In Europa si lavora per rinviare l'Euro 7
La Spagna prepara un compromesso da presentare all'Ue per posticipare e allentare la stretta sulle emissioni, in vigore dal 2025
Dopo la pioggia di critiche partita dall’industria, adesso anche la politica fa sul serio. È la presidenza spagnola al Consiglio dell’Unione europea a fare da portavoce ai Paesi contrari all’Euro 7, la proposta di regolamento della Commissione Ue che pone una stretta alle emissioni inquinanti e di gas serra delle auto.
Stando all’agenzia di stampa Reuters, Madrid e gli Stati scettici sulla normativa sono al lavoro su una bozza di compromesso che attenuerebbe limiti e monitoraggio dei nuovi standard e posticiperebbe l’operatività dei tagli, attualmente fissata al 1° luglio 2025 (per i camion il 2027, ndr).
“Costi sproporzionati”
Il giro di vite partirebbe invece due anni dopo l’entrata in vigore (quattro anni per i mezzi pesanti). Riguardo ai Paesi firmatari della bozza, le identità corrispondono a quelle di Italia (da sempre contraria alla normativa e probabilmente capofila del gruppo), Francia, Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria.
“Queste delegazioni – si legge nel documento riportato – ritengono che il rapporto tra costi di investimento e benefici ambientali derivanti dalla proposta di regolamento sarebbe sproporzionato. Hanno espresso preoccupazione per la significativa capacità di sviluppo, gli investimenti necessari oltre a quelli già destinati all’elettrificazione e i benefici complessivi che si otterranno dall’approccio proposto”.
Test sulle emissioni auto
La paura delle Case è infatti quella che l’Euro 7 porti a eccessive spese in ricerca e sviluppo, che ridurrebbero i fondi destinati alla conversione della produzione in vista dello stop a benzina e diesel dal 2035 e porterebbero a rincari nei listini. Ma non solo, perché i Costruttori sostengono anche che i benefici ambientali sarebbero esigui rispetto all’attuale Euro 6.
Trattative in corso
Il documento fungerebbe poi la base per le discussioni con Strasburgo e Bruxelles, che devono ancora discutere ed eventualmente approvare la proposta. L’obiettivo spagnolo è di presentare il testo già al Consiglio Competitività del 25 settembre, ma i Paesi firmatari puntano ad allenare ulteriormente le nuove regole. Le trattative sono quindi in corso.
Intanto, l’iniziativa di Madrid finisce nel mirino di associazioni ambientaliste come Transport & Environment (T&E), che parla di resa “alle minacce dei Costruttori” e condanna “a malattie evitabili e morti premature per i decenni a venire”.
Fonte: Reuters
Consigliati per te
Jean Philippe Imparato lascia Stellantis, Maserati ha un nuovo CEO
La nuova piccola di Fiat è un omaggio alla 600 Multipla
ZTL Roma, dal 1° luglio elettriche a pagamento ecco come e perché
Nuova BMW X5, cambia tutta, ma punta ancora sul diesel
Toyota: l'affidabilità è il nostro vantaggio sulle rivali cinesi
Come va la nuova Jeep Avenger 2026, la prova della ibrida
Mazda non crede che il boom dei SUV possa finire presto