"Con un unico cavallo che stiamo cercando di sostenere in questo momento sotto forma di elettrificazione in questo paese [il Regno Unito] e in Europa, penso che falliremo". L'amministratore delegato di Ineos, Lynn Calder, ne è convinto. Come si legge su Automotive News Europe, il manager ha invitato i leader dell'Unione Europea e del Regno Unito a perseguire una strategia multi-propulsore, senza puntare solo sull'auto elettrica.

E' una dichiarazione che si unisce a un vero e proprio coro nel mondo dell'auto. Prima di Ineos si sono detti favorevoli ad una politica e ad una strategia di prodotto "flessibile" Stellantis, il Gruppo Volkswagen, Mercedes e Ford.

2035, sì o no?

Tanto si è detto sull'anno 2035, l'anno della svolta, quello in cui - stando all'accordo imposto dall'Ue nel 2023 - le case automobilistiche dovrebbero ridurre le emissioni di CO2 del 55% e tutti i nuovi veicoli dovrebbero essere elettrici. L'8 e 9 giugno le elezioni europee potrebbero cambiare le carte in tavola, nel frattempo, di fronte ad un mercato di veicoli elettrici che non decolla, sempre più case auto propendono per un approccio multiplo.

Lutz Meschke, direttore finanziario di Porsche, aveva dichiarato a gennaio che il piano europeo di eliminare gradualmente la vendita di nuove auto con motore a combustione entro il 2035 potrebbe essere respinto. Il CFO di Mercedes, Harald Wilhelm, ha detto agli analisti durante la conferenza sugli utili del primo trimestre della casa automobilistica che nel 2025 è prevista una revisione sulla posizione della penetrazione dei BEV in Europa.

"In America, non stanno imponendo una soluzione alla gente - ha detto lunedì il presidente del gruppo Ineos, Jim Ratcliffe -. Dicono che ci sarà una serie di opzioni".

Nel futuro c'è anche l'idrogeno

Lunedì scorso in Gran Bretagna Ineos Automotive ha riportato sotto i riflettori l'Ineos Grenadier Hydrogen, che usa lo stesso sistema energetico della BMW iX5 Hydrogen, sviluppato attorno a celle a combustibile fornite da Toyota. Per proseguire nello sviluppo di queste auto serve però un'adeguata rete infrastrutturale di rifornimento.

La Germania ne ha già più di 80, il Regno Unito, secondo Ineos, dovrebbe arrivare almeno a 65 stazioni di rifornimento di idrogeno rispetto alle meno di 20 attuali. Ineos Automotive si è comunque detta aperta a partnership con altre case automobilistiche che lavorano su propulsori a idrogeno come Toyota e Hyundai.

Fotogallery: Ineos Grenadier FCEV Concept