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Addio ad AC Schnitzer: dopo 40 anni il tuner delle BMW chiude

"Non è più economicamente sostenibile gestirlo presso la sede in Germania"

AC Schnitzer BMW M3 Touring (2024)
Foto di: AC Schnitzer

Nel mondo del tuning ci sono nomi che, da decenni, sembrano scolpiti nella pietra. Uno di questi è la leggenda del tuning BMW AC Schnitzer. Fondata nel 1987 da Herbert Kohl e Willi Lammert, l’azienda di Aquisgrana si è distinta per elaborazioni capaci, nella maggior parte dei casi, di mantenersi sul sottile confine tra sportività e look “da fabbrica”. Ora però l’azienda rischia la chiusura. 

Basta pensare a pietre miliari come l’ACS3 Sport su base E30 M3 o la brutale Roadster V8 derivata dalla Z3, modelli che hanno consolidato la reputazione del marchio. Oggi, però, è arrivata una notizia shock: il Gruppo Kohl ha annunciato l’intenzione di terminare, entro la fine del 2026, l’attività come produttore di componenti tuning per BMW e Mini.

Burocrazia e pressione del mercato come freni

Secondo l’amministratore delegato Rainer Vogel, la decisione è una risposta razionale a condizioni di mercato difficili. Uno dei problemi principali è — per quanto triste quanto prevedibile — il sistema tedesco di omologazione. Mentre la concorrenza estera spesso riesce a muoversi più rapidamente, i lunghi iter di perizia e certificazione rallentano l’azienda di Aquisgrana. Se i componenti diventano pronti per il mercato solo otto o nove mesi dopo i concorrenti, dal punto di vista economico spesso “il treno è già passato”, fa sapere l’azienda. Benvenuti in Germania nel 2026. 

A questo si aggiungono i soliti fattori dell’attuale scenario economico: aumento dei prezzi delle materie prime, cambi volatili e una progressiva riduzione dei fornitori nella filiera. Hanno inciso anche il graduale abbandono del motore termico e un cambiamento nelle abitudini di consumo.

Fotogallery: AC Schnitzer BMW M3 Touring (2024)

I tempi in cui i giovani automobilisti passavano intere notti a scervellarsi sui cataloghi dei cerchi sembrano finiti. O quantomeno, la passione per il tuning non è più così marcata come una o due generazioni fa. Vogel ammette apertamente che il settore è riuscito a fatica a trasferire l’entusiasmo della generazione dei padri ai giovani di oggi. E l’immagine da “poser”, spesso amplificata dai media in alcune scene del tuning, contribuisce ulteriormente a mettere pressione sul modello di business.

Che cosa succederà al marchio

Il Gruppo Kohl intende concentrarsi in futuro completamente sul proprio core business: vendita e assistenza di auto e moto. Questo però non significa necessariamente che il nome AC Schnitzer scompaia del tutto. L’azienda afferma di essere già in trattativa con potenziali interessati all’acquisizione del marchio. Se e in che forma AC Schnitzer continuerà a vivere sotto una nuova proprietà, al momento resta da chiarire.

Per clienti e appassionati c’è almeno una notizia rassicurante: fino alla fine del 2026 proseguirà lo smaltimento delle scorte di magazzino. Chi è ancora alla ricerca di componenti, cerchi, uno scarico sportivo o un assetto ottimizzato per la propria BMW o Mini potrà quindi ancora acquistare. Il Gruppo Kohl sottolinea inoltre che assistenza post-vendita e impegni di garanzia resteranno garantiti anche oltre la fine ufficiale delle attività. Una magra consolazione per una scena che perde così uno dei suoi protagonisti più riconoscibili.