Il Nürburgring. Quel posto che tutti noi appassionati di auto abbiamo sognato di visitare almeno una volta nella vita. Un circuito ricco di storia e le cui curve hanno da raccontare alcune tra le vicende più memorabili delle competizioni automobilistiche.

Ho affrontato un viaggio lunghissimo per vivere sulla mia pelle la 50esima edizione della 24 ore del Ring (perché alla fine così lo chiamiamo tutti) e capire che atmosfera si respira per le sue strade durante uno dei più grandi eventi annuali di motorsport.

Con MINI ho seguito il team Bulldog Racing, in gara con una speciale JCW GP rossa da 306 CV, curata dal reparto corse del Gruppo BMW, in mezzo a tante supercar, hypercar e prototipi. Ecco come è andata.

Il viaggio

Premessa: da sempre al Nurburgring ci si va guidando, per guidare. Si tratta di un vero e proprio pellegrinaggio per gli appassionati di tutto il mondo. Una sfida che io, da grande amante dei viaggi in auto, non potevo rifiutare.

A bordo di una MINI JCW Cabrio da 231 CV quindi, in un caldo venerdì mattina di fine maggio parto da Milano in direzione Germania. Prima tappa? Vista l’auto, il Passo del San Gottardo per provare tra le curve quella che da sempre è una delle auto presenti nel garage dei miei sogni.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Dopo essermi lasciato alle spalle l’Italia e aver attaccato al parabrezza la vignetta delle autostrade svizzere, a tetto aperto percorro i 15 km di strada statale tutte curve fino alla cima del passo, con in bella vista il Lago della Piazza. Qui mi godo il panorama e, tempo di consumare un tipico pasto svizzero a base di Rosti, mi rimetto in marcia percorrendo il vecchio tratto del passo del San Gottardo, ancora ricoperto dai ciottoli originali risalenti al XIX secolo.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Lasciatami alle spalle la montagna, torno in autostrada e tra limiti estremamente variabili e lavori stradali (una vera agonia) giungo finalmente al confine con la Germania. Procedo quindi in direzione Friburgo e successivamente verso Mannheim. Qui, sulle famosissime e gratuite Autobahn tedesche, ho modo di saggiare le vere doti velocistiche del 2.0 Turbo benzina B48 di origine BMW da 231 CV e 320 Nm di coppia a 1450 giri, abbinato al cambio automatico a convertitore di coppia a 8 rapporti.

Nei tratti senza limiti di velocità e con condizioni di traffico favorevoli, supero agevolmente i 200 km/h con l’auto che restituisce sempre una certa sicurezza, merito soprattutto delle sospensioni adattive (di serie per JCW a partire dal Model Year 2021) che decido di tenere nella taratura più rigida.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Passato Mannheim, in direzione Francoforte, mi fermo a fare benzina a un normale distributore. Inizio il rifornimento e solo dopo pochi minuti mi rendo conto del costo esorbitante della Verde in Germania. Con il contatore che segna 102,50 euro per 38,99 litri circa, mi rendo conto di essere di fronte a un prezzo record (in relazione all’Italia) di 2.63 euro/litro. Superato lo stupore del pieno, completo gli ultimi 100 km e finalmente arrivo al circuito del Nürburgring.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring

Percorrendo le strade statali che dall’autostrada 1 portano fino alla Nordschleife vengo investito da uno strano senso di nostalgia, ricordando quando al liceo tornavo da scuola e accendevo Gran Turismo, per correre qui con una Porsche o una Ferrari. Una sensazione che non mi avrebbe abbandonato per tutti i due giorni successivi.

Viverla da team

Arrivato al MINI Camp, subito mi rendo conto di essere davanti a qualcosa di molto diverso dal solito. Per permettermi di vivere questa esperienza proprio come un componente del team Bulldog Racing, alloggio nel camp dello staff, realizzato con un tendone centrale sotto il quale ristorarsi e con delle piccole casette prefabbricate dove dormire. Si tratta di un modo di vivere le gare estremamente versatile che permette al team di spostarsi tra i circuiti con estrema facilità.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Qui ho subito modo di capire davvero cosa significhi far parte di una squadra corse, cosa significhi credere davvero in un progetto. Durante le ore serali ho infatti modo di parlare con diversi componenti tedeschi del team, che mi raccontano le loro vite e il perché si trovano proprio li. Tra storie straordinarie o casuali, capisco che tutti sono in quel posto per un solo motivo: riportare in pista al Ring una MINI dopo 10 anni di pausa.

Finalmente il Ring

Il giorno seguente mi sveglio di buon ora e mi preparo per entrare per la prima volta nella mia vita nel paddock del Nürburgring. Sulla strada verso l’ingresso, passando davanti al classico logo del Ring che si vede nelle foto di tantissimi appassionati (controllate nei feed Instagram dei vostri amici) capisco però una cosa molto importante; per i tedeschi non si tratta di una semplice gara annuale da seguire, è molto di più.

Tra auto di ogni genere e tipo che sfilano nella strada davanti all’ingresso, la situazione sembra assomigliare molto a un vero e proprio raduno di auto, un momento di stop dalle normali attività quotidiane per celebrare l’auto, in ogni sua evoluzione.

 

Varcando i cancelli di ingresso vengo investito di nuovo dalla nostalgia e dall’incredulità nell’essere davvero li. Una sensazione che auguro davvero a tutti di provare almeno una volta nella vita visitando il posto dei propri sogni. Nel paddock riconosco subito i box che ho imparato a conoscere nei tanti simulatori di guida negli anni e mi immergo nell’ammirare quel rettilineo iniziale ricco di storia.

Passeggiando tra i box e gli stand, l’aria che si respira è di grande passione, tra persone con bandiere in mano, macchine fotografiche, cappellini o modellini, tutti pronti a tifare il proprio team. C'è perfino qualcuno che sotto braccio si porta a casa degli pneumatici usati, come ricordo dell'esperienza (un'idea che, ammetto, è passata per la testa anche a me).

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Trovo subito il box di Bulldog Racing e casualmente riesco a entrare per dare uno sguardo alla JCW da 306 CV. La trovo sui cavalletti, con i meccanici intenti a metterla a punto in tempo per le 16:00, l’orario di avvio della gara. La nostra MINI percorrerà circa 40 giri tra il pomeriggio e l’inizio della notte del sabato, prima di cedere alla fatica di questo pazzo circuito, classificato tecnicamente come una strada a pedaggio.

Dopo diversi impatti subiti a causa della poca “grazia” di altri piloti, infatti, l’anteriore della nostra rossa deciderà di dichiarare bandiera bianca, definitivamente. Nonostante il risultato, comunque di tutto rispetto, questa 50esima edizione della 24 ore del Nürburgring sarà una bella palestra per il Bulldog Racing team, di cui sicuramente sentiremo parlare insieme alla specialissima MINI JCW da 306 CV.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW
Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Il sogno

Torno in Italia alla domenica e durante gli 800 km di viaggio dal circuito a Milano un'idea continua a balenarmi in testa, quasi un obiettivo di vita; tornare in questo luogo mitico con la giusta auto, in un giorno aperto al pubblico, per poter percorrere finalmente tutte quelle curve che tanto ho guidato in passato con il joystick.

Dopo oltre 1.500 km, la comodità della MINI, ormai diventata un’auto media premium rispetto alla prima generazione del 1959, ha i suoi benefici sulla mia schiena e sulle mie gambe, non facendomi per niente accusare le tantissime ore al volante.

Il viaggio verso la 24 ore del Nurburgring con una MINI JCW

Fotogallery: Foto - Alla 24 ore del Nurburgring con una MINI