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Quali sono le auto con la migliore qualità iniziale? La classifica 2026

L’ultimo report "Initial Quality Study" di JD Power ha registrato il più grande miglioramento anno su anno degli ultimi 30 anni

Logo del marchio Porsche
Foto di: Porsche

JD Power ha pubblicato l’ultima edizione del suo Initial Quality Study e, contro ogni previsione, Lexus ha perso la prima posizione.

A prenderne il posto è Porsche, che ha guidato sia il segmento premium sia il mercato complessivo con appena 138 problemi ogni 100 veicoli (138 PP100, nella denominazione di JD Power).  

Genesis si è classificata seconda (151 PP100), seguita da Ford al terzo posto (152 PP100), miglior marchio generalista. Lexus (156 PP100) è quarta, a pari merito con Nissan (156 PP100). La media dello studio è stata di 175 PP100, in miglioramento rispetto al dato dello scorso anno, pari a 192 PP100.

La qualità iniziale ha fatto un balzo inavanti

Secondo JD Power, si tratta della migliore crescita anno su anno degli ultimi quasi 30 anni. Nonostante ciò, l’unica categoria a registrare un aumento dei problemi segnalati è stata l’infotainment, con la connettività di Apple CarPlay e Android Auto come principale singolo fattore alla base del calo della qualità percepita.  

Prova della Porsche 911 GT3 2026

Prova della Porsche 911 GT3 2026

Foto di: Porsche

"Quando la tecnologia diventa troppo complicata, aumenta in modo considerevole la probabilità che i clienti riscontrino un problema", ha dichiarato Frank Hanley, senior director dell’area auto benchmarking di JD Power.

I consumatori hanno inoltre criticato gli schermi dell’infotainment perché fonte di distrazione. Il 46% degli intervistati ha attribuito a display e touchscreen problemi legati alla guida distratta. Il 18% ha indicato gli avvisi dei sistemi di assistenza alla guida come elemento di distrazione.  

A fare da contraltare ai problemi di connettività ci sono stati i portabicchieri. Sono stati il singolo fattore che ha contribuito di più al miglioramento della qualità iniziale quest’anno, grazie a posizioni più accessibili e a una migliore capacità, apprezzate dagli utenti.  

Porsche, Genesis e Ford sul podio

Ecco gli 11 marchi che si sono classificati sopra la media nello JD Power 2026 U.S. Initial Quality Study:

  1. Porsche - 138 PP100  
  2. Genesis - 151 PP100
  3. Ford - 152 PP100
  4. Lexus - 156 PP100
  5. Nissan - 156 PP100
  6. Buick - 162 PP100
  7. Hyundai - 165 PP100
  8. Subaru - 170 PP100
  9. Chevrolet - 171 PP100
  10. Land Rover - 173 PP100
  11. Kia - 175 PP100
  12. Media di settore - 175 PP100
Genesis G70 2026

Genesis G70 2026

Foto di: Genesis

Analisi per modello

Entrando nel dettaglio dei dati, lo studio mette in evidenza i modelli migliori, come la Porsche 911, che ha ottenuto la migliore qualità iniziale tra tutti i veicoli con 110 PP100. La 911 era risultata al vertice anche lo scorso anno.  

BMW ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti per modello, con sei auto al vertice dei rispettivi segmenti: Serie 2, Serie 5, Serie 8, X2, X6 e X7. Poi c'è Hyundai che ha avuto cinque modelli in testa: Santa Cruz, Sonata, Venue, Carnival e K4.  

General Motors ha piazzato quattro modelli, con Cadillac CT4, Cadillac XT5, Chevrolet Blazer e Chevrolet Tahoe al primo posto. Ford ne ha avuti tre: F-150, Mustang e Super Duty.  

Cosa misura lo JD Power Initial Quality Study?

Lo JD Power Initial Quality Study si basa su 227 domande distribuite su 10 categorie del veicolo, tra cui infotainment; dotazioni, comandi e display; esterni; assistenza alla guida; interni; sedili; powertrain; esperienza di guida; climatizzazione; e una categoria non specificata.  

JD Power abbina queste informazioni ai relativi dati di riparazione per ricavare il punteggio, misurato in problemi ogni 100 veicoli o PP100. Più basso è il punteggio, più alta è la qualità iniziale.  

L’edizione di quest’anno ha raccolto risposte da 78.514 proprietari e utilizzatori in leasing. Lo studio misura esclusivamente i problemi riscontrati nei primi 90 giorni di possesso.


Il punto di vista di Motor1: lo Initial Quality Study di JD Power misura più che i soli difetti “puri”. Classifica come problemi anche aspetti legati al progetto, come comandi poco intuitivi, includendo quindi elementi più soggettivi come i portabicchieri o la connettività del telefono, che potrebbe dipendere dallo smartphone e non dall’auto.