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Autovelox e Tutor: quando la multa non è valida (e come scoprirlo)

Non tutti gli autovelox che vedete lungo la strada sono in regola. E se non lo sono, la multa che vi hanno fatto può essere impugnata

Cover autovelox e tutor
Foto di: Motor1

Le multe per eccesso di velocità sono il peggior incubo di tutti gli automobilisti. Eppure non tutti sanno che, in alcuni casi, quell'autovelox lì, in quella posizione, non poteva e non doveva esserci. E che una multa ricevuta da un apparecchio installato in modo non conforme alla legge può essere impugnata innanzi a un Giudice di Pace.

Cartelli poco visibili, assenti o posizionati troppo vicino al rilevatore: sono dettagli che in questi casi possono fare la differenza. Ecco allora tutto quello che c'è da sapere sull'argomento e come la tecnologia può aiutarvi a tenere la situazione sotto controllo. Ricordando però, prima di tutto, che i limiti esistono per essere rispettati: ne va della vostra sicurezza e di quella degli altri utenti della strada.

L'autovelox finto (e quelli che non lo sembrano ma lo sono)

Partiamo da una cosa che avrete visto sicuramente almeno una volta: l'autovelox finto. Quello che c'è ma non funziona, posizionato lì come un dissuasore, esattamente come un dosso artificiale. Serve a indurre una reazione psicologica di "rallentamento" nell'automobilista niente di più.

Ma perché è finto? Semplice: il suo posizionamento non rispetta le disposizioni previste nel Codice della Strada, quindi non può essere operativo.

Autovelox e tutor, come la tecnologia può venirci in aiuto

Un autovelox vuoto

Foto Di: Motor1
Autovelox e tutor, come la tecnologia può venirci in aiuto

Un autovelox vuoto

Foto Di: Motor1

I dettagli che fanno la differenza

Cosa può rendere non regolare una multa emessa? Il primo dettaglio da tenere in considerazione è il posizionamento del cartello di segnalazione. Stando all'allegato A dell'articolo 142 del Codice della Strada, infatti, il cartello deve esserci sempre e deve essere installato ad almeno 200 metri dall'apparecchio su strade a scorrimento veloce e autostrade e ad almeno 75 metri su strade urbane. Se è del tutto assente o se è troppo vicino al rilevatore, la multa è impugnabile.

C'è poi un altro aspetto spesso ignorato: la distanza minima tra due autovelox sullo stesso tratto di strada. Questa infatti non può essere inferiore a 4 km in autostrada, 3 km sulle strade extraurbane principali, 1 km sulle strade urbane di scorrimento e 500 metri sulle strade cittadine.

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Un cartello che avvisa della presenza di un autovelox

Foto di: Motor1

Come raccogliere le prove

E se il dubbio vi viene dopo aver già passato il rilevatore? Potete tornare sul posto, parcheggiando e fotografando la situazione. In alternativa, se avete una dashcam a bordo, i suoi filmati possono essere usati legalmente come prova in sede di ricorso.

Una cosa ovvia ma che vale la pena ricordare, poi, è quella di non fate foto durante la guida. L'uso del cellulare quando si è al voltante, infatti, è vietato dal Codice della Strada, oltre che essere pericoloso per se stessi e per gli altri utenti della strada: non fatelo.

Autovelox e tutor, come la tecnologia può venirci in aiuto

Autovelox e tutor, come la tecnologia può venirci in aiuto

Foto di: Motor1

Tutor e Vergilius: le regole del controllo della velocità media

Passiamo ai sistemi di rilevamento della velocità media in autostrada e su strade a scorrimento veloce, cioè il Tutor e il suo "cugino" Vergilius. Partiamo con il dire che il controllo della velocità media è consentito solo su autostrade e strade extraurbane principali.

Ma non è tutto. I tratti interessati, infatti, secondo il C.d.S. devono essere caratterizzati da una velocità consentita uniforme e privi di diramazioni e svincoli, a meno che questi ultimi non siano statisticamente poco frequentati: a stabilirlo è la Polizia Stradale.

Altro dettaglio fondamentale, poi, è che questi sistemi non possono funzionare su due tratti successivi. Dopo un tratto controllato deve seguirne uno "libero" di almeno 1 km. Questo significa che se siete in un tratto sorvegliato, quello immediatamente successivo non lo è per forza di legge.

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Il sistema Tutor

Foto di: Motor1

La tecnologia che fa da terzo occhio

Nel 2026, orientarsi tra autovelox fissi, mobili, Tutor e Vergilius senza un aiuto tecnologico è oggettivamente complicato. Ed è qui che entrano in gioco strumenti come Tom di TomTom, il dispositivo interattivo che abbiamo provato a bordo di un'Audi TT di oltre dieci anni, un'auto che, nonostante il virtual cockpit e qualcosa che assomiglia a un infotainment, non offre una navigazione moderna con segnalazione in tempo reale di pericoli o autovelox (a meno che non sia dotata del rarissimo - per l'epoca - CarPlay/Android Auto).

Autovelox e tutor, come la tecnologia può venirci in aiuto

Il dispositivo Tom

Foto di: Motor1

Tom è un supporto alla guida a tutti gli effetti: avvisa in anticipo di lavori in corso, corsie interrotte, code e, soprattutto, di autovelox fissi, mobili e zone Tutor. Lo fa attraverso segnali sonori e luminosi, senza richiedere di guardare uno schermo, qualcosa che riduce anche le distrazioni.

In più è interattivo, un tasto fisico permette di segnalare pericoli agli altri utenti della strada che usano il servizio, contribuendo ad aggiornare in tempo reale la mappa della comunità.

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Il dispositivo Tom

Foto di: Motor1

Le tradizionali app di navigazione fanno qualcosa di simile, ma richiedono comunque di tenere d'occhio lo schermo del telefono o del sistema di infotainment. Su auto datate, o semplicemente per chi preferisce guidare senza display accesi, un sistema dedicato come questo ha il suo perché.

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L'Audi TT usata per la prova

Foto di: Motor1

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