Toyota, Subaru e Nissan sono solo i primi a dire no al gasolio. Altre Case sono pronte a seguirli

L’auto Diesel sparirà dalle nostre strade, sopravviverà per anni all’arrivo di ibride ed elettriche o sarà relegata ad alcuni mercati emergenti e in pochi segmenti? Una risposta unica e certa ancora non c’è, ma molti segnali ci dicono che i tempi d’oro delle macchine a gasolio sono finiti, almeno in Europa, e che la lotta alle polveri sottili e agli ossidi di azoto renderanno solo un ricordo le quote di mercato Diesel del 58% in Italia (2005), del 77,3% in Francia (2008) e del 79% in Belgio (2008).

Diesel cancerogeno dice l’OMS, ma emette meno CO2

Questo perché, nonostante i recenti motori Diesel Euro6 siano tra i meno inquinanti di sempre (qui i dati dell'SMMT britannico), nel 2012 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (qui lo studio dell'IARC) ha classificato le emissioni allo scarico dei Diesel come cancerogene per l'uomo. Per capire un po’ meglio il futuro del motore ad accensione spontanea occorre quindi ricordare quali Costruttori e quali modelli hanno già deciso di dire addio al Diesel, da molti considerato invece indispensabile per raggiungere il difficile limite europeo di 95 g/km di CO2 per l’intera gamma entro il 2021.

Leggi anche:

Toyota punta tutto su ibrido e benzina

Il primo grande gruppo ad aver annunciato l’addio al motore Diesel nella gamma - italiana prime ed europea poi - è Toyota che già da quest’anno punta tutto sulle motorizzazioni ibride di cui è leader mondiale e su quelle a benzina. Il propulsore ideato da Rudolf Diesel sarà riservato solo ad alcuni fuoristrada e commerciali come Land Cruiser, Hilux e Proace.

Auto Diesel, chi dice addio e chi no

Subaru e Nissan, Diesel a scomparire

Fra le altre Case che hanno ufficialmente abbandonato la via del gasolio ci sono anche Subaru dal 2020 in Europa e Australia su tutti i modelli e Volvo che sulla nuova berlina S60 non proporrà motori Diesel. Altrettanto dirompente è l’annunciata intenzione di Nissan di ridurre gradualmente il numero di modelli a gasolio prodotti in Europa e destinati al Vecchio Continente, in favore di auto elettriche ed elettrificate.

Auto Diesel, chi dice addio e chi no

La decisione di FCA sposta gli equilibri

A dare un’ulteriore spallata alla vacillante posizione del motore a gasolio potrebbe presto arrivare anche l’annuncio di FCA. L’ipotesi di una progressiva riduzione delle motorizzazioni Diesel dal 2022, confermata dalle parole dello stesso Marchionne, potrebbe essere ufficializzata nel corso della presentazione del nuovo piano industriale del 1° giugno prossimo.

Leggi anche:

La squadra pro-Diesel

Sul fronte pro-Diesel si schierano invece grandi gruppi come Volkswagen, Daimler e Mazda, pronti a sviluppare nuovi motori a gasolio, anche ibridi e mild hybrid. Più incerto è il panorama in casa Porsche (parte del Gruppo Volkswagen), che dopo aver fermato gli ordini delle versioni Diesel ha detto di non volerle abbandonare subito, almeno non prima di poter proporre una gamma articolata di modelli ibridi ed elettrici. Fra le aziende "favorevoli" al Diesel non si può non inserire la leader della componentistica, ovvero Bosch, che sta mettendo a punto gli ultimi dettagli di una tecnologia capace, a quanto pare, di salvare il motore a gasolio riducendone drasticamente le emissioni di NOx. 

Auto Diesel, chi dice addio e chi no

Leggi anche:

Citycar a gasolio, è rimasta solo Fiat

Nel frattempo le prime vittime dei sempre più stringenti limiti di emissioni allo scarico imposti dall’Euro6 (costosi da rispettare) sono le citycar Diesel, una razza in via d’estinzione che conta al suo interno solo un paio di esemplari. Sparite le smart fortwo 800 cdi , le Peugeot 107 1.4 HDi, le Ford Ka 1.3 TDCi, le Opel Agila 1.3 CDTI, le Renault Twingo 1.5 dCi e le Volkswagen Fox 1.4 TDI restano ormai solo due italiane a difendere la categoria: Fiat Panda 1.3 Multijet e Fiat 500 con lo stesso motore.

Fotogallery: Auto Diesel, chi dice addio e chi no