È la prima giapponese che osa sfidare l’invincibile Ferrari, con soluzioni all’avanguardia e un grande campione come collaudatore.

Cade quest’anno il trentesimo compleanno di un modello tanto amato dagli appassionati: la Honda NSX. Un modello che rappresenta la volontà di Honda di entrare, prepotentemente, nel clan dei costruttori di exotic car, mettendo insieme idee avveniristiche e le dritte dell’indimenticato Ayrton Senna, uno dei migliori piloti di sempre.

Una storia emozionante, che parte dall’epoca d’oro delle sportive nipponiche, s’intreccia nelle competizioni e prosegue ancora oggi, sposandosi amabilmente con l’ibrido.

Un sogno nel cassetto

Honda, da sempre, ha il pallino per la guida gustosa, inizialmente con la spiderina S500, poi partecipando in Formula 1, prima come costruttore e poi come motorista. Può un marchio così, in costante lotta contro Ferrari, non tentare la carta della due posti secchi, veloce e dalla linea mozzafiato? E certo che no!

Acura NSX di prima generazione
Acura NSX di prima generazione

Negli Anni ‘80 presenta, con la creatività di Pininfarina, la HP-X, una concept bassa e uniforme, equipaggiata con un generoso sei cilindri a V da 2.0 cc in posizione centrale, montato trasversalmente. Per il modello definitivo, però, Honda preferisce fare tutto da sola.

L’arrivo del mito

Nel 1990 Honda presenta al mondo la NSX, e lancia il guanto ai pesi massimi delle alte prestazioni, sia coupè che targa. L’auto, venduta in Nord America col marchio Acura, vanta una scocca totalmente in alluminio, il V6 VTEC 24 valvole, da 269 CV e 3.0 cc, e trazione posteriore.

Tutta questa sfiziosità pesa solo 1.370 kg, raggiungendo i 270 km/h e toccando i 100 dopo 5,9 secondi. Questo è possibile anche grazie alle preziosissime dritte di Ayrton Senna, la cui McLaren, motorizzata dalla stessa Honda, gli ha permesso di laurearsi Campione del Mondo.

Acura NSX di prima generazione

L’evoluzione

Honda, per soddisfare i palati più corsaioli, realizza la NSX R: più leggera e più attaccata al suolo, grazie a un nuovo allestimento interno e nuove sospensioni. Nel corso della sua carriera la Honda NSX riceve un lieve incremento di potenza e cilindrata, a 3.2 cc e 276 CV.

Per l’omologazione al campionato Super GT, dopo aver perso i fari a scomparsa, Honda realizza cinque esemplari della NSX R GT, ancora più animalesca della precedente, dall’aspetto più pronunciato, con tanto carbonio e una vistosa presa d’aria sopra il motore.

In buone mani

L’Honda NSX ha dei proprietari eccellenti. Ayrton Senna ne possiede ben due, una in Brasile e l’altra nella sua residenza portoghese, la sua “base” in Europa. Anche un altro grande pilota, Alex Zanardi, a cui Honda dedica una versione speciale, ne tiene una, poi modificata per permettergliene l’uso anche dopo il grave incidente che lo priva delle gambe.

Gordon Murray, mitico progettista di monoposto di Formula 1, ne compra una e la prende da ispirazione per la sua prima vettura stradale, la McLaren F1.

Acura NSX di prima generazione

Scende anche in pista

La NSX viene portata a dimostrare la superiorità tecnologica del Sol Levante anche nelle competizioni, come la 24 Ore di Le Mans, in categoria GT2 e con buoni risultati, e nella Super GT, l’equivalente nipponico del Campionato Turismo.

Qui, con il V6 portato a 500 CV, ma montato longitudinalmente, vince ben due titoli piloti e due costruttori. Partecipa anche al Gran Premio del Canada di F1 del 2005, ma in veste di Safety Car.

Tanti la rivogliono

La NSX interrompe la sua permanenza in Europa già con l’ultimo restyling, ma altrove continua a vivere fino al 2005, toccando quota 18.685 unità.

Da allora sono in tanti a rimpiangere questa giapponesina scatenata, nonostante sia poco diffusa e meno blasonata di certe analoghe europee, e così Honda decide di farla tornare, in una nuova veste.

Acura NSX di prima generazione

Tra passato e futuro

Dopo il concept del 2012 l’Honda, o Acura se preferite, NSX è di nuovo tra noi, a pestare i piedi ai mostri sacri della Motor Valley. La nuova generazione, costruita negli Stati Uniti, è un misto di alluminio e carbonio.

Ha la trazione integrale, un V6 3.5 cc e tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 550 CV. La NSX di oggi è in grado di superare i 300 km/h e di arrivare a 100 in 3,3 secondi, ponendosi allo stesso livello delle ben più aristocratiche avversarie.

Acura NSX di prima generazione
Acura NSX di prima generazione

Tra i cordoli e le cifre

La NSX, sin da subito, non è un’auto per tutti, ma rispetto a modelli analoghi, di marchi più luccicanti, è decisamente meno pretenziosa. All’esordio sta a 127.450.000 lire, contro i 168.360.000 della Ferrari 348 e i 140.360.000 della Porsche 911 Carrera.

Poco prima di abbandonare l’Italia costa tra i 103.266 e 111.012 euro, mentre Ferrari 360 Modena e Porsche 911 Turbo la distanziano di poco più di 10.000 euro, ma la 911 Carrera 4 è lievemente più economica.

Ricordando il campione

Oggi, per sentire il tocco di Senna e assaporare l’atmosfera delle guerriere giapponesi degli Anni ‘90, sono necessari non più di 90.000 euro per una Honda NSX in perfetto stato, mediamente come una 911 “liscia” dello stesso periodo.

Una youngtimer che sicuramente merita attenzione, in quanto testimone delle gesta di una vera leggenda delle corse.

Fotogallery: Honda NSX (1990)