Perché Stellantis è ottimista sul futuro di Opel
Uwe Hochgeschurtz ha parlato con Automotive News del futuro dei due stabilimenti tedeschi di Opel
Il marchio Opel ha "un grande valore". Il numero uno di Stellantis in Europa, Uwe Hochgeschurtz, ne è convinto e in un'intervista ad Automotive News, ha detto di essere molto soddisfatto del brand e dei suoi modelli. "Opel è e rimarrà, come tutti gli altri marchi Stellantis, un marchio indipendente", ha aggiunto.
Opel, lo ricordiamo, era stato comprato da PSA nel 2017, con un accordo da 2,2 miliardi di euro. Si trattò di un passaggio storico, visto che General Motors controllava Opel dal 1931; inoltre, grazie a questa mossa, PSA divenne il secondo gruppo automobilistico d'Europa.
Oggi il centro di progettazione Opel di Russelsheim, in Germania, è uno dei più moderni del gruppo Stellantis. "Le capacità di sviluppo sono elevate - ha detto Hochgeschurtz -. Siamo in grado di sviluppare molti modelli di successo come Corsa, Mokka o Astra".
Dove sarà prodotta la nuova Insignia
I due stabilimenti Opel in Germania, a Russelsheim e Eisenach, hanno un carico di lavoro costante e questo, come ha spiegato Hochgeschurtz, gli garantisce un buon futuro. La fabbrica di Russelsheim, vicino a Francoforte, è stata ad esempio arricchita della produzione dei modelli Opel/Vauxhall Astra e DS 4, mentre a Eisenach nasce la Grandland, "un veicolo di grande successo con un portafoglio ordini molto elevato".
Nella fabbrica Opel di Russelsheim
La fabbrica Opel di Eisenach
Ma dove sarà prodotta la nuova Insignia? "Non abbiamo ancora annunciato il luogo di produzione", ha detto Hochgeschurtz, ricordando che la vecchia Insignia è un progetto completamente diverso da quello che vedremo nel 2024. Per saperlo, quindi, bisogna pazientare.
Come vanno gli ordini
L'anno scorso Opel, come altri marchi di Stellantis, ha perso quote di mercato (è scesa al 3,8% dal 4,1%) a causa della carenza di microchip e a qualche problema logistico. "Avevamo i clienti, avevamo le auto finite, ma non sono arrivate a destinazione - ha spiegato Hochgeschurtz -. I problemi logistici hanno colpito i produttori di volumi più di altri. La capacità di trasporto è limitata a causa della mancanza di camionisti".
L'importante, tuttavia, per Hochgeschurtz è il fatto che adesso Opel è redditizia in modo sostenibile dopo essere stata in perdita per quasi due decenni. L'Europa rimarrà il fulcro delle vendite e un'espansione in Cina, come voleva l'ex CEO di Opel Michael Lohscheller, non è prevista.
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