Faccia a faccia fra tre generazioni della piccola inglese, il cui stile si evolve… molto gradualmente

La nuova MINI segna l’esordio della terza generazione per l’inglese nata nel 2 ed evolutasi nel corso degli anni in tante diverse forme. Se è vero che la Countryman, la Paceman, la Clubman, la Coupé e la Roadster hanno diversificato l’offerta quasi in ogni nicchia di mercato, è anche vero che la MINI hatchback 3 porte (per tutti “la MINI”) resta la versione di carrozzeria più importante e richiesta, il vero cuore della gamma. Come già accaduto fra la prima e la seconda serie la nuova MINI riesce a rinnovarsi totalmente senza tradire lo stile originale e riconoscibilissimo che l’ha resa un classico delle strade di mezzo mondo, ma alcuni lettori e amici di Facebook sembrano aver scambiato la nuova MINI per un semplice restyling. In effetti le differenze estetiche possono apparire di dettaglio, e in alcuni casi lo sono, ma questa nuova MINI sotto la pelle è davvero diversa sia a livello di piattaforma che di motori, tutti inediti.

MINI: A CACCIA DI DIFFERENZE

Per dare la possibilità a tutti di studiare nel dettaglio lo stile della nuova MINI abbiamo così pensato di fare un confronto fotografico diretto, “all’americana” fra la nuova MINI terza serie (F56) che sta per arrivare nelle concessionarie e la uscente seconda serie (R56), includendo anche la prima serie (R5) il cui stile è molto simile alle successive e l’originaria Mini disegnata da Alec Issigonis. Le immagini che vedono affiancate le varie generazioni di MINI possono servire per tentare un curioso esercizio di “trova le differenze”, che i più attenti avranno già notato essere concentrate a livello di paraurti, gruppi ottici, e fascia vetrata ribassata. Per il resto la tradizione di famiglia sembra salva in ogni dettaglio, compreso l’immancabile stilema del tetto sospeso sulla carrozzeria.

NUOVA MINI, NUOVO PIANALE E NUOVI MOTORI

La conclusione più ovvia sembra quindi dimostrare che MINI si è affidata al vecchio adagio “squadra che vince non si cambia”, almeno a livello di design, visto che sotto una pelle già vista c’è una meccanica del tutto originale. In primo luogo ci sono i motori di nuova generazione che hanno visto il pensionamento dei propulsori .6 quattro cilindri di orgini PSA, sostituiti in due casi da inediti .5 a tre cilindri TwinPower Turbo. La nuova MINI Cooper monta infatti il .5 benzina 3 cilindri da 36 CV in luogo del precedente .6 da 22 CV e la MINI Cooper D utilizza il .5 Diesel 3 cilindri da 6 CV invece del vecchio .6 con 2 CV. La sportiva MINI Cooper S propone invece il 2. quattro cilindri benzina TwinPower Turbo da 92 CV al posto dell’uscente .6 turbo 84 CV. Non meno innovativo è il pianale UKL che farà da base alle prossime BMW compatte a trazione anteriore e integrale, così come uniche per il segmento sono la regolazione dell’assetto e i fari full LED.

Nuova MINI, trova le differenze

Foto di: Fabio Gemelli