La BMW M2 ha segnato la fine di un’era per i modelli sportivi M. Se si esclude la super esclusiva 3.0 CSL che sarà prodotta in 50 esemplari da – forse – 750.000 euro, la coupé recentemente rinnovata è stata l’ultima M con un motore non elettrificato.

Quale direzione prenderanno le prossime BMW? Tante equipaggeranno l’ibrido plug-in, ma la M2 potrebbe avere un destino diverso.

Tutto parte dal motore termico

L’attuale generazione dovrebbe rimanere in vendita fino a fine decennio. Per allora buona parte della gamma BMW M avrà ricevuto una motorizzazione ibrida, mentre altre saranno già diventate full electric. La M2 rappresenta un caso molto particolare in quanto l’entry level del listino sia in termini di potenza che, soprattutto di dimensioni.

BMW M2 (2023)

Secondo Frank van Meel (il ceo di BMW M recentemente intervistato da CarBuzz), questo posizionamento rende problematica l’adozione di una variante ibrida plug-in:

“Una configurazione plug-in in un’auto compatta e sportiva è difficile da progettare. Un modello così dovrebbe avere potenza a sufficienza anche senza l’intervento del motore elettrico. Se il propulsore termico non è abbastanza potente, allora un’ibrida non ha senso”.

6 cilindri addio

A ciò bisogna aggiungere altri due elementi. Le prossime normative antinquinamento Euro 7 renderanno sempre più difficile (e costoso) sviluppare motori per vetture sportive e BMW ha già detto di non avere alcuna intenzione di passare a modelli a 3 o 4 cilindri per contenere emissioni e consumi.

BMW M2 (2023)

A questo punto, BMW potrebbe decidere di passare direttamente a una M2 solo a batteria utilizzando una nuova generazione di powertrain per alzare ulteriormente l’asticella delle prestazioni.

Per il momento, comunque, si tratta solo di supposizioni e ipotesi. Intanto, assistiamo all’evoluzione della divisione M che ha presentato nelle scorse settimane il SUV XM da 653 CV.

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