Elettriche in picchiata in Italia. Ma in Europa è boom
L’attesa per i nuovi incentivi fa crollare il mercato italiano delle BEV. Intanto, nel Vecchio Continente la quota sfiora il 12%
L’Europa corre sull’elettrico, mentre l’Italia arretra pericolosamente: è questo il quadro continentale nel terzo trimestre del 2022 secondo i dati dell’Acea (l’associazione europea dei costruttori).
La quota di auto elettriche ha raggiunto l’11,9% nell’Unione Europea ed è in crescita rispetto al 9,8% di un anno fa.
L’Italia, invece, è la maglia nera della classifica con una diminuzione del 35% (unico Paese insieme alla Danimarca col -2,6% a far registrare un segno negativo) in confronto ai valori del 2021. Un segnale d’allarme da non sottovalutare, soprattutto ora che la strada verso il full electric è stata definitivamente tracciata.
Il caso italiano
Tra le ragioni del pesante calo c’è il discorso legato agli incentivi. Il nuovo “Ecobonus” è disponibile solo da pochi giorni ed è possibile che tanti italiani abbiano rimandato l’acquisto di un’auto BEV proprio nell’attesa degli incentivi, i quali, comunque, sono stati dimezzati rispetto a quelli previsti nel 2019.
Tra l’altro, la nuova misura riguarda solo i modelli elettrici con prezzo di listino fino a 35.000 euro (IVA esclusa) e solo le persone con reddito Isee inferiore a 30.000 euro. Due “paletti” piuttosto rigidi e che potrebbero frenare una diffusione più ampia sul territorio.
Se non altro, il piano incentivi varato dal Governo è tornato a includere le aziende (ma solo quelle del noleggio), anche se restano sempre grandi perplessità sulle infrastrutture che rimangono inadeguate (soprattutto al Centro-Sud).
Bene anche le ibride full e mild
Tornando al resto d’Europa, il carburante “principe” resta la benzina con una quota del 37,8%, in calo del 3,3% in confronto al 2021. Scende anche la percentuale di auto diesel che è passata dal 17,5% di un anno fa al 16,5% del Q3 2022.
Insieme all’elettrico, crescono anche i modelli ibridi (full e mild), con uno share salito al 22,6% (+1,3% sul 2021) grazie anche al +20,8% registrato nel nostro Paese (bene anche Francia col +15,6% e Spagna col +11,3%).
Lynk & Co 01, l'ibrida plug-in più venduta in Italia a ottobre 2022
Male, invece, l’ibrido plug-in che fa segnare risultati negativi un po’ in tutta Europa (pesano i cali in Italia e Francia rispettivamente col -22,2% e il -14,3%) e il metano. Di fatto, il mercato delle auto a gas si è dimezzato (-52,4% sul 2021, ora è appena allo 0,2% in Europa), con l’Italia che ha fatto registrare una contrazione del 71,2%.
Infine, anche il GPL è in discesa (-9,5% rispetto ad un anno fa) a causa dei numeri negativi dei due mercati principali, ossia Francia (-14,9%) e ancora Italia (-3,1%).
Fonte: Acea
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