Plastica, resine e fibra di vetro sono state usate spesso sulle auto: pesano poco, non temono la ruggine e costano meno dell’alluminio

Da quando è nata l'auto anche la carrozzeria ha subito, come gli altri componenti, una continua evoluzione non solo dal punto di vista della forma e del design ma anche nei materiali. Sono tante, infatti, le caratteristiche sia prestazionali sia qualitative che vengono influenzate direttamente da questa scelta, basti pensare al contenimento del peso che incide tanto sulle performance quanto su consumi ed emissioni e anche sulla sicurezza.

Al giorno d’oggi, a parte casi particolari di carrozzerie in fibra di carbonio, la maggior parte delle vetture sono costruite in leghe di acciaio o alluminio, una scelta che risale a circa 100 anni fa, intorno agli Anni ’20, quando i produttori abbandonarono frettolosamente i pannelli di legno in favore dei metalli che si accordavano meglio con la produzione in catena di montaggio.

Il problema della ruggine

Si passò così all'acciaio, ma la poca conoscenza del materiale e dei trattamenti di superficie portò subito a diverse problematiche: la resistenza alla corrosione del metallo esposto in caso di scheggiature della vernice lasciava molto a desiderare e nelle zone dove le condizioni meteorologiche erano più avverse la ruggine era il nemico numero uno, capace di divorare in pochi anni tantissime vetture.

La soluzione alternativa

Negli anni ’30 gli esperimenti portarono all'introduzione dell’alluminio che offriva notevoli vantaggi in termini di peso e non era soggetto ad ossidazione come le leghe di acciaio. Questo materiale però era meno economico e più difficile da lavorare e riparare. Nel tentativo di trovare un compromesso e una soluzione meno costosa, le aziende più audaci e intraprendenti guardarono all'estremo opposto, iniziando a creare pannelli di carrozzeria in fibra di vetro mescolati con scarti di cotone di resina fenolo-formaldeide e altri prodotti sintetici.

Sebbene la scala dei successi e dei fallimenti di questi progetti sia abbastanza variegata, questa soluzione viene utilizzata ancora adesso su diverse vetture che circolano sulle nostre strade. Ecco 7 esempi più o meno celebri di ieri e di oggi.