Salvini: “Superbollo auto? Abolizione in diversi step”
All’Automotive Dealer Day di Verona, il ministro dei Trasporti torna sulla sovrattassa ai motori più potenti
Si torna a parlare di abolizione del superbollo auto. La tassa doveva essere cancellata fra il 2023 e il 2024, quando il Governo aveva promesso di inserire la misura nelle successive leggi di Bilancio. Poi, però, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo aveva chiarito che l’addio al tributo “fa parte della delega fiscale, ma verrà realizzata quando si troveranno le risorse”.
Adesso è il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a rilanciare la proposta: “In delega fiscale è già presente il tema legato al superbollo, che potremmo risolvere prima della legge di Bilancio. Stiamo verificando una soluzione che preveda diversi step, fino all’eliminazione completa”.
Stop in due step
A riferire le parole del vicepremier, pronunciate all’Automotive Dealer Day 2025 di Verona, è un comunicato del centro studi e ricerca Quintegia.
Finora, attraverso il Documento di Economia e Finanza (Def), l’Esecutivo aveva previsto di “Riordinare le tasse automobilistiche, anche nell’ottica della razionalizzazione e semplificazione del prelievo, valutando l’eventuale e progressivo superamento dell’addizionale erariale sulla tassa automobilistica per le autovetture e gli autoveicoli destinati al trasporto promiscuo di persone e cose, aventi potenza superiore a 185 chilowatt, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica a carico del settore delle tasse automobilistiche”.
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L’evento nella città scaligera diventa anche occasione per un’ammissione: “Sulle flotte aziendali il Governo ha sbagliato e deve fare dietrofront”. Salvini si riferisce alla riforma sul fringe benefit delle auto di lavoro, che ha premiato i motori elettrici e penalizzato quelli a benzina e diesel (qui i dettagli generali, qui i vantaggi per chi sceglie le zero emissioni).
Erano state associazioni come Unrae a chiedere di modificare le norme, che “contraddicono il principio di neutralità tecnologica e rischiano di creare impatti negativi sul mercato”.
“L’auto elettrica – aggiunge il vicepremier – deve essere un’opzione. Conto che a Bruxelles si azzerino modi, tempi e obiettivi del Green Deal”. Negli stessi termini, a margine degli Stati generali dell’Industria, si era espresso Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.
“È assolutamente necessario che cambi l’indirizzo di politica industriale in Europa, laddove si sono creati i problemi che oggi ricadono su tutte le Nazioni industriali europee, a cominciare dal dato più evidente che è quello che riguarda l’industria dell’auto europea, ormai al collasso. Quando entra in crisi l’auto, per evidenti responsabilità in quella follia ideologica che è stata il Green Deal, di conseguenza entrano in crisi coloro che realizzano componenti per le auto. Il problema va affrontato alla radice”.
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