Urso, accordo con Stellantis e spazio per nuove Case auto in Italia
Il ministro del Made in Italy incontra sindacati e Regioni per fare un patto sulla transizione con il gruppo auto
L'obiettivo è un accordo sulla transizione dell'auto con Stellantis, considerato "necessario" e che potrebbe arrivare "prima della pausa estiva, nei primi giorni di agosto". Lo hanno riferito fonti sindacali presenti all'incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, andato in scena nei giorni scorsi.
Al termine del tavolo, è stato lo stesso titolare del Mimit a sottolineare come si debba "agire per aumentare la produzione di auto nel Paese a fronte dello squilibrio dell'Italia, che nonostante la tradizione automobilistica è lo Stato europeo con il delta maggiore tra quello che viene prodotto e quello che assorbe", cioè 473.000 auto contro un potenziale di 1,4 milioni.
Lavoro di squadra
Per Urso è quindi "necessario che la produzione aumenti in modo significativo da subito per rispondere alla richiesta del mercato, soprattutto dei prodotti che il mercato è disponibile ad assorbire. Serve un grande piano sul settore automotive che parte dall'accordo di transizione con Stellantis".
Perciò il ministro è tornato ieri sull'argomento, incontrando i rappresentanti delle sei Regioni che ospitano gli stabilimenti del gruppo in Italia. Sono Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Molise e Piemonte.
Tre gli obiettivi fissati: aumentare la produzione, aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo e tutelare l'indotto nazionale. "Pensiamo di essere sulla strada giusta, che è quella di mettere assieme il Sistema Italia", ha commentato Urso, che punta su "nuovi modelli sostenibili" e a "tenere insieme quel sistema industriale che ha fatto grande il nostro Paese".
Posto per nuovi player e nuove auto
Il ministro aveva anche spiegato che "le condizioni di mercato sono tali per trovare spazio ovviamente a una seconda, una terza o una quarta Casa di auto, magari sull'elettrico". Urso è poi tornato su un tema più volte sottolineato:
"L'80% delle macchine è prodotto all'estero. Quindi, per ogni 5.000 euro di incentivi per l'acquisto di una nuova auto, 4.000 sono andati a fabbriche straniere".
L'altro problema su cui il ministro ha insistito riguarda la nota vetustà del nostro parco circolante: "Circa 11 milioni di autovetture, cioè il 25% del circolante, sono auto Euro 0-1-2-3".
"Io - ha aggiunto - devo inoltre consentire a chi possiede una macchina vecchia e molto inquinante di permettersi di cambiare auto. Questo significa fare una vera transizione, rispettare l'ambiente e aiutare chi ha più bisogno".
Fonte: Mimit
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