Russell Carr al fianco della sua ultima creatura in arrivo entro il 2020 e capace di toccare i 340 km/h

Sarà la prima di una lunga serie di silenziosissime sportive prodotte dalla Casa inglese e per questo è una delle auto più attese dell’anno. Parliamo della Lotus Evija, hypercar 100% elettrica da 2.000 CV e apripista per un futuro a emissioni zero di Lotus.

Una sportiva estrema nelle prestazioni – si dice che toccherà i 340 km/h passando da 0 a 100 km/h meno di 3”, con circa 400 km di autonomia – ma anche nelle forme. Forme disegnate da Russell Carr, dal 2014 a capo del design Lotus, protagonista di un video nel quale ci spiega come nascono le linee di un’auto così speciale.

Specialissima

Ormai vicinissima alla produzione, dovrebbe iniziare in estate per un totale di 130 unità da mettere in vendita a 1,5 milioni di euro ciascuna, la Lotus Evija rappresenta una prima assoluta per la Casa inglese, un balzo nel futuro che però non dimentica il passato. Alcuni elementi stilistici infatti si fanno a modelli di ieri, a partire dagli sbalzi accennati e un’aerodinamica particolarmente ricercata.

Per questo il team di mister Carr si è ispirato principalmente agli aerei militari, con linee molto semplici e levigate, intervallate da alcune parti più “vive” e taglienti. Ogni centimetro ha una precisa funzione aerodinamica, le grosse bocche anteriori non servono chiaramente a raffreddare il motore ma ad incanalare l’aria per farla passare sopra al cofano e sfogarla poi lateralmente, così da “schiacciare” l’auto a terra.

Museo dell'Automotive di Petersen Lotus Evija
Museo dell'Automotive di Petersen Lotus Evija

Non passano certo inosservate anche le prese d’aria posteriori, al termine delle portiere, grazie alle quali la Lotus Evija può contare su un’ottima downforce facendo a meno di grossi alettoni sul posteriore. Prese d’aria che si sfogano sulla coda e sono circondate da sottili luci LED.

Semplice e tecnologica

All’interno la Lotus Evija sfoggia un arredamento ormai comune per le hypercar: sottilissimi sedili con guscio in fibra di carbonio, monitor per la strumentazione, plancia “sospesa” con pochi comandi fisici e altri 2 monitor sistemati sulle portiere, per trasmettere ciò che viene ripreso dalle telecamere sistemate al posto degli specchietti retrovisori.