I veicoli elettrici possono essere una soluzione di mobilità per alcuni, non per tutti. Carlos Tavares, CEO di Stellantis, lo ha ribatito in occasione del Freedom of Mobility Forum dell'azienda. Non è infatti una novità che Tavares, come altri nomeri uno di gruppi automobilistici, sia cauto sulla transizione verso l'elettrico, in particolare i dubbi restano sulle batterie.

Secondo Tavares, come scrive Automotive News Europe, c'è ancora bisogno di un “passo avanti molto significativo in termini di chimica” per dimezzare il loro peso nel prossimo decennio. Anche l'idrogeno non sarebbe un'alternativa per l’attuale mobilità di massa, a causa del suo costo "altissimo", mentre il car sharing sembrerebbe la soluzione migliore, almeno per le aree urbane.

La svolta ci sarà, ma ci vuole tempo

Per creare un pacco batteria oggi sono necessarie 1.000 libbre di materie prime. Troppo, il numero non è ancora "ragionevole" dal punto di vista ambientale. "L'industria, basata su nuovi prodotti chimici, deve raggiungere nel prossimo decennio una svolta in termini di densità di potenza delle celle, in modo da ridurre di almeno il 50% il peso e l'utilizzo di materie prime dei veicoli elettrici", ha spiegato Tavares.

Secondo il CEO di Stellantis una svolta in questo senso ci sarà, ma non sarà immediata. La vedremo realizzarsi nel prossimo decennio" grazie ad "una nuova chimica che, tra l'altro, si spera, risolverà il problema della scarsità di litio".

La "povertà energetica"

Nel corso del Freedom of Mobility Forum si è parlato anche di un altro ostacolo alla diffusione dei veicoli elettrici nel mondo: l’accesso all’elettricità. Roberto Schaeffer, professore di economia energetica presso l'Università Federale di Rio de Janeiro in Brasile, ha ricordato che circa 800 milioni di persone non hanno accesso all'elettricità, mentre "molte di più" non hanno una rete elettrica stabile su cui fare affidamento.

"La mobilità elettrica non è la soluzione, almeno nei prossimi 20 o 30 anni, quando avremo davvero bisogno di raggiungere lo zero netto - ha detto Schaeffer -. Dobbiamo pensare alla povertà energetica. La povertà nei trasporti è una cosa reale nel Sud del mondo. Dobbiamo tenere presente che non esiste una soluzione unica adatta a tutti quando si tratta di mobilità".