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Come l'industria bellica ha influenzato la storia dell'auto

Dalla nascita del marchio Jeep ai navigatori satellitari: mezzi e tecnologie nate nel mondo militare e diventati poi di uso civile

Veicoli militari auto
Foto di: Motor1 Italy

Industria bellica e mondo auto all'apparenza sono lontani anni luce, eppure alcuni modelli in commercio e varie tecnologie che usiamo tutti i giorni provengono dal mondo militare. Un tema, quello delle armi, del quale non fa mai piacere parlare. Specialmente in momenti così critici.

Eppure se ne parla, tra acquisizioni di fabbriche da parte di colossi della difesa e idee di convertire la produzione per sostenere l'industria bellica. Un'idea che in Italia da una parte vede il ministro del made in Italy Adolfo possibilista sulla riconversione dei lavoratori dell'automotive alla Difesa, dall'altra il presidente di Stellantis John Elkann chiudere a ogni discorso di passaggio dell'auto verso la produzione di armamenti. Comunque andranno le cose i due mondi, come detto, sono più vicini di quanto si possa immaginare. Di seguito una panoramica delle più famose auto e tecnologie militari entrate poi a far parte del mondo auto. 

Le auto

Jeep Wrangler

Forse l'esempio più famoso di come mezzi nati per l'esercito siano poi diventati modelli di successo è la Jeep Wrangler, pronipote della Willys, il mezzo militare ideato e prodotto negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. L'esigenza era quella di avere un mezzo adatto a ogni utilizzo - General Purpose Vehicle, diventato poi Jeep - e la risposta fu l'Utility truck ¼ t 4x4 jeep. Quattro ruote motrici, meccanica semplice ma efficace, pochi fronzoli e una grossa griglia del radiatore con 7 feritoie. Tutti elementi divenuti parte integrante del DNA Jeep, dalla CJ - il primo modello in vendita - all'attuale Wrangler.

Jeep Willys
Jeep Wrangler

Fiat Campagnola

Una storia simile a quella della Willys per la Fiat Campagnola, fuoristrada commissionato dall'esercito italiano all'inizio degli anni '50 proprio per sostituire gli ormai logori mezzi americani. Risposero Fiat e Alfa Romeo, con la Casa torinese che si aggiudica la commessa grazie al progetto Fiat “AR51”, firmato da Dante Giacosa, i cui minori costi di manutenzione convincono i vertici militari. Parallelamente Fiat iniziò la produzione anche della versione civile, prodotta in differenti varianti fino al 1987. Non ebbe il successo della Wrangler, anche se può fregiarsi del titolo di Papamobile. Donata a Giovanni Paolo II nel 1980 fu l'auto sulla quale in Pontefice subì l'attentato nel 1981.

Fiat Campagnola

Fiat Campagnola

Foto di: Fiat

Mercedes Classe G

Forse tutti conoscono la storia della Mercedes Classe G. L'idea della Casa tedesca di produrre un fuoristrada nacque nel 1972 con la collaborazione della Steyr-Daimler-Puch AG. Nel 1979 l'allora scià di Persia, principale azionista di Daimler, ne commissionò 20.000 unità per uso militare. Destino volle che proprio quell'anno il suo regno venne rovesciato dalla rivoluzione khomeinista. Per fortuna della Casa tedesca altre commesse riescono a saturare la produzione che, parallelamente, prevede anche versioni per uso civile. Nasce così la 460, prima generazione dell'iconico fuoristrada della Stella, in commercio ancora oggi, anche in versione elettrica.

Mercedes Classe G (1979)

La Mercedes Classe G nacque per una commessa di circa 20.000 unità per lo scià di Persia

Foto Di: Mercedes-Benz
Mercedes Classe G 2024

L'ultima generazione di Mercedes Classe G è disponibile per la prima volta anche con powertrain elettrico

Hummer H1 - H2 - H3

Ancora Stati Uniti. Alla fine degli anni '70 l'esercito aveva bisogno di un nuovo veicolo terrestre capace di muoversi ovunque, in qualsiasi situazione. Nacque così il progetto HMMWV - High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle - prodotto a partire dal 1981 dalla American Motors Corporation, Casa automobilistica acquistata nel 1987 dalla Chrysler. Il veicolo fu utilizzato in differenti varianti dall'esercito statunitense e nel 1992 venne lanciato l'H1, versione civile con dimensioni e stile simili alla sua controparte da combattimento. Primo cliente fu un certo Arnold Schwarznegger, all’epoca ancora solo Terminator e bodybuilder e lontano dalla carriera politica. Per Hummer è la svolta: nonostante le dimensioni XXL e l'arredamento spartano tutti lo vogliono. Nel 1999 General Motors acquisisce da AM General i diritti in esclusiva sul marchio Hummer, per tutto il mondo, che lancerà poi i più piccoli (ma sempre mastodontici, specialmente per gli standard europei) H2 ed H3. 

Humvee

L'Humvee è nato come mezzo militare a quattro ruote, con la possibilità di allestirlo in differenti versioni

Foto Di: AM General
Hummer H1

L'Hummer H1 rappresenta la prima versione civile dell'Humvee

Tecnologie

Radar 

Sensori di parcheggio e sistemi di assistenza alla guida sono ormai elementi imprescindibili sulle auto moderne e devono il loro sviluppo al mondo militare. Rilevare oggetti e altri veicoli senza vederli realmente, mostrandone la presenza su monitor era fondamentale in scenari di guerra, con le prime applicazioni sul campo avvenute nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Per vedere il primo radar a bordo di un'auto, utilizzato per il cruise control adattivo, bisognerà attendere gli anni '90 con Mitsubishi, mentre Mercedes con la Classe S (generazione W220) lo ottimizzo portando al debutto tecnologie in uso ancora oggi.

Lidar

Se il radar è in grado di rilevare oggetti in un'aera definita, il lidar fa un passo in più mappando di fatto l'area circostante, con dovizia di particolari. Nascono così sistemi di assistenza alla guida ancora più raffinati, imparentati con una tecnologia sviluppata nel 1961 dalla Hughes Aircraft Company e utilizzata anche per missioni lunari, al fine di mappare la superficie lunare.

Nio ET9

Auto come la Nio ET9 utilizzano il lidar per gestire i numerosi sistemi di assistenza alla guida

Foto di: Nio

Navigatore satellitare

Di satelliti artificiali è pieno il nostro cielo, necessari per connettere il mondo (come Starlink di Elon Musk) e per definire la posizione di oggetti sul globo. Si chiama GPS (Global Positioning System) ed è stato sviluppato a partire dal 1973 per l'esercito statunitense su richiesta del Dipartimento della Difesa statunitense, il cui scopo era quello di migliorare la tecnologia precedente - chiamata Transit - con un numero maggiore di satelliti, più precisi nel determinare la posizione di oggetti e veicoli sulla Terra, con qualsiasi condizione meteo. Nel 1991 la tecnologia venne resa disponibile anche per usi civili, con la Mazda Eunos Cosmo a montare per la prima volta un vero navigatore satellitare, con mappe a colori e rilevazione della posizione in tempo reale.

<p>I navigatori satellitari sono presenti ormai in tutte le auto e per le elettriche sono fondamentali per pianificare le ricariche</p>

I navigatori satellitari sono presenti ormai in tutte le auto e per le elettriche sono fondamentali per pianificare le ricariche

Foto di: Skoda

Motore turbo  

Oggi come oggi trovare motori non sovralimentati sulle auto è raro, solo qualche manciata di supercar o piccole citycar vivono ancora con unità aspirate. Una tecnologia, quella turbo, nata negli anni '30 nell'industria aeronautica e impiegata per la prima volta sui motori dei Boeing B-17 Flying Fortress e Consolidated B-24 Liberator, bombardieri pesanti con unità firmate General Electric (il primo) e Pratt & Withney (il secondo).

Boeing B-17

Il Boeing B-17 è stato uno dei primi aerei a montare turbine come le conosciamo oggi, con turbo alimentati dai gas di scarico

Foto di: Engel9

Head-up display

Di schermi in auto pare che non ce ne siano mai abbastanza e quello centrale non sembra bastare più: strumentazione digitale, schermo per passeggero anteriore, altri per chi siede dietro. A ognuno il suo, con un problema: guardarli distrae. La soluzione si chiama head-up display, vale a dire informazioni proiettate in alto, in linea con lo sguardo del guidatore. Che siano visualizzate su piccoli cristalli o sul parabrezza (soluzione che ormai va per la maggiore) poco importa. Quello che forse non tutti sanno è che è nato negli anni '60 nel Regno Unito a bordo del Blackburn Buccaneer, jet da caccia della Royal Air Force, per soddisfare la solita necessità: evitare che i piloti distogliessero lo sguardo dal bersaglio nei momenti cruciali.

BMW HUD

Gli interni delle future BMW

Foto di: BMW