Nel marzo del 1990, debuttava la Mercedes-Benz 190 E Evolution II, lo step più potente della prima "baby Benz" ad alte prestazioni

La Mercedes 190 E 2.5-16 Evolution II, o "Evo II" come venne subito ribattezzata dagli appassionati, fu realizzata in soli 502 esemplari con livrea blu-nero metallizzato e poteva contare sul più potente quattro cilindri della stella dell'epoca, da ben 235 CV, che rappresentava la base per le auto da corsa che furono impiegate nel DTM.

Un'auto leggendaria, con un'importante valore storico, visto che segnava il passaggio di testimone tra il reparto sviluppo motori di Mercedes e l'AMG, cui da allora venne affidato il DNA sportivo delle sportive di Stoccarda. A raccogliere questa importante eredità spirituale nell'attuale gamma sono la CLA è la nuova A Sedan nelle varianti AMG 45 e 35.

Il debutto

la Evo II fece gran scalpore al Salone di Ginevra nel marzo 1990. Un anno prima, Mercedes aveva presentato la 190 E 2.5-16 Evolution ("Evo I"), progettata anche in versione "street legal" per l'impiego nelle gare del DTM. Per soddisfare le specifiche, era necessario realizzare almeno 500 unità. La sportiva 190 E 2.3-16, lanciata nel 1984, fu la base dello sviluppo di quella sportiva.

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Sotto il cofano

Il quattro cilindri M 102 da 235 CV fu ulteriormente sviluppato sulla base della versione Evo I sotto la direzione del dottor Jörg Abthoff, Responsabile dello sviluppo del motore, e dei suoi colleghi Rüdiger Herzog, Dag-Harald Hüttebräucker e Rudolf Thom. Quel motore superquadro aveva una corsa più corta (82,8 mm) e un alesaggio maggiore (97,3 mm) rispetto al motore della serie 190 E 2.5-16.

Due convertitori catalitici metallici erano ora equipaggiamenti standard nell'Evo II. Il regime di rotazione del propulsore raggiungeva i 7.700 giri/min, grazie, tra l'altro, alla riduzione del peso delle bielle, a quattro invece di otto contrappesi dell'albero motore e ad una catena di distribuzione Duplex.

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Palestra mirata

Tra le modifiche introdotte, l'Evo II era dotata di ulteriori irrigidimenti per la carrozzeria e ruote più grandi da 17 pollici in vista dell'impegno in DTM. Le modifiche aerodinamiche fornirono ulteriore deportanza rispetto all'Evo I: grazie all'alettone e allo spoiler anteriore, il carico massimo sull'asse posteriore dell'Evo II arrivava fino a 57,1 kg e fino a 21 sull'asse anteriore.

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In pista

le vetture da corsa DTM derivate dalla 190 E 2.5-16 Evolution II rispettarono pienamente le aspettative che il loro vistoso design prometteva. L'Evo II debuttava per la prima volta in una gara il 16 giugno 1990 sulla Nordschleife del Nürburgring. Per l'ultima gara DTM della stagione, il 15 ottobre 1990 all'Hockenheimring, tutti i team piloti adottarono l'Evo II.

Kurt Thiim ottenne la prima vittoria per la vettura il 5 agosto 1990 in gara 1 sul tracciato di Diepholz. Nel 1991, Klaus Ludwig fu secondo a bordo della Evo II, e nel 1992 vinse il campionato piloti DTM davanti a Kurt Thiim e Bernd Schneider. Nella stagione 1992, i piloti Mercedes-Benz vinsero ben 16 su un totale di 24 gare DTM con la Evo II.