Suzuki Jimny, la verità sullo stop alle vendite
La decisione serve ad evitare lo sforamento dei valori di emissioni imposti dall’Europa. Per il 2021 c'è in serbo qualcosa di nuovo
Quando Suzuki Italia ha mostrato alla stampa la nuova Jimny, a fine 2018, ha dichiarato di puntare a venderne circa 5.000 unità all’anno. Ma con l’arrivo della normativa europea sulle emissioni di CO2, la Casa ha dovuto rivedere pesantemente i piani.
Da una parte, ha allargato la gamma delle mild-hybrid a listino, oltretutto implementando il sistema, che resta quello d’ingresso nel mondo dell’elettrificazione, sviluppandone una versione a 48 Volt appena presentata sulla Vitara e sulla S-Cross.
Dall’altra contenendo le vendite del modello più inquinante in gamma, quella Jimny che è disponibile sono in variante 1.5 aspirata con emissioni di CO2 pari a 178 g/km. Proprio per questo, Suzuki ha dichiarato di poter vendere solo 2.000 Jimny nel 2020. E stando alla quantità di contratti già firmati sono già tutte allocate.
Emissioni concesse anche in base al peso
Suzuki, oltretutto, è la Casa che in Europa deve sottostare al valore più basso in assoluto in termini di emissioni di CO2. Questo per un motivo semplice: l’UE ha imposto alle Case di non superare emissioni di CO2 di 95 g/km sulla media del venduto (pena la famosa sanzione di 95 euro per ogni grammo superato per ogni auto messa in circolazione).
Ma al valore di 95 g/km sono stati applicati dei correttivi in base al peso. Per cui, Case che hanno in gamma modelli grandi possono arrivare a valori medi più alti, anche oltre i 100 g/km: Daimler ad esempio è a 102,8; Jaguar-Land Rover arriva addirittura a 130,6.
Le Case che hanno in gamma modelli più piccoli e leggeri, devono stare al di sotto, anche sensibilmente, quel valore. FCA si attesta a 91,8, PSA a 93. Suzuki, nel caso specifico, è la Casa con il limite più stringente: 90,3 g/km.
Coming soon… mild-hybrid?
Il risultato di tutto questo meccanismo si è ripercosso sulla Jimny, vettura di successo che dopo un 2019 in cui ha fatto registrare ottimi risultati (basta far caso a quante se ne vedono in strada), per il 2020 è stata contingentata alle già citate 2.000 unità per evitare che pesasse troppo sulla media-emissioni del brand.
Da ieri, sul sito Suzuki, la Jimny non è più nemmeno configurabile. Sotto l’immagine si trova un laconico “Coming in 2021”. La speranza, neanche troppo velata, è che al ritorno si faccia trovare pronta ad affrontare il mercato con una versione mild hybrid, che lascerebbe intatti indole e fascino del modello e che consisterebbe alla Casa, allo stesso tempo, di aumentare di nuovo i volumi di vendita.
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