La Delta Futurista chiude con l'omaggio ai rally
Livrea Martini Racing per l'ultima Delta Futurista prodotta da Automobili Amos, ora spazio alla Safarista
Sono passati poco più di 4 anni dal debutto della Delta Futurista, restomod firmato dall'italiana Automobili Amos ispirato all'indimenticabile protagonista dell'epoca d'oro dei rally. E proprio a quando Lancia dominava in quello che oggi è chiamato WRC si ispira l'ultima delle 20 unità prodotte, caratterizzata da una livrea bianca attraversata da strisce laterali rosso-azzurro-blu, i colori della Martini Racing.
Un nome che compare, in parte, anche sull'immancabile alettone posteriore, a sfoggiare la scritta "Martini Legacy", un'eredità immortale che rivive su un'auto che - per dirla con le parole di Eugenio Amos, fondatore della Automobili Amos - "È la mia visione romantica in un mondo troppo asettico".
Fascino senza tempo
A "spezzare" il bianco della carrozzeria ci pensa il paraurti in fibra di carbonio - utilizzata anche per molti altri elementi - non verniciata, a mostrare la leggerezza che contraddistingue la Futurista: 1.250 kg, mossi da circa 330 CV abbinati alla trazione integrale derivata direttamente da quella del mitico Deltone.
L'abitacolo dell'ultima delle 20 Delta Futurista monta sedili in Alcantara Rosso e il classico arredamento del restomod italiano, con plancia squadrata che non lascia spazio a digitalizzazioni di alcun tipo. Un'auto analogica con la leva del cambio manuale in bella vista e che vuole anche scherzare, con il pulsante "Levati" per attivare gli abbaglianti incastonato nel volante.
Missione compiuta quindi, ora non resta che buttarsi in un nuovo progetto che già conosciamo: si chiama Delta Safarista e guarda con ammirazione alla Lancia Delta che nel 1988, con Miki Biasion e Tiziano Siviero, vinse il Rally Safari.
Lancia Delta Safarista
Utilizzando ancora una volta una Lancia Delta HF Integrale 16 V come donor car in Automobili Amos, rispetto alla Futurista, hanno vistosamente rialzato l'assetto, modificato i paraspruzzi, montato un nuovo estrattore - dal quale fuoriescono 2 scarichi veri al 100% - e montato nuove gomme tassellate su cerchi con cover in fibra di carbonio.
Anche l'abitacolo cambia e davanti al guidatore è sistemato un monitor al posto della classica strumentazione analogica, mentre al centro del tunnel troneggia la lunga leva per il freno a mano idraulico. Un nuovo restomod ad altissimo tasso di nostalgia pronto a finire nei garage di 10 appassionati, pronti a staccare un assegno da almeno 570.000 euro.
La Lancia Delta Futurista raccontata da chi l'ha creata
Fotogallery: Automobili Amos Lancia Delta Futurista
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