L'impatto ambientale di un'auto non si valuta solo dalle emissioni durante la marcia. Ciò che conta è anche l'intera produzione del veicolo e quali materiali vengono impiegati per realizzarne le componenti principali.

Un peso specifico importante ce l'hanno sicuramente gli interni, che sono sempre più curati dai Costruttori non solo in termini di design, ma anche dal punto di vista della sostenibilità dei rivestimenti. Fino a qualche anno fa, questo aspetto era principalmente una prerogativa dei prototipi, ma ora è presente anche nei modelli più recenti. Ecco, quindi, alcuni degli interni più "green".

Dalla stampa 3D ai rifiuti

Partiamo dalla plastica, che in tanti casi resta irrinunciabile per i brand. La stampa in 3D adottata da Cupra utilizza polimeri riciclati da precedenti processi di stampa. Così si ottengono non solo forme uniche, ma anche materiali eco-sostenibili.

Cupra alla Milano Design Week 2023

Gli interni delle Cupra stampati in 3D

Inoltre, la stampa è impiegata anche per i tessuti dei sedili, riducendo lo spreco di materiali e creando trame distintive. I nuovi materiali adottati vanno nella direzione della sostenibilità, sostituendo la pelle naturale con microfibra costituita principalmente da poliestere riciclato.

E poi c'è l'esempio di Callum, un'agenzia di design e ingegneria che ha riprogettato l'interno di una Porsche 911 d'epoca utilizzando rifiuti alimentari. Questi materiali, se combinati adeguatamente con altri elementi, possono garantire le stesse qualità di resistenza e duttilità dei rivestimenti convenzionali.

Per esempio, gusci d’uovo e altri rifiuti come riso scaduto, lenticchie e chicchi di caffè sono stati impiegati nell'abitacolo della 911, sostituendo le plastiche tradizionali della plancia con soluzioni innovative.

Il materiale ottenuto dai gusci d'uovo

Il materiale ottenuto dai gusci d'uovo

Elementi insoliti, come le carote viola, vengono utilizzati per dare colore ai sedili e ad altre parti dell'abitacolo, mentre foglie d’albero riciclate creano superfici scure che possono sostituire gli inserti in legno.

Le Volvo, d'altra parte, impiegano un materiale chiamato Nordico per gli interni in pelle, ottenuto dal riciclo di bottiglie in PET, materiale proveniente da foreste sostenibili in Svezia e Finlandia, e tappi di sughero derivati dall'industria vinicola.

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Le bottiglie in PET e il sughero

La Mazda MX-30 offre un ventaglio di materiali innovativi e sostenibili, dalla pelle vegana alle fibre ricavate da bottiglie in PET riciclate e dal sughero, un materiale traspirante.

Rispetto alla gomma, il sughero rappresenta un'opzione più sostenibile perché questo tipo di albero ha una corteccia che si rigenera (il che significa che una volta spogliato del suo involucro esterno riproduce completamente lo strato protettivo senza subire effetti collaterali negativi).

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Il tessuto Nordico della Volvo C40 Recharge

E poi c'è la Skoda Enyaq, il primo modello completamente elettrico della Casa boema, che utilizza rivestimenti ottenuti dal riciclo di bottiglie di plastica. Con grande impegno verso la sostenibilità, l'allestimento Design Selection Lodge impiega ben 318 bottiglie di poliestere per elementi dell'abitacolo come tappetini, pannelli laterali del bagagliaio e coperture dei sedili e della plancia.

Volkswagen ID. Buzz

Volkswagen ID. Buzz, l'abitacolo

Skoda Enyaq iV, gli interni in plastica riciclata

Skoda Enyaq, gli interni in plastica riciclata

Infine, rimanendo nel Gruppo Volkswagen, citiamo gli interni di ID.3, ID.4, ID.5, ID.7 e ID. Buzz. Tutte le elettriche di Wolfsburg impiegato il tessuto Seaqual, che è composto per il 10% da rifiuti marini e per il 90% da reti da pesca riciclate.

L'ID. Buzz è uno dei modelli più "green" di tutta la gamma, dato che per i rivestimenti di ogni abitacolo vengono utilizzate 63 bottiglie PET da 500 ml riciclate. Senza contare che il soffitto è fatto di poliestere riciclato, mentre la plastica riciclata è utilizzata anche per alcune componenti del sottoscocca.