Ecco i modelli che hanno fatto diventare “normale” lo schema meccanico oggi più popolare

Abbiamo visto come le auto più importanti tra la prima e la seconda guerra mondiale abbiano introdotto soluzioni progettuali già molto moderne, che anticipavano ciò a cui siamo abituati al giorno d’oggi. 

Ma è con il periodo di rinascita del secondo “dopoguerra” che nascono i modelli più popolari, quelli che hanno realizzato la cosiddetta motorizzazione di massa. E le motivazioni che stanno dietro alla loro diffusione sono soprattutto tecniche. 

Coetanea del Cavallino Rampante

Il primo tentativo di realizzare un’utilitaria adatta alle esigenze del “popolo” è del 1948, stesso anno in cui Enzo Ferrari presenta la sua prima auto stradale, come raccontato nel filmato. Tornando alla Citroen 2CV - questo è il modello a cui facevo riferimento - i progettisti scommettono sullo schema a trazione anteriore per costruire un’auto economica e pratica. 

L’italiana più famosa del mondo

Una decina di anni dopo, nel 1957, il concetto di utilitaria viene reinterpretato in Italia con la Fiat Nuova 500, chiamata così per distinguerla dall’originale Fiat 500 del 1936, conosciuta come Topolino. Qui motore, trasmissione e trazione sono posteriori, schema meccanico da cui Fiat inizia a distaccarsi solo nel 1964, sperimentando soluzioni nuove su un modello del marchio Autobianchi descritto nel video. 

Per la prima volta di traverso

Tra le due auto appena citate c’è la Austin Mini del 1959, che per ottimizzare al massimo lo spazio nell’abitacolo sfrutta la trazione anteriore montando il motore in senso trasversale. Con una sostanziale differenza (raccontata nel video) rispetto alle consuetudini moderne, che vengono per molti versi consolidate con la Volkswagen Golf del 1974, trazione anteriore che sostituisce un mostro sacro come il Maggiolino. Fino ad arrivare a due modelli protagonisti degli anni ‘80: vi lascio scoprire quali nelle immagini.

La gallery fotografica che trovate in questo articolo, invece, è un assaggio dell'esposizione del Museo dell'Automobile di Torino che ospita alcuni dei modelli citati nel video.

Fotogallery: Il nuovo allestimento del Museo Auto Torino dedicato a Carlo Biscaretti