Il tempo passa per tutti, si sa, e come ci stupiamo per la rapidità con la quale invecchiano le persone, la stessa cosa vale per il mondo delle auto. Nel corso del prossimo anno saranno numerosi i modelli storici che festeggeranno anniversari importanti. 

Ecco la nostra selezione, in rigoroso ordine alfabetico, delle automobili che nel 2022 celebreranno un compleanno a "cifra tonda".

Alfa Romeo Alfasud (1972)

Prodotta nel nuovo stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco, è stato il modello più venduto nella storia del marchio del Biscione con oltre 1 milione di esemplari prodotti.

Dal punto di vista meccanico la berlina si caratterizzava per la trazione anteriore, i propulsori a 4 cilindri boxer, i freni a disco su tutte le ruote e uno schema sospensivo che prevedeva avantreno MacPherson e retrotreno ad assale rigido con Parallelogramma di Watt.

Alfasud (1972)

A dispetto delle interessanti specifiche tecniche l'Alfasud negli anni si meritò una poco onorevole reputazione a causa dei numerosi deficit qualitativi che affliggevano il modello.

Audi 80 (1972)

La trazione anteriore andava per la maggiore all'inizio degli Anni '70, una soluzione tecnica a cui faceva affidamento anche l'Audi 80 di prima generazione, il modello conosciuto come B1.

Audi 80 (1972, Copyright: AUDI AG)

Sotto il cofano era installato un motore quattro cilindri posizionato longitudinalmente, il primo della storica famiglia di propulsori EA 827 che sarebbero stati prodotti dal marchio per oltre quarant'anni, fino al 2013. Declinato in cilindrate da 1,3 e 1,5 litri, il monoalbero sviluppava potenze comprese tra i 55 e gli 85 CV.

BMW Serie 5 (1972)

In generale, il 1972 fu una delle annate automobilistiche più interessanti. Dopo ben dieci anni, BMW sostituì i modelli a 4 porte della Neue Klasse con quella che sarebbe diventata la prima Serie 5.

L'E12 ha inaugurato il nuovo sistema di denominazione utilizzato ancora oggi dal costruttore bavarese: tre cifre, con la prima che indica la fascia di mercato d'appartenenza e le altre due la cilindrata in cm³ divisa per 100.

BMW 5er E12 (1972)

Sotto al cofano poteva montare propulsori sei cilindri a carburatore da 2,5 e 2,8 litri con potenze rispettivamente di 145 e 165 CV. Il modello riscosse un grande successo, infatti nei nove anni di produzione ne vennero venduti oltre 720mila esemplari.

BMW Serie 3 (1982)

È la generazione più famosa e ambita della BMW Serie 3. Lanciata sul mercato alla fine del 1982, la E30 è stata prodotta in oltre 2,3 milioni di unità nel corso dei suoi i 12 anni di vita.

BMW 3er E30 (1982)

Oltre al design senza tempo, a contribuire alla fortuna dell'auto è stata anche la disponibilità di numerose varianti di carrozzeria (due porte, quattro porte, station wagon e cabrio) e motorizzazioni (benzina a quattro e sei cilindri e diesel). Dopo quasi 40 anni il fascino della E30 è rimasto inalterato.

Ferrari 250 GTO (1962)

La Ferrari 250 GTO, forse il Cavallino più famoso (oltre che auto più costosa) di tutti i tempi compie 60 anni. Costruita solamente in 39 esemplari, la "O" nel nome del modello significa "Omologata", poiché la GTO era sì un'auto stradale, ma progettata e sviluppata per correre nelle gare della classe GT.

Ferrari 250 GTO (1962)

Realizzata sulla base tecnica della 250 GT Berlinetta SWB, era equipaggiata con un motore V12 da 300 CV che si occupare di spingere l'auto dal peso contenuto di soli 880 kg. Nel 2018 una 250 GTO è stata venduta all'asta per l'incredibile cifra di 70 milioni di dollari.

Ford Granada (1972)

Torniamo all'anno 1972. L'introduzione della Ford Granada rappresentò un ulteriore passo verso  l'unificazione delle filiali britannica e tedesca della Casa automobilistica statunitense. Il modello infatti sostituiva rispettivamente la Zodiac, nel Regno Unito, e le versioni 20M, 23M e 26M della Taunus in Germania Ovest.

Ford Granada (1972)

Disponibile in varianti a due porte, quattro porte, station wagon e coupé, era equipaggiata con propulsori V4 e V6 con cilindrate comprese tra 1,7 e 3 litri e potenze da 75 a 138 CV. Dal punto di vista meccanico la Ford Granada prevedeva la trazione posteriore, le sospensioni a quadrilatero all'avantreno e a ruote indipendenti al retrotreno, e i freni a disco anteriori e a tamburo posteriori. 

Mercedes 190 (1982)

Presentata alla fine del 1982, la Mercedes 190, segnava per la prima volta l'ingresso del costruttore tedesco in un segmento inferiore a quelli abituali per il marchio. La berlina a quattro porte di fascia media, disegnata dall'italiano Bruno Sacchi, venne soprannominata per questo motivo "Baby Benz".

Mercedes 190 (1982)

Il modello, in realtà, fu molto innovativo dal punto di vista tecnico, grazie all'introduzione dello schema multilink per le sospensioni posteriori, una tecnologia che in seguito si diffuse in tutto il mondo automobilistico.

Le versioni sportive Evo, con potenze fino a 235 CV, sono entrate nel cuore degli appassionati per essere state la base delle auto da corsa che gareggiarono in quegli anni nel DTM. A fine carriera, nel 1993, erano stati prodotti 1,9 milioni di esemplari di 190.

Mercedes Classe S (1972)

La serie W116 è considerata come la prima Classe S prodotta nella storia del marchio della Stella. Sviluppata a partire dal 1966, l'auto debuttò nella sua veste definitiva solamente otto anni più tardi e si caratterizzava per la grande attenzione posta dai progettisti al comfort e alla sicurezza passiva di conducente e passeggeri. A questo proposito fu il primo modello di serie a rendere disponibile, nel 1978, il sistema ABS come optional.

Mercedes-Benz Classe S (1972)

L'elegante tre volumi tedesca venne arricchita, a tre anni dal lancio, dalla versione 450 SEL 6.9. Il poderoso motore V8 da 7 litri erogava 286 CV e poteva spingere l'auto fino a 225 km/h, prestazioni che la rendevano una della berline più veloci dell'epoca. 

Opel Rekord D (1972)

Lanciata sul mercato per sostituire la Record C, i vertici Opel furono a lungo combattuti sull'utilizzo della lettera D nel nome perché temevano che il modello fosse associato ai motori diesel, in quel periodo ritenuti una variante di ripiego alle versioni a benzina.

Opel Rekord D (1972)

Caratterizzata da un carrozzeria dalle linee semplici e pulite, la Rekord D era disponibile con propulsori a benzina, alimentati a carburatore, da 1,7 e 1,9 litri e potenze comprese tra i 66 e i 97 CV. Furono oltre 1 milione gli esemplari del modello venduti a metà del 1977, anno in cui terminò la produzione.

Renault 5 (1972)

Svelata nel marzo del 1972, l'utilitaria francese si distingueva per le doti di versatilità date dalle dimensioni compatte (era lunga appena 3,52 metri) a cui abbinava un'abitabilità interna e un bagagliaio relativamente ampi.

Renault 5 (1972)

Innovativa l'introduzione, dal punto di vista stilistico, del paraurti anteriore in materiale plastico, un grande cambiamento in un periodo nel quale i paracolpi venivano realizzati quasi esclusivamente in acciaio.

Nel corso degli anni alle versioni "normali" si affiancarono le varianti sportive Alpine e Turbo, quest'ultima una piccola "bomba" da 160 CV, progettata da Renault come modello stradale dal quale derivò successivamente la vettura da rally.

Fotogallery: Foto - Le 10 auto che nel 2022 festeggiano anniversari importanti