Adelmann: "Stiamo pensando a rifare la smart a due posti"
Abbiamo intervistato Dirk Adelmann, ceo di smart Europe, che ci ha confermato la possibilità del ritorno della piccola due posti. Prima però arriverà altro
Quando si pensa a smart non può non venire in mente la fortwo, la piccola due posti nata dalla mente del fondatore della Swatch e prodotta da Daimler. Una vettura da città che non temeva anche sortite in autostrada, prodotta ininterrottamente dal 1998 al marzo 2024. Poi la grande trasformazione, con l'arrivo della cinese Geely ad acquistare il 50% del brand e la nascita di modelli 100% elettrici agli antipodi rispetto alla fortwo.
Prima l'arrivo della smart #1, crossover di 4,27 metri, seguita dal crossover coupé smart #3 di 4,4 metri e infine dalla smart #5, che con i suoi 4,7 metri di lunghezza è la smart più grande mai prodotta. La sfida per conquistare il pubblico europeo - e non solo - è aperta. Per capire come si sta muovendo il brand, tra strategie di marketing e futuri modelli, abbiamo intervistato il ceo di smart Europe Dirk Adelmann.
Cos'è smart oggi?
smart per me è ancora pioniera della mobilità urbana sostenibile e penso che sia qualcosa che ci siamo prefissati di essere fin da subito, con la prima idea di una piccola auto elettrica a due posti. Con quattro motori, uno per ciascuna ruota. Questa era la prima idea di mobilità intelligente per la città. Nel 2019 siamo passati al full electric, perché era l'idea originale, ampliando il nostro portafoglio prodotti con #1, #3 e ora la #5, andando oltre a modelli per la città. Ora si può viaggiare in ambienti extra urbani. smart ha sempre sorpreso le persone, come con la crossblade, senza portiere, senza parabrezza. Siamo sempre stati anticonvenzionali e credo davvero che lo siamo ancora oggi, ci sforziamo sempre per non essere definiti da certi attributi come "piccolo" o "solo per la città".
smart fortwo
smart crossblade
Vogliamo davvero far sì che i clienti siano aperti a questo. Che alla fine è anche il nostro slogan "Back again, open your mind". Quindi vogliamo essere davvero di mentalità aperta, nel senso migliore del termine. Fedeli all'idea originale ma aperti a diversi input, senza paura di intraprendere percorsi diversi. Ecco perché è molto difficile definire smart. Ma in poche parole direi "Sempre non convenzionale" e "open-minded". Ecco come definirei smart.
Quanto è difficile comunicare un marchio come smart, nato con un'auto piccolissima e ora cresciuto con #1, #3 e la prossima #5?
Siamo sul mercato da 26 anni e per 23 anni abbiamo incentrato tutto il nostro marketing sul fatto di essere l'auto perfetta in città, per il parcheggio, per gli spostamenti, per tutto, e abbiamo avuto molto successo. Quindi è ancora difficile per smart, almeno in Europa, perché è conosciuta principalmente per la fortwo. Le persone sono ancora sorprese quando passano davanti a casa mia e vedono parcheggiate #1 e #3 e vedono il logo smart. Poi si inizia a spiegare che entrambe le auto sono a cinque posti, sono a zero emissioni, hanno un'autonomia superiore a 400 km... Quindi non si tratta più della fortwo, ma di un'espansione dell'idea di smart.
smart significa intelligente e oggi la parola intelligenza è associata ad "artificiale". Voi ci state lavorando?
Lo facciamo e siamo orgogliosi di questo. Il nostro sistema di infotainment sta imparando grazie agli automobilisti, tramite i comandi vocali, e si adatta. Quindi abbiamo già l'intelligenza artificiale nelle auto. E la usiamo nel progettare le auto a un livello molto avanzato.
Gli interni della smart #5
Nel frattempo in Cina, che è ovviamente il nostro secondo mercato dopo l'Europa, l'intelligenza artificiale è un must e i clienti si aspettano una connettività completa all'interno del loro ecosistema, come Alibaba, WeChat ecc... È un aspetto nel quale bisogna investire. E credo che uno dei vantaggi di essere in questa joint venture con Geely sia quello di permetterci di sedere a questo tavolo, perché hanno molta più esperienza rispetto a un qualsiasi marchio europeo. Anche parlando di ADAS, sono molto più avanzati. Inoltre le persone sono molto più indulgenti quando si tratta di raccogliere dati, quando si tratta di analizzare i dati e poi passare al livello successivo di interazione con il software.
Avete intenzione di reintrodurre un modello come la fortwo? Magari come microcar, segmento che ha visto arrivare Citroen Ami, Fiat Topolino e Mobilize Duo?
Il segmento A è in crescita. Stiamo parlando di 200, forse 250.000 veicoli in Europa. Per molto, molto tempo è stato dominato dalla fortwo, soprattutto in Italia e se ne vedono ancora tante, super affidabili. Stiamo pensando all'erede della fortwo da quasi tre anni e stiamo per prendere una decisione. Quindi si, stiamo pensando di reintrodurre una due posti a marchio smart, ma non abbiamo ancora deciso.
E un'auto più divertente da guidare, come la Roadster Coupé?
Una volta che si ha una piattaforma si può discutere di molte cose. Come abbiamo fatto con la #3, basata sulla stessa piattaforma della #1. Quindi ci sono molte opzioni. Ma prima dobbiamo e vogliamo dimostrare che possiamo avere successo con la gamma attuale. C'è una quarta auto in cantiere e sono convinto che con questi modelli possiamo dimostrare che smart non è solo auto di piccole dimensioni. Ma l'idea smart può essere o può avere molte facce diverse può avere molte forme diverse. La fortwo per me è un passo logico, forse non quello successivo, perché quello successivo è un altro.
smart Roadster Coupé
Per quanto riguarda i nuovi dazi avete intenzione di spostare parte della produzione in Europa? O state discutendo con l'Unione Europea per trovare una soluzione?
Per 23 anni abbiamo prodotto esclusivamente in Europa - Francia, Slovenia e nei Paesi Bassi - con fabbriche di nostra proprietà. Quindi abbiamo fatto tutto in Europa. Per la prima volta poi smart ha iniziato a produrre anche fuori dall'Europa, nello stabilimento cinese di Xian. Due anni fa abbiamo iniziato a parlare di diversificare la produzione, quindi molto prima che si iniziasse a parlare dei nuovi dazi. Siamo nelle fasi finali della decisione e un'opzione ovviamente potrebbe essere l'Europa ma, sottolineo ancora una volta, non ha nulla a che fare con l'attuazione dei nuovi dazi. Si tratta di un investimento a lungo termine, significativo per il marchio e non si basa su tariffe auspicabilmente temporanee. Seconda parte della risposta: cosa stiamo facendo al momento? Stiamo parlando con entrambe le parti, quindi con la Commissione UE, insieme a Mercedes Benz, e stiamo anche parlando con la parte cinese, con il MOFCOM (il Ministero delle Finanze e del Commercio cinese). Stiamo sostenendo una soluzione negoziale che non sia basata su tariffe punitive. E la porta è ancora aperta, nonostante il voto degli Stati membri, anche dopo il 1° novembre.
Crediamo fortemente nel libero scambio, l'Europa ha beneficiato molto della globalizzazione del libero scambio, la Germania forse più di tutti, quindi per noi è molto strano avere una posizione diversa da quella del libero mercato, del libero scambio. Non ci arrendiamo ancora su questo, pensiamo che i dazi danneggeranno non solo noi come marchio, o altri marchi, ma danneggeranno il passaggio alla mobilità elettrica in Europa. Perché quello che succederà sarà che le aziende che non sono come smart, 100% elettriche, sposteranno la loro produzione non in Europa, concentrandosi su veicoli plug-in o elettrificati, poi porteranno quelle auto in Europa e si avrà un delta di 10. 000/12.000 euro rispetto alle elettriche. E così sarà difficile che gli automobilisti sceglieranno modelli EV, il che significa che gli obiettivi di flotta per il 2025 sono completamente fuori portata, così come la decarbonizzazione della mobilità. Quindi non credo che sia la decisione giusta. Spero davvero che possiamo aiutare a trovare una soluzione migliore attraverso la negoziazione.
smart #1
Partendo dal presupposto che l'auto elettrica non è per tutti, per voi qual è la soluzione per convincere chi potrebbe guidare elettrico ad acquistare una BEV?
Numero uno, è necessario un chiaro segnale da parte dei Governi, compresa la Commissione Europea, che la mobilità elettrica è il futuro. Questo segnale è stato dato un paio di anni fa, così tutti i produttori europei hanno investito pesantemente nei veicoli elettrici, alcuni hanno persino interrotto lo sviluppo dei motori a combustione. Ma se poi all'improvviso si cambia rotta o si danno segnali contrastanti, come in Germania, o anche in Francia o in Italia, in questo caso è molto difficile, non solo per l'industria, ma anche per i clienti, sapere cosa vogliamo veramente in Europa. Questa incertezza di solito non porta le persone a buttarsi sui veicoli elettrici, ma a pensare: “Ok, se non sono sicuri, lasciate che prenda a noleggio per altri tre anni un modello con motore a combustione o un ibrido plug-in”. Poi in mercati come la Spagna o l'Italia, tra i più grandi d'Europa, c'è ancora un problema di infrastruttura, mentre non c'è nei Paesi Bassi, in Norvegia o in Germania. Ed è per questo che la Spagna e l'Italia sono intorno al 4%. L'infrastruttura è importante, ma per me l'aspetto principale sono le condizioni quadro stabili che i politici devono fornire.
Se il mercato dell'elettrico non dovesse decollare in Europa smart potrebbe fare un passo indietro e tornare ai motori termici?
Se me l'aveste chiesto sei mesi fa, vi avrei detto mai e poi mai. Ma ovviamente bisogna essere di mentalità aperta e adattarsi alle condizioni. Al momento non vedo questa possibilità per l'Europa, ma questo non significa che non sia mai possibile. Al momento però non ci stiamo pensando.
smart #3 Brabus
Qual è secondo lei la prossima grande novità del mercato automobilistico nel giro di 5 anni?
Se vuoi che vi dica “guida autonoma”, non lo farò. Non credo che sia questo. Quello che vediamo è la tendenza a semplificare l'interfaccia. Cosa intendo: con la nuova GSR II [la norma che introduce l'obbligo di installare numerosi sistemi di assistenza alla guida, ndr] come guidatore devi essere controllato, devi essere monitorato. Ricevi un sacco di avvisi, un sacco di segnali acustici nella tua auto. I feedback che riceviamo dalla nostra è "Non essere il mio insegnante. Non essere il poliziotto nella mia auto". Quindi cosa possiamo fare per non minare il regolamento ma rendere la guida di nuovo divertente? Questa è per me una tendenza e chi la saprà cavalcare al meglio avrà un vantaggio competitivo. Con il nuovo aggiornamento OTA - il sesto da quando abbiamo lanciato i nostri nuovi modelli, una cosa inimmaginabile fino a un paio di anni - abbiamo introdotto un pulsante sullo schermo dal quale si possono programmare 7 o 8, lo dimentico sempre, parametri, dal mantenimento della corsia al riconoscimento della segnaletica stradale, alla modalità di guida. Vari parametri da programmare una volta sola, ogni volta che salite in auto diventa la vostra auto. Credo che se si riesca ad apportare modifiche del genere a un'auto in un arco di tempo molto breve, ogni tre mesi, ascoltando la comunità e implementando quei cambiamenti che non sono dettati dal reparto R&D (ricerca e sviluppo), ma dal cliente, allora si otterrà un vantaggio competitivo. Bisogna capire che il cliente in Europa è totalmente diverso da quello cinese, rendere il software su misura per i clienti europei, ascoltarli. Penso che questo vi darà un vantaggio competitivo.
Quindi parliamo di SDV (software defined vehicle)?
È più o meno quello che cerchiamo di fare, è anche il modo in cui i nostri colleghi di ricerca e sviluppo guardano al veicolo. Guardano al software, alla connettività, agli ADAS che vogliamo avere nell'auto. Stiamo sperimentando con un sacco di componenti tecnologici diversi, principalmente in Cina, perché questo è il mercato in cui la gente apprezza maggiormente questi aspetti.
smart #5
Ha parlato di comunità. Quanto è importante per voi? Avete intenzione di farla crescere con eventi, incontri o altro?
L'anno scorso abbiamo partecipato al festival Glücksgefühle, un festival in Germania, all'Hockenheimring, che ha visto la partecipazione di 200.000 persone. Abbiamo invitato tutti i proprietari di smart e la maggior parte di loro, direi l'80% aveva fortwo e forfour, anche perché avevamo appena lanciato la #1. Abbiamo avuto credo 1.500 persone, abbiamo fornito spazio per campeggiare e vari tipi di intrattenimento. Quindi si, lo facciamo, anche digitalmente, non solo fisicamente. Abbiamo dei blog che ovviamente cerchiamo non di influenzare, ma di alimentare, di moderare un po'. Abbiamo persone che sviluppano le loro applicazioni e che invitiamo a Stoccarda, impariamo l'uno dall'altro. Non dico che le loro applicazioni siano migliori delle nostra, ma possiamo imparare molto da loro. Abbiamo una comunità molto interessata a dare un feedback, ad aiutarci a sviluppare l'auto o l'app o i servizi intorno all'auto e credo che sia una risorsa che dobbiamo usare e che useremo in futuro, in particolare sul lato digitale. Abbiamo avuto le eredi della fortwo. Abbiamo anche indetto un concorso di design che abbiamo aperto a tutti e che risale a un paio di anni fa. Non ho chiaramente nulla contro il nostro designer, ma i bozzetti che ho visto erano fantastici, provenienti da studenti di design di vari Paesi. Cerchiamo di ottenere questo feedback e questi suggerimenti.
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