Slotcar, le macchine radiocomandate da pista diventano digitali
Via i fili, adesso i comandi sono wireless e possono essere impostati parametri come velocità massima e autonomia
Per questa volta Pit Game non parla di videogiochi ma di come passavamo il tempo noi appassionati di auto prima che le console e i PC portassero dentro le nostre case le corse virtuali. Vi ricordate i pomeriggi passati con parenti ed amici a sfrecciare con le macchinine che correvano sulle piste montate sul pavimento del salotto? Ci abbiamo giocato tutti, chi più chi meno, e in effetti le cosiddette "slotcar" sono state un vero e proprio fenomeno commerciale a partire dagli anni '60, con un picco di successo negli anni '80 (e anche un po' dei '90), quando ancora li videogiochi di guida non erano tanto diffusi. Ora, tra schermi touch, connettività e digitalizzazione imperante, il gioco delle slotcar potrebbe sembrare anacronistico, ma in realtà non è così: le macchinine, semplicemente, si sono aggiornate. Pensate, ad esempio, alle tecnologie wireless di oggi. Ecco che tutti i fili delle slotcar degli anni 80 spariscono di botto. E, ovviamente, i comandi (molto più sensibili alla pressione rispetto a prima) hanno le batterie integrate che vengono ricaricate una volta inserite in un dock specifico. Anche le auto cambiano. A parte la cura costruttiva e i dettagli, tanto che ormai il nome "macchinina" andrebbe sostituito a tutti gli effetti con quello di modellino, quello che più cambia l'esperienza di gioco di queste "slotcar 2.0" è il loro cervello digitale, in grado di farle entrare in comunicazione a tutti gli effetti con la pista e con le altre auto.
Quelle di Carrera Toys, una vera istituzione quando si parla di corse radiocomandate, sono ad esempio in grado di essere gestite tramite un pannello di comando che imposta il pieno "virtuale" di benzina, in altre parole cioè ne regola l'autonomia di percorrenza prima che sia necessaria una sosta ai box per un rifornimento. O, ancora, è possibile fissare una velocità massima per i bolidi (che riproducono auto realmente esistenti partendo da licenze ufficiali), regolare l'erogazione della potenza o l'intensità della frenata prima dell'ingresso in curva. In più, grazie ad altri accessori digitali, le corse si arricchiscono ulteriormente, come per esempio il semaforo in pitlane o il contagiri elettronico. Infine, che innovazione sarebbe senza la connettività con lo smartphone? E infatti con l'App Carrera Racer, i "piloti" ricevono in tempo reale le informazioni su tutto ciò che succede sulla pista, in modo da adattare la propria strategia di gara. Utile e divertente soprattutto quando gli avversari sono numerosi (fino a 6). Insomma, la digitalizzazione sembra aver portato una ventata d'aria fresca nel mondo delle competizioni tra slotcar. Che sia l'alba di una seconda epoca d'oro per le macchinine radiocomandate?
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