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Le multe prese all'estero andranno sempre pagate

Accordo in Europa per migliorare la sicurezza sulle strade. Intanto il Parlamento dell'Ue approva gli standard Euro 7

Ricorso post multa? Bisogna comunicare il nome del guidatore

Dalle multe “senza frontiere” alla lotta alle emissioni. C’è tanta auto nelle ultime decisioni dell’Unione europea, che – da un alto – chiede più collaborazione fra gli Stati membri per migliorare la sicurezza sulle strade e – dall’altro – fa passi avanti sull’approvazione dell’Euro 7, la nuova normativa sulla CO2 da veicoli. Vediamo con ordine.

Le multe? Andranno pagate sempre

Prima di tutto, Consiglio e Parlamento dell’Ue raggiungono un accordo informale per prevenire la guida spericolata, allungando la lista delle infrazioni stradali commesse all’estero che attivano l’assistenza transfrontaliera con rischio di sanzione.

“Oltre all’eccesso di velocità, alla guida in stato di ebbrezza o al mancato arresto al semaforo rosso – si legge in una nota –, i legislatori europei hanno aggiunto, fra le altre infrazioni, il parcheggio pericoloso, il sorpasso, l’attraversamento della striscia continua e il reato mordi e fuggi”.

Ma, soprattutto, l’intesa prevede che lo Stato di residenza dell’automobilista “pizzicato” in terra straniera a commettere infrazioni dovrà rispondere alla richiesta di assistenza “senza indebito ritardo” e, comunque, non oltre due mesi.

“Inoltre – continua il comunicato – su richiesta del Paese in cui è avvenuta l’infrazione, il Paese Ue di residenza dell’autore può farsi carico della riscossione delle multe stradali, purché superiori a 70 euro e purché non siano state pagate dopo aver esaurito tutte le azioni legali”.

In pratica, stop all’impunità delle infrazioni commesse all’estero. Le multe andranno sempre pagate.

L’Euro 7 al penultimo capitolo

Contemporaneamente, l’Europarlamento approva l’accordo sull’Euro 7 raggiunto a dicembre col Consiglio dell’Unione europea. Il “sì” di Strasburgo conferma il mantenimento degli standard sulle emissioni per auto e furgoni previsti dall’Euro 6. Stretta invece sulla CO2 da camion e autobus, mentre fanno capolino un giro di vite sulle emissioni di particelle dai freni e requisiti minimi sulla durata delle batterie delle vetture elettriche e ibride plug-in

“Per ogni veicolo – è l’altra novità – sarà messo a disposizione un Passaporto Ambientale che conterrà informazioni sulle sue prestazioni ambientali al momento della registrazione (come limiti di emissioni inquinanti, emissioni di CO2, consumo di carburante ed energia elettrica, autonomia elettrica, durata della batteria).

Gli utenti avranno inoltre accesso a informazioni aggiornate sul consumo di carburante, sullo stato della batteria, sulle emissioni inquinanti e altre informazioni rilevanti generate dai sistemi e dai monitor di bordo”.

Adesso tocca agli Stati membri dare il semaforo verde definitivo alla normativa.