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De Meo tra critiche a Tesla e all'Europa e raffica di nuovi modelli

In un'intervista al Sole 24 Ore Luca De Meo ha parlato della guerra dei prezzi delle auto elettriche e delle imposizioni dell'Europa sul 2035

Luca De Meo

Una Renault in salute pronta ad affrontare la Renovation, fatta di "una raffica di nuovi
modelli" e al "cambiamento dei modelli di business". Ecco cosa attende la Losanga nel 2023, come raccontato da Luca De Meo in una lunga intervista rilasciata al Sole 24 Ore, nella quale il CEO della Casa francese ha parlato anche del - quasi - definitivo ban ai motori termici imposto dall'Europa e delle fluttuazioni dei prezzi delle auto elettriche a seguito dei tagli ai listini di Tesla.

No protezionismo ma reciprocità

Le minacce sono due. I cinesi, che hanno più controllo di noi sulla catena del valore, possono utilizzare l'elettrico per conquistare quote di mercato. Poi esiste una asimmetria a livello di competizione tra le “placche” America, Europa e Cina che le autorità devono correggere. Non voglio parlare di protezionismo. Si tratta di non essere naif e di fare rispettare un principio di reciprocità.

Così De Meo ha commentato la decisione di puntare sul tutto elettrico da parte dell'Europa, con lo stop alla vendita di auto benzina e diesel a partire dal 2035. Scelta che, come più volte sottolineato anche da altri, allo stato attuale rischia di favorire altri mercati e altri costruttori penalizzando le realtà del Vecchio Continente.

Ci muoviamo in un contesto di regolamenti sempre più severo. A cominciare dal Fit for 55 entro il 2030. Martedì è arrivato l'ICE ban dell'Unione europea, ovvero lo stop alla produzione di auto a motore endotermico dal 2035. In più ci stanno chiedendo di fare un Euro 7 (il nuovo standard che taglia le emissioni per diesel e benzina, Ndr) che tecnicamente è infattibile.

Un tema, quello dell'Euro 7, anch'esso aspramente criticato da più parti perché - con il 2035 all'orizzonte, non rende economicamente sostenibili investimenti per sviluppare motori destinati a uscire dalla scena dopo pochi anni. Una politica che di fatto costringe fin da subito i costruttori a puntare su modelli elettrici

In questo contesto, guardiamo la buona notizia, Renault arriva con 6-7 prodotti puramente elettrici, su tutti i segmenti, coprendo l'80% del mercato

Rimane però il rischio di un cambio di direzione da parte di Bruxelles. Il calendario che porterà all'abbandono delle auto termiche infatti prevede uno step intermedio fissato per il 2026.

Piccolo particolare: i costruttori hanno già impegnato qualcosa come 250 miliardi di
euro di investimenti. Non possono dirci: abbiamo scherzato

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No alla guerra dei prezzi

Auto elettriche che in questo periodo sono al centro di una guerra dei prezzi innescata da Tesla, alla quale Luca De Meo non vuole prendere parte.  

I movimenti erratici a cui ci ha abituato Musk sono, in ultima analisi, distruttori di valore. In più Tesla porta i listini sotto la soglia necessaria per accedere agli incentivi in ogni mercato. E il contribuente europeo sussidia acquistando prodotti che arrivano dalla Cina. Model 3 con la batteria Lfp è realizzata a Shanghai. Penso che sia una situazione surreale.

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Renault Megane E-Tech Electric

Un concetto espresso anche in occasione della presentazione dei risultati 2022 di Renault quando, davanti alla stampa, il CEO non ha risparmiato bordate a Tesla dicendo

Abbiamo bisogno di stabilizzare il prezzo delle auto elettriche perché gli investimenti sono ingenti e non vogliamo creare un mercato malato nel lungo termine

Una posizione che vede il numero uno di Renault seguire quella di Volkswagen, Volvo e altri costruttori, convinti che un taglio dei prezzi oggi - con benefici sulle vendite - creeranno problemi domani.