Comincia una settimana decisiva per la Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Tra gli argomenti in discussione nei prossimi giorni, anche il possibile addio alle auto con motore termico - benzina e diesel e non solo - in favore di una mobilità a zero emissioni, o di qualunque altro tipo verrà sviluppato. Lo ha ribadito anche Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, ospite da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più di domenica pomeriggio.

Gli obiettivi della Cop26

Cingolani ha ricordato che le proposte fatte dai giovani di Youth4Climate durante la pre-Cop di Milano “entrano nelle scelte sul phase-out delle automobili a combustione interna”: argomento che sarà sul tavolo il 10 novembre, quando andrà in scena il Transport Day della conferenza.

Quel giorno, “i leader che rappresentano una parte sostanziale del mercato globale di auto – è scritto nel programma ufficiale della Cop26 –, si riuniranno per mostrare il loro impegno verso un futuro del trasporto su strada a zero emissioni”.

Ricarica rapida Kia Soul EV (e-Soul) presso IONITY
Una Kia e-Soul in carica alle colonnine Ionity

L’organizzazione del vertice fa sapere sul punto che “tutti i soggetti coinvolti dovranno impegnarsi a portare le vendite di veicoli a zero emissioni al 100% entro il 2040 (o prima)”. Più nel dettaglio, “accelerare il passaggio ai veicoli elettrici” è una delle quattro grandi aree di intervento su cui si concentra la Conferenza Onu. Gli obiettivi sullo stop a benzina e diesel, che saranno al centro delle trattative, chiedono:

  • agli Stati di impegnarsi a garantire che le auto e i furgoni venduti siano solo veicoli a zero emissioni entro il 2035 (nei mercati avanzati) o nel 2040 (in tutti gli altri mercati); in più, i Paesi dovranno mettere in atto altre politiche per accelerare la diffusione di auto, furgoni, autobus e camion a emissioni zero.
  • alle Case di vendere solo veicoli a zero emissioni entro il 2035, o anche prima;
  • alle aziende con una flotta impegnarsi ad avere solo veicoli a emissioni zero entro il 2030, o prima, e aderire all’iniziativa EV100;
  • a tutti noi di sostenere le misure approvate.

Oltre al settore auto, anche quello navale e aereo saranno protagonisti del tavolo di discussione sulla conversione alla sostenibilità ambientale e climatica.

 

Cos’altro serve

Durante la trasmissione di Rai 3, il ministro è però tornato a parlare anche di alcune criticità da lui rilevate più volte negli ultimi mesi: la prima è che, al momento, mancherebbe sufficiente “elettricità verde per caricare le batterie delle auto elettriche, perciò si produce CO2 durante la ricarica; quindi bisogna aumentare la quantità di energia green prodotta in Italia”.

La seconda è che, nonostante “in Europa non ci sia un problema di produzione delle batterie, perché stiamo costruendo le gigafactory, compresa quella italiana di Stellantis a Termoli, ci mancano il litio e le materie prime per farle”. Il mantra di Cingolani è perciò quello di non correre per dare alla transizione energetica il tempo di cui a suo avviso avrebbe bisogno.