La calandra "lunga" di M3 e M4 ha origini antiche. E anche il look stilizzato non è nuovo...

Bisogna ammetterlo, BMW ci ha stupiti. Mentre ci chiedevamo quanto ancora la calandra "a doppio rene" avrebbe potuto allargarsi dopo le esagerazioni viste su Serie 7 e X7 (sottolineate con crescente ironia sui social), la Casa di Monaco ha scombinato tutto presentando, con Serie 4, M4 ed M3, uno stilema che va nella direzione opposta: piatto, spigoloso come del resto il design delle vetture e soprattutto, verticale.

Aggettivi come "nuovo"  o "inedito" si sono sprecati, ma buttando un occhio al passato, ci si potrebbe accorgere che in realtà non è così e che i designer del marchio bavarese si sono semplicemente, come sempre più sovente accade, ispirati alla storia. Due volte, perché se lo sviluppo verticale ha origini antiche, il disegno stilizzato arriva da un passato più recente "riscoperto" da poco.

In principio.... niente "reni"

Si tende ad affermare che la calandra a due elementi detta appunto a "doppio rene" o "doppio fagiolo" (nessuna delle due espressioni è bellissima, ma come altro chiamereste quella forma?) accompagna BMW sin dalle origini, in realtà non è proprio così: le prime vetture prodotte, dalla Dixi del '27 (una Austin Seven fabbricata su licenza) alle successive 3/15 e 3/20 avevano infatti un anonimo radiatore verticale senza alcunché di distintivo.

BMW, l'evoluzione della calandra

Gli anni d'oro

La soluzione a due elementi, oblunghi e arrotondati, ha debuttato nel 1933 con la 303 (qui sotto), il primo modello alto di gamma che ha tenuto a battesimo anche un altro elemento diventato un classico per BMW, vale a dire il motore 6 cilindri in linea. Alla 303 e alle sue derivate (319, 315 e 319) hanno fatto seguito a metà degli Anni '30 le celeberrime 326, 327 e 328 e infine l'ammiraglia 335, accomunate dal particolarissimo stile del cofano e della calandra.

BMW, l'evoluzione della calandra

Il muso si abbassa

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'aspetto dei modelli BMW ha iniziato a cambiare. Se da un lato le grandi berline 501 e 502 conservavano forme e un certo stile prebellico, sulle nuove sportive dalle proporzioni molto differenti come la 503 (qui sotto) anche la calandra è stata ridimensionata, pur mantenendo il caratteristico profilo, mentre la bella 507 del '55 lo ha trasformato in una coppia di grandi griglie orizzontali.

BMW, l'evoluzione della calandra

Da radiatore a stemma

Con l'evoluzione dei modelli degli Anni '60 e la perdita dell'originaria funzione di copri-radiatore, il motivo del "doppio rene" si è ridimensionato fino a diventare un vere proprio secondo marchio, un piccola griglia dalla cornice cromata che ha accompagnato la nascita delle eleganti "New class" (qui sotto) e della iconica "Serie 02" a quattro cilindri.

BMW, l'evoluzione della calandra

La Garmisch e il doppio esagono

Nel 1969, allo scopo di formulare una proposta per lo stile delle nuove berline destinate a sostituire le "new class", ossia la futura Serie 5, il centro stile Bertone ha realizzato la Garmisch una concept car costruita sul telaio di una 2002 tii ma con forme decisamente più avanti,

Qui ha debuttato una rilettura del logo in chiave moderna, anzi, quasi futuribile per l'epoca non più arrotondato ma composto da due esagoni affiancati.

BMW, l'evoluzione della calandra

Ai tempi, l'audace proposta è rimasta tale: i nuovi modelli, ovvero le Serie 3,5 e 7 nate nel decennio successivo, hanno proseguito con il "doppio rene" tondo e cromato al centro di mascherine fattesi sempre più basse e aerodinamiche. Con la M1 del '78, il motivo è addirittura stato fuso nel frontale, senza più cromature, consolidando il suo ruolo di "marchio sotto il marchio".

BMW, l'evoluzione della calandra

Fino a che, dal 2010, i due elementi hanno preso a gonfiarsi e allargarsi, enfatizzati da motivi interni a lame verticali rese di recente addirittura luminose grazie a impianti LED offerti come optional su alcuni modelli.

BMW, l'evoluzione della calandra

Back to the future

La svolta, nel 2019, è iniziata con il ritorno dall'aldilà della Garmisch: letteralmente scomparsa e probabilmente smantellata o distrutta poco dopo il suo poco fortunato debutto, è salita agli onori della cronaca, quando la Casa ha commissionato a un centro engineering di Torino la realizzazione di una replica, costruita partendo dalle immagini e dalle poche informazioni ancora disponibili negli archivi e fatta debuttare al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este.

Poco dopo, o poco prima se consideriamo anche le forme sfoggiate dalle concept Vision iNext nel 2018 (da cui ha preso forma l'elettrica iX3), ecco comparire le nuove Serie 4 ed M3/M4 contraddistinte da una calandra che sembra la riproposizione aggiornata di quell'idea di stile, forse troppo avanti all'epoca mentre oggi, alla luce di tutto, la si può vedere addirittura come un tocco rétro...

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