L'evoluzione dell’Mbux riscrive le regole dell’infotainment e (visivamente, ma non solo) si ispira a Tesla

Il tempo che passiamo in auto è consistente e in Mercedes lo sanno bene. Secondo una ricerca condotta qualche anno fa da CSA Research, parliamo di oltre quattro anni nel corso della nostra vita.

Proprio per questo motivo, molti degli sforzi e degli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle Case automobilistiche si stanno concentrando nella realizzazione di interni sempre più “a misura d’uomo”.

Anche perché, già oggi, il nostro modo di trascorrere il tempo in auto sta notevolmente cambiando e in futuro, grazie alla guida autonoma, cambierà ancora di più, lasciandoci più tempo e attenzione da rivolgere alla connettività e ai servizi multimediali. Che stanno già evolvendo in quella direzione, come dimostrano le innovazioni introdotte sulla nuova Classe S.

Stella tra le stelle

Da sempre pioniera nelle nuove tecnologie, la rinnovata ammiraglia della Stella tiene fede al suo ruolo compiendo un ulteriore passo avanti sul fronte dell’intrattenimento a bordo. Questa volta tuttavia, rispetto a quanto fatto in altri settori, Mercedes non è innovatrice assoluta ma intraprende una strada già mostrata da qualcuno con molta meno storia alle spalle.

Nuova Mercedes Classe S (2020)
Nuova Mercedes Classe S (2020)

Con la nuova generazione del sistema Mbux, l’interfaccia intelligente di bordo, ha infatti compiuto un grande passo avanti rispetto alla prima versione del dispositivo stesso, lanciato sull’attuale Classe A un paio di anni fa, ma per farlo ha tratto ispirazione da chi sul fronte infotainment e “user experience” in generale ha sempre investito tanto: Tesla.

La prima volta sulla Model S

La casa di Palo Alto, fin dalla primissima Model S, ha lavorato controcorrente proponendo delle interfaccia utente diverse da quelle generalmente in uso su modelli di pari categoria.

L’assenza di tasti fisici, così come lo sviluppo verticale dello schermo del sistema di infotainment, sono soluzioni che proprio Tesla per prima ha scelto di adottare e che oggi vengono riprese da moltissimi costruttori, anche quelli storicamente sempre all’avanguardia, compresa la stessa Mercedes.

La nuova ammiraglia tedesca rivoluziona il proprio sistema non solo in termini di software e di funzioni, ma anche e soprattutto per quel che riguarda l’ergonomia, proponendo per la prima volta uno schermo a sviluppo verticale e rivedendo completamente il modo di utilizzarlo e di accedere alle informazioni e alle funzioni in esso contenute.

Nuova Mercedes Classe S (2020)

Più nitido grazie agli Oled

Lo schermo ha una diagonale di 12,8 pollici con una risoluzione di 1.888 x 1.728 pixel, e sfrutta la tecnologia a Led organici (Oled) per assicurare contrasti più accentuati e quindi, una maggiore visibilità (per ottenere il nero vengono spenti i LED, e si parla così di "nero assoluto").

La parte alta dello schermo è dedicata a tutte le funzioni di intrattenimento e gestione della vettura. oltre a quelle del navigatore, mentre da quella in basso si controlla il clima. A chiudere ci pensa una striscia di tasti soft touch, tra i quali spicca anche un piccolo lettore di impronte digitali.

Nuova Mercedes Classe S (2020)
Nuova Mercedes Classe S (2020)

Ti guarda e ti anticipa

Attraverso questo è possibile selezionare il proprio profilo, accedendo anche a dati personali come la propria lista di contatti, giusto per fare un esempio. Lo schermo, inoltre, grazie ad una serie di sensori e telecamere puntate su guidatore e passeggero, è dotato di un’intelligenza in grado di anticipare alcune funzioni in base ai movimenti che vengono compiuti da chi è a bordo.

Mercedes Classe S (W 223)

Se si avvicina una mano allo schermo, ad esempio, questo ingrandirà automaticamente le icone della home page per facilitarne la selezione. Ma non è tutto. La serie di sensori viene utilizzata per facilitare la vita a bordo in generale. Se ad esempio durante la guida di notte si allunga un braccio verso il sedile del passeggero, la Classe S accenderà automaticamente le luci di cortesia in quella zona dell’auto.

Aggiornamenti da remoto

Ma la nuova generazione dell’Mbux porta al debutto anche nuove soluzioni sul fronte aggiornamenti che ora, come sulle elettriche di Palo Alto, possono essere effettuati OTA, ovvero “over the air”.

Succedeva già dal 2016 ma soltanto per la navigazione, mentre ora il concetto si estende anche a funzioni e componenti che vanno ben oltre il navigatore. Secondo Mercedes, infatti, oggi sono ben 50 le componenti elettroniche della Classe S che possono essere aggiornate a distanza.

Mercedes Classe S (W 223)

Tra queste troviamo tutte le funzioni dell’Mbux, il quadro strumenti digitale (che ora è diventato 3D), i sistemi di assistenza alla guida e i sistemi di illuminazione Multibeam LED e Digital Light. Con la possibilità di attivare o sbloccare funzioni nuove.

In contatto con la casa

Importante sulla Classe S è poi il concetto di condivisione delle informazioni. Se la vettura è dotata anche dei due schermi per i passeggeri posteriori, da quello centrale posto davanti è possibile condividere schermate, video, brani e molto altro con gli altri schermi a bordo.

E a proposito di condivisione delle informazioni, il sistema multimediale è in grado anche di dialogare con i dispositivi smart delle nostre case. Attraverso l’assistente vocale sarà quindi possibile chiedere di aumentare la temperatura in casa o di accendere la luce di una stanza specifica, mentre siamo ancora in viaggio. Il tutto, senza dover distogliere gli occhi dalla strada.

E forse è proprio questa la vera rivoluzione portata in campo dal nuovo Mbux, la sua fruibilità durante la guida. Certo, per capire davvero come si comporta nell’utilizzo quotidiano dovremo aspettare di poterlo provare, ma a leggere le specifiche si rimane decisamente colpiti.

Nuova Mercedes Classe S (2020)
Nuova Mercedes Classe S (2020)

Evoluzione della rivoluzione

Soluzioni che promettono di rendere quanto più semplice, intuitivo e fruibile l'MBUX della Classe S e che sembrano davvero essere il non plus ultra di quello che si può oggi trovare su un’automobile.

Dai comandi vocali, alle grandi dimensioni del display che facilita l’acquisizione delle informazioni, fino al riconoscimento predittivo dei comandi impartiti dal conducente o del passeggero.

Tutte soluzioni figlie di una filosofia nata con Tesla e oggi portate nel mondo delle berline non (ancora) elettriche grazie a Mercedes che, come già accaduto per altre tecnologie, fa della sua ammiraglia un laboratorio di novità per tracciare la strada degli altri modelli della Stella, gamma EQ per prima.

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