Così le Renault del futuro saranno sempre più tecnologiche e sicure
La Casa francese inaugura il progetto Human First Program che nei prossimi anni porterà più tecnologia e sicurezza sulle auto
Per le Case auto la sicurezza è un aspetto importante quando si tratta di progettare e costruire i propri prodotti. Ciascuna, da sempre, si impegna per offrire servizi ai clienti che aiutino durante la guida di tutti i giorni, sia in situazioni ordinarie che straordinarie.
Il nuovo programma di Renault in tal senso si chiama Human First Program e si basa su tre pilastri, è stato sviluppato pensando all'utente e collaborando con ingegneri e Vigili del fuoco di tutta Europa. Ecco come è fatto e come funziona.
La sicurezza prima di tutto
L'impegno di Renault per la sicurezza degli automobilisti e degli altri utenti della strada ha inizio più di 50 anni fa. A partire dal 1970 la Casa ha sviluppato e depositato oltre 2.000 brevetti sulla sicurezza, inclusi quelli dei nuovi sistemi ADAS, degli airbag attivi e dei sistemi passivi.
Questo insieme di progetti, associato ai provvedimenti presi dall’Autorità della sicurezza stradale e dai governi che da allora si sono succeduti in tutto il continente, ha contribuito, secondo Stéphane Buffat, Direttore del Laboratorio di incidentologia, biomeccanica e comportamento umano del brand, a salvare circa 350.000 vite e a prevenire fino a 5,8 milioni di feriti.
Fotogallery: Renault Austral (2022)
Come funziona
Il nuovo Human First Program di Renault, come anticipato, si basa su tre aspetti principali. Il primo è la prevenzione degli incidenti, sviluppando dispositivi di assistenza alla guida ed equipaggiamenti di sicurezza sempre più avanzati. Attualmente, infatti, tutta la gamma Renault propone a listino oltre 36 sistemi ADAS e 60 equipaggiamenti di sicurezza di serie, che contribuiscono quotidianamente a ridurre i rischi e la gravità di incidenti e lesioni sulle auto della Losanga.
Il secondo aspetto è la gestione degli incidenti, creando una partnership con i Vigili del fuoco di tutta Europa, che ha già portato alla formazione di oltre 5.000 operatori in 33 Paesi, anche nella gestione di emergenze che vedono coinvolti veicoli ibridi o elettrici.
Infine, il terzo aspetto è la riduzione del numero degli incidenti, effettuando ingenti investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo, per la progettazione di tecnologie di bordo avanzate, come il safety score, il safety coach e i servizi connessi.
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