Il mercato europeo delle automobili prosegue la sua battaglia contro le emissioni. E, mentre le autorità dell'Ue continuano a spingere le Case verso la sostenibilità ambientale attraverso una regolamentazione e obiettivi più severi, i consumatori hanno finalmente risposto positivamente ai veicoli ad alimentazione alternativa.

In parte a causa degli incentivi e in parte per effetto della crescente consapevolezza tra i consumatori, i veicoli elettrici stanno ormai avendo un impatto positivo sulle emissioni medie nella regione.

Gli ultimi dati pubblicati da JATO Dynamics nel suo rapporto annuale sulle emissioni di CO2 mostrano che la media totale di 17 mercati in Europa è diminuita del 16% tra il 2020 e il 2021. La media è scesa da 117,7 g/km nel 2020 a 99,0 l'anno scorso. Questo grande miglioramento si spiega principalmente con la crescente popolarità di auto a basse emissioni come la Tesla, l'I.D. lineup di Volkswagen, la Fiat 500e, e le versioni elettriche di Hyundai Kona, Kia Niro, Peugeot 208 e Opel Corsa, tra gli altri.

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Tesla, Polestar e Smart a emissioni zero

La classifica dei marchi mostra ovviamente Tesla, Polestar e Smart in testa con 0,0 g/km di emissioni medie. Dal momento che la loro gamma è composta solo da auto completamente elettriche, questi brand rispettano in toto le norme Ue. Insieme hanno rappresentato il 2,1% delle immatricolazioni complessive dello scorso anno.

Più in basso nella classifica, ci sono quei marchi le cui vendite sono per lo più composte da auto con tecnologie ibride. È il caso di MG, il brand britannico di proprietà della cinese SAIC, che ha registrato una media di soli 45,7 g/km nel 2021, diventando uno dei produttori di auto con motori a combustione interna meno climalteranti d'Europa. Oltre al piccolo SUV completamente elettrico MG ZS e alla wagon MG5, MG offre anche versioni plug-in della MG GS.

In totale, i veicoli elettrificati hanno rappresentato quasi due su tre delle unità immatricolate in queste 17 nazioni.

I miglioramenti di Renault e DS

Anche le francesi Renault e DS Automobiles hanno occupato posizioni chiave nella classifica generale. Il primo costruttore ha registrato una media di 86,7 g/km, grazie soprattutto al contributo della Renault Zoe, la seconda BEV più venduta in Europa nel 2021.

La Renault ha anche beneficiato delle crescenti vendite delle versioni plug-in di Renault Captur e Megane. Le versioni E-Tense della DS 3 Crossback (completamente elettrica), della DS 4, dellla DS 7 Crossback e della DS 9 (ibrida plug-in) hanno costituito la maggior parte delle immatricolazioni DS in Europa.

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Cupra, Jeep e Skoda meglio di tutti

Le migliori performance dell'anno sono state registrate da Cupra, Jeep, Skoda, MG e Mini. Le loro emissioni medie sono quelle scese di più tra le principali marche che vendono auto in Europa.

Cupra ha aperto la strada con una riduzione del 40% tra il 2020 e il 2021, o da 174,0 g/km a 104,2 g/km. La divisione spagnola del Gruppo Volkswagen ha guadagnato terreno grazie ai forti risultati della Cupra Formentor, la cui versione ibrida plug-in ha rappresentato il 35% dei suoi volumi di vendita lo scorso anno. Più che le versioni rebadged di Leon e Ateca, e la Born elettrica, la plug-in Formentor è il modello che ha realizzato la vera rivoluzione in termini di vendite ed emissioni.

Jeep è stato il secondo marchio con il più alto calo di emissioni, a -23%, o da 159,8 g/km nel 2020 a 122,8 g/km lo scorso anno. Come è successo a Cupra, il driver principale del progresso è risultata l'introduzione delle versioni plug-in dei suoi due top-seller, la Compass e la Renegade. Nel 2021 questi due veicoli erano i più venduti in Italia. Un ibrido plug-in Compass emette il 68% in meno di CO2 rispetto al suo equivalente diesel.

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Poi è il turno di Skoda, in calo del 22% a 101,0 g/km. La maggior parte del miglioramento è arrivata dal crescente fatturato della linea elettrificata, che comprende la full electric Enyaq (10% del volume totale delle vendite) e le plug-in Octavia (4,3% del volume) e Superb (2,6%). Inoltre, le emissioni medie per i modelli a benzina e diesel sono diminuite rispettivamente del 3% e del 7%.

Altri grandi miglioratori includono MG, Mini, Fiat, Ferrari, Audi, Mercedes, Volvo e Porsche, tutti brand con flessioni tra il 17% e il 21% nelle emissioni climalteranti di C02.

Il vantaggio delle ibride plug-in nell'omologazione WLTP

Un dato che occorre ricordare è che tutti i valori di CO2 emessi allo scarico sono quelli omologati con il nuovo ciclo di test WLTP che per certi versi avvantaggia le auto ibride plug-in.

Questa procedura di prova in vigore dal 1° settembre 2018 e i relativi dati di g/km di CO2, per quanto più realistici rispetto alla precedente NEDC, non rappresentano ancora le emissioni reali nell'utilizzo quotidiano. La media tra una serie di prove a batteria carica e una a batteria scarica rappresenta il valore omologato, ma non sempre il proprietario di un'auto plug-in hybrid avrà la stessa costanza nel ricaricare la batteria, soprattutto nei viaggi più lunghi o in autostrada.

L'autore dell'articolo, Felipe Munoz, è Automotive Industry Specialist dJATO Dynamics.