Si rivolge a pochi fortunati il progetto dell’inglese RML, che si è ispirata alla GT dei primi anni '60 per questa auto fuori dal tempo

Abbiamo citato l'operazione dell'azienda inglese RML Group che intende far rinascere la storica (e bellissima) Ferrari 250 GT SWB, ma realizzando di fatto un nuovo modello, partendo da un'altra Ferrari storica.

Questa vettura ha un nome: RML Short Wheelbase. Un omaggio a quel passo corto evocato dalla sigla SWB, che nella GT prodotta dal 1959 al 1962 stava per “Short Wheelbase Berlinetta”. Per RML, specializzata in esemplari unici, si tratta del primo modello che porterà questo marchio; gli esemplari saranno solo 30, ad un prezzo adeguato: oltre un milione e mezzo di euro ciascuno.

Sotto è una Ferrari 550 con il V12

La base è una Ferrari "d’epoca", la Ferrari 550 Maranello, prodotta dal 1996 al 2002. Di questa, mantiene anche la meccanica, il V12 da 5,5 litri con potenza di 485 CV a 7000 giri/minuto, e coppia massima di 569 Nm a 5000 giri: come la 250 GT originaria, quindi, il motore è anteriore e la trazione posteriore, mentre il cambio è il transaxle al retrotreno a sei rapporti della 550.

RML Short Wheelbase, il ritorno della Ferrari 250 GT SWB

La 550 Maranello è sensibilmente più grande rispetto alla 250: la RML Short Wheelbase ha quindi dimensioni maggiori rispetto alla 250 GT originaria. In più, utilizza una tecnologia più moderna per la carrozzeria: se la 550 era in alluminio, la nuova è interamente realizzata con pannelli in fibra di carbonio con un peso che scende dai 1.690 kg della 550 a soli 1.470 kg.

Una Gran Turismo attualizzata

A livello prestazionale, non si è andati in cerca della performance pura, ma piuttosto di un “lusso veloce”, secondo i principi di una vettura Gran Turismo: per Michael Mallock, figlio del fondatore di RML, la base della 550 Maranello era ideale per godersi la guidabilità e sportività di un V12 Ferrari senza eccessi.

La batteria è stata spostata dietro per un miglior bilanciamento, i cerchi con i Pirelli P Zero Rosso sono da 18”, il passaggio da 0 a 100 km/h è di quasi 2 decimi in meno, con circa 4,1 secondi, ma la velocità massima oltre 298 km/h, contro 320 km/h. L’insieme è stato rivisto anche con prove in pista, con tarature specifiche dei controlli elettronici -disattivabili- e con la sostituzione degli originali ammortizzatori attivi Bilstein con i passivi Ohlins.

Lusso e modernità a un milione e mezzo di euro

All’interno, c’è il regno del lusso essenziale, impiegando esclusivamente vetro, pelle e alluminio lavorato, insieme a tutta la più recente tecnologia, compreso uno schermo retrattile con collegamento agli smartphone, che si nasconde nel tunnel centrale.

Altri dettagli riflettono la modernità del progetto: ad esempio, i portabicchieri - che forse non saranno mai usati- o il tetto riconfigurato per conducenti alti oltre 2 metri.

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