Più che nel design, la crossover italiana cambia sottopelle e nella dotazione

Sulla breccia dal 2014, la Fiat 500X aveva bisogno di una leggera rinfrescata. Non tanto nell'estetica – anche se il restyling ha naturalmente toccato anche la carrozzeria – ma anche nella tecnica, con nuovi motori sotto il cofano e maggiori dotazioni di sicurezza. Per confrontarsi alla pari con rivali del calibro di Audi Q2, Honda HR-V, Opel Mokka X, Peugeot 2008 e Volkswagen T-Roc (ma anche Jeep Renegade). E allora vediamo nel dettaglio quali sono le novità del restyling del crossover torinese e cosa cambia rispetto al vecchio modello.

Cosa cambia davanti

Guardando attentamente il muso della Fiat 500X restyling si nota come i designer siano intervenuti su tutto il fascione: la parte bassa ha prese d'aria decisamente più generose, mentre anche la sottile feritoia sopra la targa è stata rivista. Così come le luci diurne, a LED, e i fari, anch'essi LED ma a pagamento. Ristilizzato, infine, il baffo cromato che ingloba il Marchio. Modifiche, queste, in comune con la Cross, che rispetto a prima conquista nuovi fendinebbia circolari e una presa d'aria unica a sviluppo orizzontale nella parte bassa del paraurti. Inediti anche i cerchi in lega, fino a 18”. 

 

Cosa cambia dietro

Il lato B mette in luce – è proprio il caso di dirlo – i gruppi ottici a LED vuoti al centro, proprio come quelli della cuginetta 500. Non bastasse, cambia anche il design dello “svaso” che ospita la targa e quello del paraurti, arricchito, ai lati, da due sottili catarinfrangenti verticali. I sensori di parcheggio corrono lungo il profilo della parte inferiore del fascione, in nero. Sulla Cross le strisce riflettenti si adagiano in orizzontale, su fascione specifico (che ora nasconde il tubo di scarico). Diverso l'inserto in plastica grigia nella parte inferiore del paraurti. Rimangono, invece, il badge specifico “500X” e la scritta 4x4 sul portellone.

 

Cosa cambia dentro

Poche le concessioni alla matita dei designer, il cui intervento si è fermato al volante e alla grafica della strumentazione. Spicca al centro della plancia il touchscreen da 7”, con connettività Apple CarPlay e Android Auto. Grosse novità anche nella dotazione: di serie, su tutti gli allestimenti, clima manuale, cruise control, volante in pelle sintetica e due prese USB. Senza dimenticare sistemi di sicurezza quali mantenimento attivo della corsia, riproduzione dei limiti di velocità nella strumentazione e un sistema che alla pressione di un tasto adegua la velocità di crociera al limite in vigore sulla strada. A richiesta si possono avere monitoraggio angolo cieco, frenata automatica d'emergenza e cruise control adattivo, che da 30 km/h mantiene automaticamente la distanza dall'auto che precede. Non manca infine un sistema di abbaglianti automatici (con fari a LED).

 

Spicca al centro della plancia il touchscreen da 7”, con connettività Apple CarPlay e Android Auto.

Cosa cambia sotto il cofano

Se i turbodiesel Multijet II 1.3 da 95 CV, 1.6 da 120 CV e 2.0 da 150 CV hanno ricevuto catalizzatore SCR e il filtro anti-NOx per i gas di scarico con liquido a base di urea, la famiglia dei benzina si è arricchita dei turbo a tre cilindri 1.0 da 120 CV e del quattro cilindri 1.3 da 150 CV. Last but not least c'è anche il 1.6 aspirato da 110 CV, anche lui in regola con la normativa anti-inquinamento Euro 6d-Temp. Il 2.0 Mjet è abbinato di serie al cambio automatico a 9 marce, mentre il benzina 1.3 e il diesel 1.6 si possono avere con il doppia frizione DCT a 6 rapporti.

 

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