Ufficiale: rinviato lo stop ai veicoli diesel Euro 5 in Piemonte
Il Consiglio dei ministri rinvia il blocco della circolazione al 1° ottobre 2024: cosa cambia adesso
Adesso è anche ufficiale: lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 in Piemonte non si farà, per ora. Il Consiglio dei ministri di oggi (Cdm del 7 settembre) ha infatti approvato un decreto che rinvia il blocco di oltre un anno, al 1° ottobre 2024.
Lo stop non scatterà perciò il 15 settembre di quest’anno, come originariamente previsto dalla Giunta regionale. A dare l’annuncio è il ministro Gilberto Pichetto Fratin, responsabile dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), che commenta:
“Il Governo è intervenuto con lo strumento del decreto al fine di scongiurare una crisi sociale ed economica di famiglie e imprese senza tralasciare l’importanza degli impegni assunti con l’Unione europea, che primi su tutti vanno incontro anche alla tutela della salute dei cittadini”.
Obbligo dal 2025
Dal Mase fanno poi sapere – attraverso un comunicato stampa – che il provvedimento prevede anche:
- “La revisione e l’aggiornamento dei Piani sulla qualità dell’aria da parte delle Regioni che nel 2017 avevano firmato l’Accordo di Programma, al fine di riesaminare i contenuti dei provvedimenti adottati alla luce dei risultati già conseguiti di riduzione delle emissioni inquinanti.
- Nelle more degli esiti di tali valutazioni, le misure di limitazione della circolazione di veicoli di categoria ‘diesel Euro 5’, possono essere attuate esclusivamente a far data dal 1° ottobre 2024 e in via prioritaria nei Comuni superiori ai 30.000 abitanti, dotati di un’adeguata rete di trasporto pubblico locale e dove ci sono valori inquinanti alti che possono incidere sulla tutela della salute.
- Facoltà che viene meno e che diventa un obbligo a partire dal 1° ottobre 2025, sempre nei Comuni con le caratteristiche appena citate”.
Veduta panoramica di Torino
Piccolo recap
Ma cosa stabiliva la misura? Riavvolgiamo il nastro. Era stata approvata nel 2021 per rispondere alla procedura d’infrazione contro l’Italia avviata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea (Cgue), che aveva condannato il nostro Paese per la pessima qualità dell’aria registrata nelle Regioni della Pianura Padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto).
Doveva entrare in vigore nel 2025, ma era stata anticipata per scelta della Giunta regionale. Nel mirino erano finiti circa 620.000 veicoli (diesel Euro 0-5, benzina Euro 0-2 e Gpl e metano fino a Euro 1) dei 76 Comuni con più di 10.000 abitanti, dove i mezzi incriminati non sarebbero potuti circolare dalle 8 alle 19 dei giorni feriali, fra il 15 settembre 2023 e il 15 aprile 2024. Dopo però varie critiche, l’Esecutivo ha rimescolato le carte.
Fonte: Mase
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