L'Arabia Saudita negli ultimi anni sta concentrando molte risorse nel motorsport, uno sforzo che è stato premiato con l'assegnazione della gara di F1 che si aggiunge all'evento di Formula E e alla Dakar nel panorama delle competizioni ospitate dal Regno.

Per capire le ambizioni del Paese riguardo a questo settore e sapere come includerà il messaggio di giustizia sociale #WeRaceasOne promosso dalla F1, abbiamo parlato con il ministro saudita dello sport, il principe Abdulaziz, per questa edizione di #ThinkingForward.

“Non è solo il motorsport, ma forse questo settore è stato quello più al centro dei riflettori. Stiamo davvero investendo in molti sport all'interno del regno”, afferma. ““Il governo comprende che lo sport gioca un ruolo molto importante per il futuro dei giovani. 

Il 70% della popolazione ha meno di 40 anni, quindi dobbiamo renderli attivi, coinvolgendoli maggiormente nello sport e assicurarci di farlo nel modo giusto. Nel 2017 avevamo 32 Federazioni (sportive). Oggi contiamo su 92 Federazioni, e questo dimostra che c'è un grande investimento che sta avvenendo all'interno del Regno".

Il modello saudita rientra all'interno della strategia Vision 2030 adottata dal Paese e consiste nell'investire nello sport e portare lo standard delle competizioni a un livello internazionale in modo che gli atleti sauditi possano imparare dagli atleti di tutto il mondo e migliorarsi.

Il settore motorsport ha dato in questo sensi i primi risultati con la competizione FIA ​​Baja Cross Country World Cup nella quale il Paese ha conquistato diversi titoli piloti, inclusa la categoria T3, vinta lo scorso anno da una driver saudita, Dania Akeel, che nel 2022 gareggerà alla Dakar.

Dania Akeel

"Solo quattro anni fa alle donne non era permesso guidare (in Arabia Saudita), quindi è evidente  che lo sviluppo in realtà non riguarda solo sport", dice. “Si tratta di vivibilità, di dare una possibilità ai giovani e di essere presenti a livello internazionale”.

Comunque la maggiore rilevanza sulla scena globale attira l'attenzione sul Paese e nelle prossime settimane la cosa diventerà più chiara quando il Circus della F1 arriverà in Arabia Saudita con il suo messaggio di giustizia sociale #WeRaceAsOne. Come lo accetteranno?

“Tutti sono i benvenuti nel Paese. Abbiamo la nostra cultura e le nostre abitudini che ha qualsiasi altro Paese e la rispettiamo ovunque”, afferma il principe Abdulaziz. “E questo è tutto. Non vediamo l'ora di ospitare molti altri eventi in futuro e vorremmo dare il benvenuto ai visitatori da tutto il mondo per far vedere loro il Paese per quello che è veramente. 

Rispettiamo e accogliamo tutti. Dobbiamo mettere in scena uno spettacolo globale e assicurarci di portarlo a termine...si spera, far sì che tutti coloro che vengono e partecipano a questa gara sperimentino qualcosa di diverso rispetto a qualsiasi altro luogo".

Il principe Abdulaziz osserva che è stato l'arrivo della gara di Formula E nel 2018 a stimolare la creazione del visto turistico, che in precedenza non era disponibile in Arabia Saudita. "Un visto turistico, accettato in tutto il mondo, non esisteva nel Paese nel 2017. Un processo che è stato avviato attraverso la Formula E.

Nel giro di tre mesi il Ministero del Turismo ha adottato il sistema che abbiamo inserito nel settore sportivo", afferma. “E oggi visitatori provenienti da più di 50 Paesi hanno la possibilità di ricevere un visto all'arrivo. In passato, non potevamo ospitare alcun evento perché il paese non era aperto a questa soluzione.“

Per quanto riguarda la Formula 1, il recente sondaggio globale ha mostrato che il pubblico sta diventando più giovane e femminile e c'è una forte contaminazione con i videogamer nella fascia di età inferiore ai 24 anni.

"Penso che sia il momento giusto per entrare nella F1 e che, con la nuova gestione, abbiano cambiato la loro filosofia su cosa rappresenta lo sport e sulla necessità di coinvolgere maggiormente gli appassionati", dice. 

“Sono molto presenti sui social, abbiamo visto il successo che ha avuto la serie Netflix. Questo ha attratto molta gente verso la Formula Uno. Persone che non sono mai state realmente interessate alle corse l'hanno guardata e ora sono diventate fan dello sport. 

E penso che questo approccio della Formula 1 sia davvero il punto di svolta: coinvolgere i giovani, la prossima generazione, per renderli partecipi del futuro della Formula Uno. Per noi è fantastico, perché, come ho detto, il 70% della popolazione ha meno di 40 anni e sono molto esperti di tecnologia”.

Per quanto riguarda il settore gaming e gli eSport, Abdulaziz ritiene che rappresentino una grande opportunità per il Regno, in virtù della demografia della popolazione e della passione per lo sport.

Why Saudi Arabia is investing so heavily in motorsport

"La cosa bella del gaming è che puoi giocare ovunque, in qualsiasi momento. Abbiamo sponsorizzato la gara virtuale di Le Mans che si è svolta durante il lockdown e trovato nel Regno molte persone interessate a partecipare, a farne parte.

“È molto importante avere una propria Federazione che gestisce effettivamente il settore gaming all'interno del Regno. E penso che sia l'onda del futuro e che dovremmo dargli la stessa importanza di qualsiasi sport”.

“E' molto importante per i giovani e per il futuro. E noi dovremmo essere parte di questa evoluzione".

Fotogallery: Foto - Gli investimenti dell'Arabia Saudita nel motorsport