Perché la BYD Seal U è diversa da tutti gli altri SUV ibridi plug-in
L'abitacolo modulare, l'efficienza del motore, la struttura delle batterie e il prezzo. Ecco i punti di forza della BYD Seal U DM-i
Ad oggi è difficile trovare un trovare un prodotto originale, che si differenzi veramente dagli altri reinventando ciò che diamo per scontato o che introduca qualcosa di veramente nuovo e innovativo. L'arrivo dei brand cinesi sul mercato europeo ha dato una spinta a questo spirito e alcuni marchi come BYD hanno attirato l'attenzione dei clienti con soluzioni innovative e un'offerta altamente competitiva.
La BYD Seal U DM-i è stata negli ultimi mesi una delle ibride plug-in più vendute, forte di un prezzo allettante e una qualità costruttiva da far invidia alle affermate europee. Ma le novità non finiscono qui perché si tratta di un'auto che per 5 caratteristiche si differenzia da tutto ciò che siamo stati abituati a guidare. Scopriamoli insieme qui sotto punto per punto.
Il primo abitacolo che si adatta a chi guida
L'abitacolo di un'auto è pensato per soddisfare le esigenze di migliaia di persone che hanno corporature e gusti diversi. Da questo punto di vista, la BYD Seal U offre qualcosa che le altre auto ancora non offrono e cioè la possibilità di personalizzare parte della plancia. Cosa vuol dire? Il display centrale da 15,6" dell'infotainment può ruotare per adattarsi meglio alla posizione di guida ed essere posizionato o in orizzontale o in verticale. Tutto questo con un tocco, premendo un tasto direttamente sullo schermo o un altro sul volante a portata di dito.
Lo schermo in posizione orizzontale
Lo schermo in posizione verticale
Ergonomia a parte, il software del sistema di intrattenimento è firmato Android ed è tra i migliori in circolazione, veloce e senza lag, dalla grafica chiara e intuitivo da usare oltre che connesso alla rete, aggiornabile Over The Air e anche compatibile con Apple CarPlay e Android Auto in modalità senza fili. Tecnologia però non vuol dire solo intrattenimento ma anche assistenza alla guida: la Seal U ha tutti gli ADAS di serie che si attivano dai tasti dedicati sul volante e si possono personalizzare con le scorciatoie dell’infotainment visibili tirando giù la tendina superiore, un po’ sugli smartphone per accedere alle impostazioni.
Con il V2L può ricaricare dispositivi esterni
Computer scarico? Nessun problema. Botta di sonno improvvisa e vi serve un caffè? Idem. Quando vi servità la corrente ma sarete lontani da casa, amerete la funzione di Vehicle to Load della Seal U che, grazie alla ciabatta in dotazione, le permette di dare energia all’esterno sfruttando parte di quella accumulata nella batteria. La Seal U DM-i è l’unica ibrida plug-in ad avere questo sistema che, di solito, si trova solo sulle elettriche.
La ciabatta in dotazione alla BYD Seal U DM-i
La presa CCS Combo 2 per la ricarica in corrente continua
Un’altra caratteristica molto comoda è la possibilità di essere ricaricata, oltre che ovviamente in alternata, anche in corrente continua fino a una potenza di 18 kW, non molto ma comunque sufficiente per fare il pieno alla batteria da 18.3 kWh in circa 40 minuti.
I vantaggi delle batterie lamellari
Parliamo di resistenza. Ci sono strutture che sembrano più rigide ma che, alla prima sollecitazione, si rompono, pensate a un uovo. Altre invece, come un bicchiere, sembrano fragili ma distribuiscono meglio il peso e quindi sono più resistenti. Questo parallelismo ci serve per descrivere le batterie lamellari della Seal U - si chiamano Blade perché la struttura delle celle è a lama - che sono integrate nella struttura dell’auto, per cui sono più sicure, e a parità di ingombro hanno più capacità.
BYD Seal U DM-i (2025), il posteriore
Un’architettura quindi unica che, rispetto alle altre tecnologie sul mercato, ha anche altri vantaggi: ha una migliore gestione termica e nel consueto test del chiodo, che consiste banalmente nel bucare la batteria e vedere cosa succede, non prendono fuoco né esplodono. Durano di più nel tempo - infatti la garanzia è di 8 anni - essendo la loro composizione Litio-Ferro-Fosfato e hanno anche un impatto ambientale ridotto rispetto a quelle con cobalto e nichel. Tanti punti a favore quindi, ma chi guida si accorge di queste differenze? Sì perché con un pieno di elettricità si fa più strada rispetto alle concorrenti di pari capacità sul mercato.
Nei nostri test non siamo mai scesi sotto i 70 km, un risultato buono considerando che la batteria non si scarica mai del tutto ma mantiene sempre un 25% circa di carica residua per permettere alla Seal U plug-in di comportarsi, una vola usato tutto l‘elettrico, come un’ibrida full. Nel traffico, nelle partenze, in manovra e in veleggiamento il benzina rimane spento per gran parte del tempo migliorando i consumi, le prestazioni grazie alla coppia dell’elettrico disponibile senza ritardi e il comfort di marcia per via dell’assenza di rumore.
BYD Seal U DM-i (2025), la prova su strada
Il motore 1.5 aspirato è tra i più efficienti sul mercato
Un’altra caratteristica che rende unica la Seal U plug-in è il rendimento energetico - cioè l’efficienza nel consumo - del suo 1.5 aspirato che è del 43%. Per intenderci, gli altri benzina stanno tra il 28 e il 36. Questo funziona in due modi: muove le ruote e al tempo stesso fa da generatore. A batteria scarica, quando si preme sull'acceleratore il 1.5 viene collegato direttamente alle ruote. In tutte le altre situazioni, - che sono la maggior parte - o rimane spento o gira al minimo per ricaricare la batteria che, nel frattempo, a sua volta fornisce l’energia al motore elettrico che spinge l’auto.
Un doppio funzionamento reso possibile meccanicamente da una frizione che, a seconda delle condizioni, si apre o si chiude collegando il motore a benzina all’asse anteriore. Al volante non ci si accorge di nulla perché è la macchina che pensa a tutto in autonomia, si avverte giusto il rumore del benzina che quando è collegato alle ruote sale di giri - a volte un po’ troppo - con l’effetto trascinamento dato del cambio a variazione continua.
BYD Seal U DM-i (2025), la prova su strada
Comportandosi a tutti gli effetti come una full hybrid però si riesce a completare gran parte degli spostamenti quotidiani in modalità 100% elettrica con un consumo di benzina a batteria scarica buono considerando la mole e il peso importante. In città si fanno 20 km/l, In extraurbano si superano i 22 mentre in autostrada si scende a poco meno di 13 e mezzo, con l’autonomia totale che sfiora i 1.100 km con un pieno.
Il prezzo? Costa meno di 40.000 euro
La BYD Seal U è la plug-in più grande sotto i 40.000 euro. Due gli allestimenti disponibili: il primo è il Boost, l’entry level a trazione anteriore da 218 CV che ci si porta a casa a partire da 39.800 euro; si passa poi al Design a poco meno di 48.000 che si differenzia per la meccanica, sotto il cofano ha un 1.5 turbo e non aspirato, è ha un secondo motore elettrico che garantisce la trazione integrale e ben 324 CV complessivi. Nel corso dell’anno poi arriverà anche la Comfort, uguale alla base ma con batteria più grande da 26,6 kWh invece che da 18,3 e un’autonomia in elettrico di 125 km dichiarati secondo il ciclo di omologazione WLTP.
BYD Seal U DM-i (2025), gli interni
A prescindere dall’allestimento, i punti di forza della Seal U sono la qualità percepita di alto livello e la dotazione dato che è sempre tutto di serie: ci sono l’infotainment girevole, i sedili elettrici riscaldati e ventilati, il tetto panoramico apribile, tutti gli ADAS, il sistema audio Infinity con 12 altoparlanti e anche i fari full LED. Da far invidia quindi alla più blasonata concorrenza tedesca che, nella maggior parte dei casi, costa più o meno il doppio di questa BYD a parità di accessori.
Fotogallery: BYD Seal U DM-i (2025), la prova su strada
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