Aumentano ancora i prezzi dei carburanti (e sale anche il petrolio)
Sulla scia del nuovo taglia-accise, oggi il pieno all'auto costa di più, mentre è in vigore l'embargo al greggio russo: cosa sta succedendo
Adesso, purtroppo, ci siamo davvero. Gli effetti del nuovo e meno generoso taglio delle accise cominciano a farsi vedere sui tabelloni delle stazioni carburanti. Aumentano i prezzi di benzina, diesel e Gpl, mentre nulla cambia per il metano, non colpito dalle novità normative.
Ricordiamo infatti che, dal primo al 31 dicembre, lo sconto su verde e gasolio scende da 30,5 cent/litro a 18,3 cent/litro, mentre quello sul gas passa da 10,3 cent/kg a 6,2 cent/kg. E il tutto succede subito dopo l’ultimo vertice dell’Opec+ e nel giorno in cui entrano in vigore l’embargo in Europa alle importazioni via mare di petrolio russo e il price cap concordato fra Ue, G7 e Australia. Vediamo con ordine.
Putin non ci sta
È oggi, 5 dicembre, che il Vecchio Continente dice ufficialmente “basta” al greggio di Mosca. Un primo passo a cui seguirà il secondo: la data da ricordare è il 5 febbraio, quando scatterà anche lo stop ai prodotti raffinati, come i carburanti. Questa giornata, però, passerà alla storia non solo per il bando al petrolio, ma anche per l’introduzione del tetto al prezzo dello stesso greggio russo.
Estrazione di petrolio in mare
La misura stabilisce che il petrolio esportato verso Paesi terzi, utilizzando navi cisterna del G7 o dell’Ue, non possa essere venduto a più di 60 dollari al barile, anche se il Cremlino minaccia di non rispettare alcun limite, a costo di tagliare la produzione. A proposito, ieri – 4 dicembre – l’Opec+ ha deciso di confermare la sforbiciata alla produzione di greggio per 2 milioni di barili al giorno.
Intanto, dall’altra parte del mondo, la Cina allenta le restrizioni anti-Covid: una decisione che aumenterà sicuramente la domanda di petrolio e carburanti. Una serie di circostanze che stanno facendo salire leggermente i prezzi del greggio: il Brent – riferimento europeo – viaggia sopra gli 87 dollari al barile, mentre il WTI – riferimento americano – si aggira tra gli 81 e gli 82 dollari al barile.
I prezzi alla pompa
Vediamo quindi i prezzi dei carburanti in Italia pubblicati oggi da Quotidiano Energia ed elaborati sulla base delle comunicazioni dei singoli gestori all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Il rifornimento all'auto costa di più
Il prezzo medio nazionale in modalità self della benzina si attesta a 1,739 euro/litro, con i diversi marchi compresi tra 1,730 e 1,744 euro/litro (media no logo a 1,741 euro/litro). Quanto al prezzo del diesel, sempre in modalità self, la media è pari a 1,815 euro/litro, con le compagnie posizionate tra 1,804 e 1,824 euro/litro (no logo a 1,811 euro/litro).
Venendo al servito, il prezzo della benzina in media è di 1,883 euro/litro, con le compagnie che oscillano tra 1,819 e 1,933 euro/litro (no logo 1,863). La media del diesel è arrivata invece a 1,959 euro/litro, con i singoli player tra 1,894 e 2,009 euro/litro (no logo 1,863).
Il Gpl si muove infine tra 0,782 e 0,793 euro/litro (no logo 0,766), mentre il prezzo del metano si posiziona in media tra 2,245 e 2,459 euro/kg (no logo 2,382).
Prezzi benzina e diesel (5 dicembre 2022)
| Tipo rifornimento | Benzina (€/litro) | Diesel (€/litro) |
| Self service | 1,739 | 1,815 |
| Servito | 1,883 | 1,959 |
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