"Volevo capire cosa c’era dietro quegli occhiali da sole", così ha dichiarato Micheal Mann, regista del film Ferrari, in un’intervista al quotidiano La Repubblica quando il suo lavoro è stato presentato all’ultimo Festival di Venezia. Ora che Ferrari è nelle sale, forse, gli spettatori avranno un po’ più chiaro cosa il regista abbia voluto dire.

Non c’è da aspettarsi un film sulle “corse”, non un "Le Mans" o un "Rush" per intenderci, è un film su Ferrari non "sulla" Ferrari, un film sull’uomo, ma che racconta tanto anche sul mondo dell’auto, sopratutto sull’atmosfera che si respirava in quella che, oggi, viene chiamata Motor Valley, ma che, nel Dopoguerra, non era altro che una provincia italiana che provava a risollevarsi costruendo macchine.

L'uomo Enzo Ferrari

E poi c’è Ferrari l’ingegnere, il commendatore un figura quasi mitologica che si oppone in qualche modo al cosiddetto mainstream rappresentato, in sottofondo, dall’ingombrante e già affermata FIAT degli Agnelli (o dall'emergente Jaguar). "Loro corrono per vendere le macchine, io vendo le macchine per correre", dice a un certo punto Enzo Ferrari e qui, forse, è racchiuso il senso di cosa significasse l’auto, in quella stagione, nella provincia di Modena.

Ferrari, le immagini dal film di Micheal Mann

Ferrari, le immagini dal film di Micheal Mann

Non è una biografia e questo Mann lo ha più volte dichiarato a chi è andato a cercare le incongruenze storiche; le trattative con Ford e poi con Fiat, per esempio, che avvennero più in la nel tempo rispetto al 1957 anno in cui è ambientato il film. C’è però l’incidente di Guidizzolo (quello sì occorso 12 maggio del 1957) che mise fine alla Mille Miglia (corsa di velocità), come a chiosare un periodo e a far intendere come, anche per Ferrari, il suo paradigma di "vendere per correre", forse sarebbe cambiato. 

L'auto co-protagonista

In tutto questo contesto l’auto è sempre presente a volte come compagna a volte come nemica, in un rapporto di amore e non amore, ma mai di odio, così come, in quella parte di vita di Ferrari raccontata da Mann, le figure femminili. "Un uomo trascinato da forze in opposizione tra loro: un ingegnere tanto guidato da logica e razionalità negli affari, quanto esposto al caos nella vita privata", dichiara ancora Mann.

Ferrari, le immagini dal film di Micheal Mann

Ferrari, le immagini dal film di Micheal Mann

Un film drammatico nel senso artistico del termine, ma a suo modo avvincente che premia anche il lavoro dello sceneggiatore, Troy Kennedy Martin, che è riuscito a condensare e riadattattare, in poco più di due ore, parte della biografia "Enzo Ferrari: The Man and the Machine" di Brock Yates (in Italia pubblicato da Garzanti con il titolo Ferrari. L’uomo, l’auto, il mito).

Le Ferrari

E le Ferrari? Sì, ci sono anche loro o meglio c’è il loro sound visto che quello che si sente nel film è campionato dell’originale, le auto d'epoca, purtroppo no. La casa di Maranello ha acconsentito, però, a Mann di scansionarle in 3D per poi ricostruirle fedeli all’originali: un lavoro da 6 milioni di dollari, tanto per farsi un'idea. La Maserati invece è "vera" ed è quella di Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e grande collezionista di auto storiche.

Ferrari, le immagini dal film di Micheal Mann

Ferrari, le immagini dal film di Micheal Mann

Insomma se volete un giudizio su questo lavoro, non saremo noi a darvelo, ma se, invece, volete "solo" un consiglio allora Ferrari è un film che andrebbe visto. Sia che amiate il mondo del motorsport sia se, più, semplicemente vi affascina quello dell’auto, ma anche se avete voglia di conoscere un po’ di più chi sia stato l’uomo dietro il mito, pardon, dietro gli occhiali da sole.

Fotogallery: Ferrari, un film di Micheal Mann