Basta con il "florilegio" di regole scoordinate e spesso in contrasto. Stop alla concorrenza distorta. L'Europa ha invece "urgentemente bisogno di adottare un approccio olistico alle sfide dell'industria automobilistica, che comprenda l'intera catena del valore, da monte a valle. Perché i problemi che stiamo affrontando sono trasversali a tutti i settori: automobilistico, minerario, energetico, infrastrutturale e non solo".

Luca de Meo, presidente (rieletto per un secondo mandato) dell'Acea, l'Associazione dei principali costruttori europei, presenta il conto della transizione all'Ue, alla vigilia della conferenza sul clima COP 28 e in vista delle elezioni europee del prossimo anno. E lo fa su un doppio binario: con un manifesto e una tabella di marcia per l'ecosistema della mobilità. 

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Luca de Meo nella conferenza stampa Acea

Appello corale

Centellinando la parola elettrico ed evitando riferimenti alla fatidica data del 2035, de Meo (ma il manifesto è firmato da titti i vertici delle Case associate) premette a scanso di equivoci che "il nostro settore è nel mezzo della più grande trasformazione da oltre un secolo. Per noi non ci sono dubbi sulla necessità di decarbonizzare. Stiamo investendo 250 miliardi di euro per farlo, molto più di qualsiasi altro settore". 

Visto però che le Case non possono gestire da sole una transizione così impegnativa, l'Acea chiede ai regolatori una serie di interventi. Intanto, sul piano normativo che va snellito e reso stabile nel tempo. "Il nostro settore ha in media otto o nove regolamenti UE che entrano in vigore ogni anno fino al 2030; in alcuni casi si tratta di regolamenti in conflitto tra loro", ha sottolineato de Meo in conferenza stampa.

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Luca de Meo e la direttrice generale dell'Acea, Sigrid de Vries

Con la politica (e il rischio delle prossime elezioni europee è quello della "frammentazione" delle forze in campo) il sistema automobilistico ha bisogno di "conversare in modo fluido e forte. Dobbiamo costruire un dialogo costante con i policy maker, perché ci sono molte questioni tecniche che sono impegnative e difficili da affrontare". Ma sia ben chiaro, ha rimarcato de Meo, "noi vogliamo proporre soluzioni, non difendere le nostre posizioni".

Concorrenza ad armi pari

C'è poi il tema della concorrenza. "L'Europa non deve solo assicurarsi di essere ben equipaggiata come le altre regioni. Deve anche assicurarsi di competere su un piano di parità. La concorrenza è molto salutare e la vera concorrenza significa anche mercati globali aperti e regole commerciali libere ed eque", ha dichiarato de Meo.

Il presidente dell'Acea haevidenziato i pericoli che arrivano dalla Cina, che agisce come sistema, ma ha spiegato che "chiudere il mercato europeo" alla concorrenza asiatica non sarebbe un'idea praticabie, né vincente.

La tabella di marcia dell'Acea (a cui non partecipano Stellantis e Volvo) ha l'obiettivo di fare dell'Europa un polo di produzione di veicoli verdi e intelligenti. "Dobbiamo collaborare con i responsabili politici per creare le condizioni per la produzione di una gamma diversificata di modelli a zero emissioni, compresi i veicoli elettrici di piccole dimensioni e a prezzi accessibili, che siano redditizi da produrre in Europa".

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Luca de Meo

E qui de Meo ha ricordato per due volte l'eco-sistema giapponese legato alle kei-car, puntualizzando che "sì al momento le auto elettriche per molti consumatori costano ancora troppo". Ma riducendo le dimensioni e il peso, "con batterie più piccole e autonomie comunque utili, intorno ai 400 chilometri", il prezzo è destinato a scendere (e, da ceo di Renault, ha ricordato l'impegnoi della Casa francese di tagliare i costi delle auto elettriche del 40%).

Per questo, nei prossimi due anni, si dovrebbe assistere a una crescita "del segmento B, tipo Polo e Clio" con motorizzazioni full electric. Anche perché, l'elettrico diventerà "il punto di riferimento" delle motorizzazioni in Europa: "è scritto nelle norme. Non c'e ritorno al passato, certo c'e' un dibattito sui carburanti alternativi carbon zero, ma e' un fatto che l'auto elettrica diventerà dominante in Europa".

Ben vengano gli incentivi

"In questo modo" ha sosservato de Meo, "possiamo affrontare molte sfide con la stessa pallottola d'argento (silver bullet in inglese, espressione che indica il modo o il mezzo per trovare la soluzione finale a un problema - ndr), soprattutto quando si tratta di mobilità urbana. Dobbiamo anche lavorare sul lato della domanda attraverso schemi di incentivazione adeguati e adatti allo scopo, a tutti i livelli politici, dall'UE fino alle autorità urbane e locali".

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Luca de Meo

Mercato in rallentamento nel 2024

In conferenza stampa la direttrice generale dell'Acea, Sigrid de Vries, ha fornito le stime dell'associazione sull'andamento del mercato europeo: il 2023 si chiuderà con immatricolazioni in crescita del 12% a 10,4 milioni di unità (-20% circa rispetto al periodo pre-covid, il 2019), mentre per il 2024 si stima un rallentamento a +2,5%, pari a 10,7 milioni di veicoli.