Toyota RAV4 (2026), perché comprarla e perché no
È fatta bene, è spaziosa e consuma poco, anche con la trazione integrale. Qualche dettaglio però potrebbe essere migliorato
La RAV4 è un’istituzione, un modello che ha fatto la storia recente di Toyota perché ha saputo portare l’efficienza dell’ibrido delle auto più piccole nel segmento di quelle da famiglia. La protagonista di oggi è la nuova generazione, la sesta, che rispetto alla precedente cambia praticamente in tutto.
Il design è stato completamente rinnovato sia fuori che dentro, è spaziosa e si può avere anche a trazione integrale. Scopriamolo come è fatta, come va e quanto consuma con il motore full hybrid da circa 190 CV.
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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi
Pregi e difetti
| Ci piace | Non ci piace |
| Consuma poco | L’angolo di apertura delle portiere posteriori è ridotto |
| Bagagliaio grande e ben organizzato | Nel bagagliaio non c’è un passaggio per gli oggetti lunghi |
| Dotazione di serie | Rumore del motore in accelerazione |
Dici ibrido e pensi a Toyota, in qualunque sua forma. La RAV4 è uno dei punti di riferimento della sua categoria: ha un design che piace, è spaziosa ed è poliedrica grazie alla possibilità della trazione integrale e della doppia scelta ibrido full o plug-in.
Toyota RAV4 (2026), il posteriore
Entrambe sono super efficienti: a meno che non si abbiano esigenze fuoristradistiche la sola trazione anteriore va bene, si risparmia all’acquisto e si consuma di meno, mentre per quanto riguarda il motore in sé si può pensare all’ibrido ricaricabile a patto però di avere un garage dove attaccarsi alla corrente. Qualche dettaglio potrebbe essere migliorato, ma a 360° è perfetta come prima auto di famiglia o, per esempio, per il servizio taxi. È comoda e fa tanti chilometri in scioltezza.
Dimensioni, bagagliaio e spazio
Partiamo dalle dimensioni: la Toyota RAV4 2026 è lunga 4 metri e 60, larga 1 e 85 e alta circa 1,70. Sfrutta molto bene lo spazio interno, è comoda e il bagagliaio che ha una capacità che cambia a seconda che si scelga la motorizzazione full hybrid o ibrida plug-in.
Si parte da 514 litri, che scendono a poco più di 440 invece sulle versioni ibride ricaricabili. Il vano è regolare nelle forme e ben sfruttabile con una soglia d’accesso bassa che rende molto facili le manovre di carico e scarico. Il piano può essere regolato su due livelli e sotto entra anche la cappelliera quando la si toglie. È comodissimo poi il tappeto gommato in dotazione che evita di graffiare o di sporcare il fondo, e per l'organizzazione generale ci sono una serie di anelli, di ganci e una presa 12V. Sulla destra c’è anche un vano con retina e i sedili possono essere abbattuti in configurazione 60-40.
Toyota RAV4 (2026), il bagagliaio
Anche dietro c’è tanto spazio, io per esempio supero il metro e 90 e, come vedete dal video qui sopra, mi avanza qualche centimetro sia per la testa che per le ginocchia. Gli schienali possono essere regolati nell’inclinazione e si può viaggiare anche in cinque, anche se meglio far stare qui dei bambini perché il pavimento rialzato toglie un po’ di spazio ai piedi. In quattro, invece, si può sfruttare il bracciolo e sul tunnel ci sono le bocchette dell’aria, i comandi per riscaldare i sedili e due prese USB di tipo C.
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Le misure |
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Fuori |
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Lunghezza |
4,60 metri |
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Larghezza |
1,85 metri |
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Altezza |
1,69 metri |
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Passo |
2,69 metri |
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Dentro |
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Bagagliaio |
446 - 514 / n.d. litri |
Plancia e comandi
L'abitacolo della Toyota RAV4 2026 è razionale, con i pulsanti grandi e le superfici squadrate che danno l’impressione di un’auto che si può anche maltrattare. Al tempo stesso, però, è ben fatta, con assemblaggi solidi e una buona scelta di materiali. La fascia centrale della plancia è morbida, così come il pannello interno delle portiere. Rispetto alla generazione precedente i tasti del clima sono stati quasi tutti integrati nel display centrale ad eccezione di alcune scorciatoie, con un’impostazione che mette subito ben in evidenza i tastoni quadrati delle modalità di guida che sono sempre a portata di mano.
Toyota RAV4 (2026), gli interni
Razionalità, quindi, ma anche praticità, come testimoniano i tanti vani portaoggetti sparsi qua e là per l’abitacolo. Sul tunnel ci sono i portabicchieri e davanti alla piccola leva del cambio ben due mensole: una in basso gommata e una superiore con la piastra di ricarica per lo smartphone. Vicino ci sono due prese USB di tipo C, le tasche delle portiere sono belle grandi e davanti al passeggero c’è uno svuotatasche oltre al classico portaoggetti, È grande anche il vano sotto il bracciolo: si può aprire da entrambi i lati e può essere trasformato in un piano d'appoggio ulteriore.
Come va e quanto consuma
La Toyota RAV4 2026 non è piccola dato che parliamo di un SUV lungo 4,6 metri, ma nonostante questo in città si muove bene dato che il raggio di sterzata è buono e l’avere delle superfici vetrate così regolari trasmette tanta sicurezza. La visibilità infatti è ottima anche a tre quarti, sezione che di solito è quella sempre un po’ nascosta, e la coda è piatta per cui dal lunotto si percepiscono bene le distanze. Ovviamente poi c’è l’ormai immancabile elettronica ad aiutare nei parcheggi: i sensori davanti e dietro sono di serie, le telecamere a 360° hanno un’ottima risoluzione e c'è anche il parcheggio automatico.
Toyota RAV4 (2026), la prova su strada
Il città, però, il vero punto di forza delle Toyota ibride è il motore che riesce ad essere super efficiente nonostante la massa dell’auto. Qui sotto il cofano c’è un sistema full hybrid - volendo però si può avere anche il plug-in - che abbina un 2.5 a quattro cilindri a benzina a uno o due motori elettrici a seconda che la si scelga a trazione anteriore o integrale. Questa in particolare è a quattro ruote motrici e la potenza complessiva è di poco più di 190 CV, sufficienti per farla scattare da 0 a 100 in meno di 8 secondi. Il cambio poi è, come da tradizione, l’automatico eCVT.
Tornando alla città, andando cauti sull’acceleratore si riesce a percorrere tanta strada in elettrico a vantaggio del comfort acustico - ovviamente a motore termico spento è molto silenziosa - e delle percorrenze al litro. Lo spunto alle basse velocità poi è molto buono perché la coppia dell’elettrico è disponibile fin da subito e anche la progressione non è niente male. La taratura dell’assetto poi è abbastanza neutra, è una macchina bilanciata, per cui assorbe bene le asperità anche se su quelle più profonde si avverte qualche contraccolpo.
Mantiene infatti una certa rigidità (la RAV4 in prova ha i cerchi più grandi) che però la rende piacevole da guidare tra le curve. L’inserimento è preciso, lo sterzo è leggero e si sente come nelle situazioni limite di aderenza la trazione integrale intervenga con il secondo motore dietro per garantire più stabilità. Il limite più che altro in queste situazioni è il powertrain, non tanto per la potenza a disposizione quanto per le sensazioni del cambio a variazione continua che essendo praticamente un monomarcia fa salire tanto di giri il motore con il suono che non è proporzionale all’aumento effettivo della velocità.
Toyota RAV4 (2026), la prova su strada
Sono buone poi la taratura del freno, su molte auto elettrificate non è così ben modulabile il passaggio tra frenata rigenerativa e meccanica, e anche l’insonorizzazione, ad eccezione ovviamente di quello che vi ho detto poco fa. In condizioni standard il motore è ben isolato, e la stessa cosa per il rotolamento delle gomme e i fruscii aerodinamici anche alle alte velocità.
Per quanto riguarda i consumi, In città si fanno oltre 20 km/litro. In extraurbano si toccano i 25 mentre in autostrada si superano i 13, il tutto per una media generale di poco meno di 20 km/litro che corrisponde a 5,1 litri/100 km.
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Versione provata |
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Motore |
Benzina + elettrico (full hybrid) |
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Potenza |
190 CV |
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Coppia |
n.d. |
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Cambio |
Automatico a variazione continua eCVT |
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Trazione |
Integrale |
Prezzi e concorrenti
La Toyota RAV4 ha un prezzo di listino che parte da poco più di 45.000 euro per la full hybrid a trazione anteriore in allestimento base. Per l’ibrida plug-in invece bisogna metterne in conto poco più di 50.000 di partenza. Entrambe si possono avere anche a trazione integrale per 2.500 euro in più, mentre per quanto riguarda gli allestimenti ce ne sono quattro con circa 7-8.000 euro di differenza tra il primo e il top di gamma.
Toyota RAV4 (2026), il dettaglio del posteriore
Quello a cui appartiene la RAV4 è un segmento abbastanza popolato. Tra le rivali più temibili della Toyota ci sono le coreane Hyundai Tucson e Kia Sportage, che sono un po’ più piccole ma hanno il bagagliaio più grande, e la Ford Kuga, tutte disponibili sia con motori full hybrid che plug-in. Ci sono poi i modelli appartenenti alla galassia Stellantis come la Jeep Compass, la Peugeot 3008 e la Opel Grandland che si possono avere mild hybrid o direttamente ibridi ricaricabili, e lo stesso discorso vale per una best seller come la Volkswagen Tiguan.
Fotogallery: Toyota RAV4 (2026), la prova di Motor1.com
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