Taxxi: veloce, grazie, sono di fretta...
Il film del 1998, scritto e prodotto da Luc Besson, porta scompiglio nel traffico di Marsiglia
In Italia lo conosciamo come Taxxi, il film del 1998 diretto da Gérard Pirès, ma il suo titolo originale è semplicemente “Taxi”. Come già accaduto in Ronin e ne Le 24 Ore di Le Mans, siamo in Francia, per l’esattezza a Marsiglia, dove il giovane Daniel (Samy Naceri) abbandona il suo lavoro di consegna pizze a domicilio per diventare tassista. Vista la sua innata passione per la velocità e le folli corse nel traffico con lo scooter ci sono tutte le premesse per attendersi un taxi altrettanto spericolato. La cosa si verifica puntualmente, visto che Daniel modifica la sua Peugeot 406 per affrontare le strade di Marsiglia come in un Grand Prix. Il bianco taxi sfreccia senza remore lungo stradine e tangenziali di Marsiglia, facendo volare autovelox e sottoponendo i propri clienti a prove di coraggio inaudite.
Finito nella trappola della polizia, che fa salire a bordo del suo taxi un ispettore in incognito, Daniel si vede costretto ad accettare una accordo con le forze dell’ordine per arrestare una gang di rapinatori tedeschi; in cambio gli verranno abbuonati gli eccessi di velocità e non perderà la patente. Come la maggior parte dei film automobilistici ambientati in Francia, anche in Taxi c’è lo zampino del grande stuntman Remy Julienne, nella fattispecie il figlio Michel Julienne che coordina cascatori e piloti. Fra questi ultimi si segnala la presenza di grossi nomi delle corse come gli ex piloti di Formula 1 Philippe Alliot, Jean-Pierre Jabouille, Jean-Pierre Jarier, Henri Pescarolo, oltre a Jean-Louis Schlesser, Jean Ragnotti e Jutta Kleinschmidt. Per girare le spettacolari scene di inseguimenti e corse stradali sono state utilizzate ben sei Peugeot 406, di cui una in versione da gara. Il film è stato scritto e prodotto da Luc Besson, il regista che ha collaborato anche ai successivi Taxxi 2 (2000), Taxxi 3 (2003) e Taxxi 4 (2007), così come al remake americano del primo episodio intitolato “New York Taxi” (2004).
Finito nella trappola della polizia, che fa salire a bordo del suo taxi un ispettore in incognito, Daniel si vede costretto ad accettare una accordo con le forze dell’ordine per arrestare una gang di rapinatori tedeschi; in cambio gli verranno abbuonati gli eccessi di velocità e non perderà la patente. Come la maggior parte dei film automobilistici ambientati in Francia, anche in Taxi c’è lo zampino del grande stuntman Remy Julienne, nella fattispecie il figlio Michel Julienne che coordina cascatori e piloti. Fra questi ultimi si segnala la presenza di grossi nomi delle corse come gli ex piloti di Formula 1 Philippe Alliot, Jean-Pierre Jabouille, Jean-Pierre Jarier, Henri Pescarolo, oltre a Jean-Louis Schlesser, Jean Ragnotti e Jutta Kleinschmidt. Per girare le spettacolari scene di inseguimenti e corse stradali sono state utilizzate ben sei Peugeot 406, di cui una in versione da gara. Il film è stato scritto e prodotto da Luc Besson, il regista che ha collaborato anche ai successivi Taxxi 2 (2000), Taxxi 3 (2003) e Taxxi 4 (2007), così come al remake americano del primo episodio intitolato “New York Taxi” (2004).
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