Mentre per Mercedes la tradizione dei motori V8 ha preso vita negli Anni '60 e più precisamente nel '63 con il poderoso 6.3 della 600, per i rivali bavaresi di BMW il primo approccio agli otto cilindri è addirittura precedente. 

La casa di Monaco ha infatti sviluppato la prima famiglia di V8 addirittura 10 anni prima, per dare un tono superiore a berline e sportive visto che i sei cilindri disponibili nel dopoguerra, per quanto validi, risalivano ancora agli anni d'oro del periodo prebellico.

La serie "OHV"

La produzione dei V8 BMW, indicati semplicemente con la sigla OHV che indica la presenza di un singolo albero a camme centrale nel basamento, inizia nel 1954, anche se il progetto viene avviato qualche anno prima.

L'obiettivo è alzare livello di potenza delle nuove vetture di prestigio, vale a dire le ammiraglie 501 e 502, ma anche le successive sportive, superando i limiti fisiologici dei sei cilindri che avrebbero richiesto eccessivi aumenti di cilindrata. Al tempo stesso, però si punta non eccedere con il peso, ragione per cui i nuovi V8 sono realizzati, per la prima volta nella storia (e non soltanto di quella di BMW) con basamento e teste in alluminio.

BMW M502-1 1955, spaccato

BMW M502-1 1955, spaccato

Il motore, che ha un'architettura a V di 90° e due valvole per cilindro azionate da aste e bilancieri, viene sviluppato in due varianti di cilindrata, da 2,6 litri e da 3,2 litri, con alesaggio rispettivamente di 74 e 82 mm mentre la corsa è la stessa, 75 mm, cosa che rende il primo leggermente sottoquadro. Entrambi vengono declinati in diverse varianti di potenza che assumono codici differenti legati al modello a cui sono destinati.

BMW 502 2,6 litri 1954

BMW 502 2,6 litri 1954

Dalle ammiraglie alle coupé

Il motore da 2,6 litri è il primo a debuttare in una prima versione da 100 CV siglata M502/100 che trova posto sotto il cofano della 502, la versione più ricca e rifinita della 501, nel 1954. Poco dopo, depotenziato a 95 CV (M502/1), viene proposto anche sulla più semplice 501, mentre la 502 riceve il primo 3.2 da 120 CV (M506/1).

BMW M502-1 1955

BMW M502-1 1955

Nel 1958, il 2.6 diventa l'unica opzione disponibile per la 501, che cambia quindi nome in BMW 2.6, e analogamente la502 viene ribattezzata BMW 3.2 ed equipaggiata con l'unità più potente, affiancata dalla variante Super potenziata a 140 CV, mentre nel 1961, quando i modelli cambiano ancora nome in BMW 2600 e BMW 3200, il 2.6 raddoppia con la variante L da 110 CV.

BMW M507 1956

BMW M507 1956

Contemporaneamente, il V8 3.2 da 140 CV viene montato anche sulle sportive 503 e 507: la 503 Coupé e Cabriolet inizia nel '56 direttamente con la versione da 140 CV del 3.2, che porta infatti la sigla 503/1 anche quando viene esteso alla ex-502 come 3.2 Super. Per la speciale Roadster 507 arriva invece, sempre nel '56, una versione ancora più potente da 150 CV con la sigla 507/1. Questa si distingue da tutti gli altri motori visti finora per l'alimentazione affidata non più a uno bensì a due carburatori Zenith doppio corpo.

Il motore M506 da 160 CV della BMW 3200 CS Coupe del 1961

M506 sulla BMW 3200 CS Coupe del 1961

BMW M533 1963 3200 CS

BMW M534 sulla 3200 CS 1963

L'ultimo atto della carriera degli "OHV" BMW arriva nel tardo 1962, quando il motore 3.2 (M506) passa sotto il cofano della nuova coupé 3200 S/CS. Dal 1963, questa unità è rivista nella struttura e montata in blocco con il cambio (M534). A metà anni '60, BMW torna a sviluppare i sei cilindri e i V8 vengono quindi temporaneamente accantonati. Riappariranno soltanto all'inizio degli Anni '90 con la serie M60 da 3,0 e 4,0 litri delle Serie 5 e Serie 7.

Fotogallery: BMW, i primi motori V8 in alluminio degli Anni '50