Cosa succede ora a chi vuole comprare un'auto elettrica prodotta in Cina?
I dazi sulle auto elettriche cinesi sono realtà e i prezzi saliranno. Di quanto e da quando? Ne abbiamo parlato con Lucio Tropea, ceo di smart Italia
I dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina sono realtà. Dopo mesi di discussioni infatti la Commissione Europea ha dato il via libera all'extra tassazione, con percentuali differenti a seconda dei marchi, per compensare gli auti di stato dati dalla Cina ai propri costruttori.
Una manovra che colpisce ogni modello a batteria "sfornato" dalle fabbriche cinesi, compresi quelli appartenenti a brand occidentali. È il caso di smart, che produce l'intera gamma - #1, #3 e la prossima #5 - negli stabilimenti di Geely. La domanda che tutti si pongono ora è la stessa: cosa succederà ai prezzi? Ne abbiamo parlato con Lucio Tropea, ceo di smart Italia, per fare chiarezza sulla situazione attuale e su ciò che potrebbe succedere nei prossimi mesi.
D: Come Smart siete già pronti ad aumentare i listini? E se sì, di quanto? E soprattutto, come lo spiegherete al consumatore?
R: La conferma dei dazi di queste ore significa nel nostro caso un 18,8% che si aggiunge al 10% di dazi già esistenti. Visti i margini di qualsiasi costruttore, noi compresi, non c’è modo di assorbire questo extra costo senza un aumentare i listini. Fino a oggi abbiamo gestito il rischio che i dazi potessero essere retroattivi e di fatto non abbiamo mai fatto aumenti di listino. Anzi sul mercato italiano, per approfittare degli incentivi, abbiamo riposizionato di alcune linee di prodotto, come Brabus, in modo da permettere a tutti i nostri clienti di beneficiarne. Ad oggi possiamo contare ancora su un po' di magazzino di prodotto sdoganato prima di questi dazi, ma dopo di che, per forza, dovremmo passare a riflettere sui listini. Ed è un peccato perché, di fatto, è l'effetto perverso di dazi che hanno un fine, magari politicamente comprensibile, ma alla fine finiscono a far lievitare i listini riducendo le opzioni per i clienti.
Una smart #1 in versione Brabus
D: Quindi non si può ancora prevedere l'aumento, quanto sarà, quanto assorbirete eventualmente, quanto dovreste essere obbligati a mettere sul cliente e quando succederà?
R: Di sicuro non succede prima di gennaio, questo perché, di fatto, ci sono una parte dei tempi tecnici e dall'altra parte possiamo contare sullo stock sdoganato prima dei dazi. Quindi fino al 31 dicembre chiunque contrattualizzi, di fatto, avrà i prezzi attuali.
D: Stock sdoganato, giusto per spiegarlo ai lettori, sono le auto arrivate sul suolo europeo nelle settimane scorse, ferme nei piazzali in attesa di essere consegnate ai vari Paesi?
Si, non basta che arrivino fisicamente, bisogna aver effettuato operazioni di sdoganamento, quindi il piazzale non necessariamente è tutto sdoganato, ma deve aver svolto le pratiche doganali. Quindi è un sottosieme di quello che è fisicamente sul suolo, per capirci. Quando aumenteremo i prezzi? Non prima di gennaio, stiamo facendo tutti i debiti conti, anche perché è un orizzonte sicuramente lungo da gestire, dobbiamo capire gli effetti sul volume.
D: Se io compro una macchina adesso, a novembre o dicembre, e arriva dopo l'aumento dei prezzi, cosa succede?
Da condizioni generali d'acquisto di fatto noi facciamo protezione prezzo per 210 giorni e nel caso specifico i nostri tempi di consegna sono sempre inferiori alla protezione prezzo in termini di durata, quindi chiunque compri fino all'ultimo giorno prima dell'aumento dei listini può fondamentalmente accedere alle vetture, comprare le vetture con i prezzi di oggi, che peraltro nel caso nostro, per esempio nel caso del noleggio, sono ancora disponibili con gli incentivi, quindi le condizioni d'acquisto fino al 31 dicembre sono di fatto le migliori possibili rispetto a quello che avremo nei prossimi anni.
D: Quindi la cosa importante è controllare nel contratto di acquisto quanto dura la clausola di protezione prezzo rispetto ai tempi di consegna?
R: Corretto. Essere certi che la consegna avvenga prima dello scadere di questo periodo, nel caso nostro è normalità, perché abbiamo un prodotto completamente in stock, quindi anche prendendo una vettura che è sul piazzale europeo andiamo in consegna in massimo 60 giorni.
smart #3
smart #5
D: Secondo lei ci sarà una corsa all'accaparramento e magari anche una promozione, una comunicazione su questo fatto?
È sempre difficile prevedere perché i rumori di fondo che ci sono intorno all'auto elettrica, in particolare in Italia, sono talmente forti da coprire spesso il segnale. In Italia c'è un'altra convergenza, avendo tagliato il Fondo Automotive è abbastanza improbabile, legga impossibile, che ci saranno ancora incentivi l'anno prossimo. Quindi c'è la combo del tema dazi e incentivi. Nel mercato delle BEV ci sono stati diversi episodi di rush in termini di ordini, come a giugno quando finirono gli incentivi nell'arco di qualche ora. In generale, è lecito attendersi l’accelerazione tipica di quando si diffonde la notizia di fine degli incentivi. Dopodiché parliamo sempre di movimenti su un piccola scala, perché l'elettrico in Italia è sotto il 4%, quindi anche se c'è un raddoppio fa l'8, non sposta l'ago della bilancia del mercato totale. Rimane che chi è in fase di acquisto ed è orientato a comprare un'auto elettrica, sarà motivato a ordinarla prima di fine anno.
Infine c'è un altro elemento di novità, ovvero il trattamento fringe benefit, che va a peggiorare sulle vetture a combustione e le vetture ibride, a eccezione di quelle plug-in, e si dimezza ulteriormente per le vetture elettriche. Ciò significa che chiunque abbia una vettura a uso promiscuo aziendale assegnata avrà da un lato un aggravio in busta paga in caso di utilizzo di vettura a combustione interna, e viceversa un maggior vantaggio in caso di plug in e full electric. Chi gestisce la car policy, potrà quindi valutare di aggiornare la car list o peordinare i il prodotto adesso avendo una quota di user-chooser che, di fronte alla prospettiva del maggior addebito in busta del fringe benefit, preferirà passare al plug-in o al full electric.
D: Sull'usato ci saranno ripercussioni immagino. Se aumenta il prezzo del nuovo aumenterà il valore residuo di tutte le auto elettriche oggi già in circolazione, corretto?
R: Matematicamente sì, nel senso che quando c'è un incentivo che riduce il listino del nuovo c'è un effetto depressivo soprattutto sulle vetture più fresche, cioè quelle entro 24 mesidi anzianità, le “ young used” . Al contrario, se l'offerta di prodotto nuovo si riduce per quantità o aumenta di prezzo avviene uno spostamento verso l'usato.
Su smart abbiamo una storia abbastanza intensa di questi fenomeni, l'abbiamo visto con la fine produzione della fortwo a combustione, lo stiamo vedendo già sulla coda delle fortwo elettriche. Il mercato delle BEV ha vissuto un anno di intensa pressione sui valori residui dovute all'abbassamento dei listini che abbiamo osservato su alcuni nostri competitor dominanti, per gli incentivi che riducevano il prezzo dei listini del nuovo, o per la combinazione dei due. Vivremo adesso la fase opposta: ci aspettiamo che si riduca la pressione che c'è stata sui residui delle vetture più fresche. La conseguenza più immediata è che chi compra oggi una vettura con la prospettiva di dismetterla magari entro due anni sommerà al vantaggio di un acquisto a listini vecchi, magari con incentivi, la prospettiva di una rivendita sull’usato in un mercato dove il nuovo sarà aumentato di almeno il 18,8% : come è capitato agli ultimi clienti di fortwo a combustione, si potrebbero verificare casi con svalutazioni a due anni estremamente ridotte.
L'ultima smart fortwo con motore endotermico
La smart fortwo elettrica uscita di produzione nel 2024
D: Come smart cambierete strategia in Europa alla luce di questi dazi, farete anche voi auto plug-in, avete già definito qualcosa di ufficiale o no?
Al momento no, anche perché come abbiamo letto sulla stampa le negoziazioni non sono chiuse: i mercati sono molto interconnessi, ed è nell interesse di tutti trovare soluzioni che non penalizzino l’interscambio. Attualmente lato nostro non abbiamo soluzioni immediate. Bisogna considerare i tempi industriali, per reagire anche su una localizzazione di produzione si parla di diversi mesi, non di qualche settimana. Alle spalle fortunatamente ci sono sia Geely sia Mercedes come soci paritetici nella JV, con il rispettivo footprint globale in termini di capacità produttiva. È chiaro che sono in corso tutte le valutazioni del caso adesso che lo scenario è definito. Al momento non abbiamo informazioni specifiche su un'eventuale localizzazione di produzione e nemmeno un tema di variazioni su powertrain. smart al momento rimane un marchio electric only.
La futura smart #5 al momento prevista in versione elettrica
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