No all’Euro 7 e più sicurezza in strada: cosa chiede l’Italia all’Ue
Il ministro e vicepremier Salvini vola a Lussemburgo per trovare alleati contro la stretta alle emissioni auto (ma non solo): il punto
“Teniamo i piedi per terra, altrimenti perdiamo credibilità”. Matteo Salvini ribadisce a chiare lettere la posizione del Governo: per l’Italia, è “no” all’Euro 7, la normativa Ue che impone il giro di vite alle emissioni auto, in vigore dal 1° luglio 2025.
Teatro dell’appello è Lussemburgo, dove il ministro e vicepremier incontra i colleghi europei al Consiglio Trasporti dell’Unione europea per discutere su direttiva Patenti e scambio dati per infrazioni. Con lui ci sono gli omologhi di Repubblica Ceca, Bulgaria, Francia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia, convintissimi che, per la stretta a gas serra e inquinanti da veicoli, basti lo stop a benzina e diesel dal 2035.
Il tempo stringe
Il rischio, secondo gli esecutivi di Italia e altri Stati membri, è che le nuove regole possano “penalizzare imprese e lavoratori”, perché il regolamento “impone scadenze troppo ravvicinate”, come sostiene il Mit in una nota.
Sullo stesso lato della barricata ci sono i Costruttori europei, che da mesi lanciano il loro allarme: con l’Euro 7, i costi di produzione delle auto saliranno di circa 2.000 euro. I prezzi di listino, invece, potrebbero subire un’impennata persino maggiore.
Un test sulle emissioni auto
Più sicurezza
Ma nel vertice non si parla solo del dossier emissioni. A tenere banco sono anche i temi di multe e sicurezza: “Coloro che infrangono il Codice della Strada devono essere sanzionati, anche se sono stranieri”, è la posizione che Salvini esprime al tavolo.
Il ministro riporta quindi l’esempio della Svizzera: “Non è nell’Ue, ma lì o paghi o non riparti. Noi siamo a disposizione per recuperare il tempo perso”. Nel frattempo, il vicepremier anticipa anche alcuni contenuti del nuovo Codice della Strada: “Porteremo l’educazione stradale sui banchi di scuola e inaspriremo le multe, ad esempio, per chi guida in stato di alterazione”. L’obiettivo è dimezzare il numero dei morti e feriti gravi per incidenti in auto entro il 2030, in linea col resto d’Europa.
“Il ministro – conclude il Mit – ha sottolineato che la proposta europea di autovalutazione in caso di rilascio della patente non convince: ‘Crediamo sia sempre necessario il parere medico’. Una riflessione, quest’ultima, condivisa da molti colleghi”.
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