'acceleratore tra le curve a raggio ridotto. I pochi tratti di strada aperti sembravano scomparire in un istante, con il V12 a erogare una coppia da camion fino al limite dei 7.000 giri.
L'erogazione di oltre 800 CV, tutti a carico delle ruote posteriori, potrebbe sembrare una una ricetta ideale per fare tanto - ma tanto - fumo. Aston Martin ha però implementato un sistema di gestione della coppia che ne modifica la curva in base alla modalità di guida, in questo modo la nuova Vanquish non fonde in un batter d'occhio le gomme se si schiaccia a fondo l'acceleratore. Il passaggio dalla modalità GT a quella Sport mette in evidenza le differenze, con un allungo più dolce e lineare, rendendo la coupé inglese molto più accessibile, soprattutto se non si è abituati a una potenza così elevata.
L'unica cosa più soddisfacente dell'immensa potenza erogata è l'eccellente colonna sonora del motore. Qualsiasi V12 è un oggetto speciale, ma questo mi ha sorpreso per la sua nota particolarmente sonora, considerando i turbocompressori e i filtri antiparticolato necessari per le normative UE. Certo, anche i V8 Aston hanno un suono fantastico, ma non possono sperare di eguagliare il rumore del V12.
Non bisogna però pensare che la GT inglese sia un'auto unicamente da dritto. Nonostante il motore più grande la distribuzione dei pesi è praticamente perfetta: 50,6% all'anteriore e 49,4% al posteriore. Sebbene non sia all'altezza di una DB12, è sufficiente per ottenere una vera gioia nei tratti più tortuosi. Mentre alcune concorrenti puntano alla massima leggerezza, lo sterzo della Vanquish ha una piacevole pesantezza, che rende facile la regolazione dell'avantreno. Anche al posteriore c'è una bella agilità, grazie al differenziale elettronico a slittamento limitato che assegna la coppia alla ruota esterna per favorire la rotazione. Il tutto avviene in modo abbastanza naturale, per cui non si ha la sensazione che siano i computer a fare tutto il lavoro.
Nel confronto diretto, la Vantage più piccola è probabilmente un po' più piacevole da guidare grazie al muso più leggero e al passo più corto. Ma sarebbe difficile notare una vera differenza, a meno di non guidarle una dopo l'altra. A parità di condizioni comunque preferirei la Vanquish.
Invece di sviluppare un nuovo cambio a doppia frizione per eguagliare la sua concorrente più prossima, vale a dire la Ferrari 12Cilindri, l'Aston Martin Vanquish 2024 ha optato per un'automatico ZF a otto rapporti. Si tratta di un'ottima trasmissione, anche se manca quel livello livello di precisione che ci si aspetta da un'auto di questo tipo. Nella maggior parte dei casi è valido come un DCT Ferrari o Porsche, ma ogni tanto agisce una frazione di secondo di ritardo rispetto alle aspettative.
Anche gli interni sono è per lo più superbi. Si tratta di un gigantesco balzo in avanti rispetto alla generazione precedente, con un linguaggio di design premium e molti materiali pregiati. Tuttavia, alcuni comandi al volante sembrano economici e inconsistenti. Certo, è meglio di una DBS, ma non è ancora all'altezza di una Bentley Continental GT.
Agli acquirenti, però, probabilmente non importerà. Probabilmente hanno già una (o tre) sportive della B alata e vogliono solo qualcosa di ancora più speciale da aggiungere alla loro collezione. La Vanquish riempie perfettamente questa nicchia di mercato, avvicinandosi maggiormente al lato sportivo rispetto alla Bentley, offrendo un suono che poche auto possono eguagliare.
Il prezzo di partenza di circa 400.000 euro per qualsiasi Aston a motore anteriore sembra ridicolo, ma per le persone che fanno la fila per acquistarle, il prezzo non ha importanza. Pagano per l'esclusività. E con la nuova Vanquish saranno accontentati: ne verranno prodotte infatti 1.000 unità all'anno.
Fotogallery: Aston Martin Vanquish, la prova
Aston Martin Vanquish Coupé
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