MINI JCW 2025, di tutta la gamma la mia preferita è...
Benzina o elettriche, SUV, crossover, piccola o cabrio: la gamma più sportiva di MINI è ricca di proposte. Ma solo una mi ha rapito il cuore
Estate, voglia di guidare e relax. Il lago d’Iseo è di certo una tappa gettonatissima da tanti vacanzieri (soprattutto stranieri) che amano questo incantevole contesto, che può essere valorizzato ancor di più se ci si trova alla guida di automobili agili (visto il traffico), prestanti, compatte e – perché no – anche cabrio.
Non deve stupirci quindi se la presentazione italiana della nuova gamma MINI John Cooper Works 2025 è stata ambientata qui: disponibile al gran completo l’intera offerta ad alte prestazioni, sia termiche che elettrificate. Ecco cosa cambia, e quanto costano.
1964: un anno importante!
La MINI, da quando è nata, non ha mai smesso di evolversi. Lo dimostra il fatto che, accanto alla nuova generazione di JCW, on location fosse esposta una Mini Cooper S del 1964 da rally, la competizione che ha dimostrato al mondo che una vettura essenziale, leggera e apparentemente più simpatica che veloce... poteva dominare una delle gare più significative del periodo.
La Mini Cooper S del 1964
Era infatti il 21 gennaio 1964 quando la Mini Cooper S del nordirlandese Patrick “Paddy” Hopkirk e del suo co-pilota Henry Liddon vinse a Monte Carlo. Vittorie assolute che proseguirono anche nel 1965 e nel 1967, grazie a Timo Mäkinen e Rauno Aaltonen.
La fisionomia della MINI cambia in maniera rispettosamente formidabile nel 2001, col ritorno del Kit John Cooper Works come optional: inizialmente consegnato in una cassa di legno, veniva montato e omologato dai dealer sulle normali Cooper (115 CV) e Cooper S (163, poi 170 CV), aumentandone fascino e potenza. E ancora oggi, la sigla JCW continua a far battere il cuore.
MINI John Cooper Works, generazioni a confronto
La gamma MINI John Cooper Works
Prestazioni “old school”
Una potenza che, nei primi anni Duemila, equipaggiava BMW 330 e46 e Z3 3 litri. Oggi, invece, è il cuore della MINI JCW: il 2.0 TwinPower Turbo benzina eroga infatti 231 CV e 380 Nm, gestiti da un cambio a doppia frizione che lavora bene tanto quando si va a passeggio – andatura quasi inevitabile in zona lago – quanto quando si alza il ritmo. Lo 0-100 km/h è coperto in 6,1secondi sulla 3 porte e in 6,4 secondi sulla Cabrio.
MINI Countryman JCW
Diverso il discorso per la Countryman ALL4. Più pesante e “alta” delle sorelline vecchia scuola, la più maxi-MINI in gamma necessita di 300 CV, 400 Nm e trazione integrale per raggiungere i 100 km/h da fermo in circa 5,4 secondi.
JCW elettriche: a ognuno la sua
Sotto la pelle della 3 porte elettrica e della Aceman 5 porte c'è il powertrain della Cooper SE, portato però a 258 CV grazie a un boost temporaneo di 20 kW e con 350 Nm di coppia costante. La batteria da circa 54 kWh lordi assicura (sulla 3 porte) fino a 371 km di autonomia dichiarata nel ciclo WLTP.
La spinta? Nulla da dire. Un proiettile a forma di MINI, ma il peso in alcuni contesti di guida si fa sentire, soprattutto nei cambi di direzione più rapidi. Ma la modalità Go-Kart e il tasto Boost pensano a distrarti nel modo giusto: sterzo più diretto, risposta dell’acceleratore più aggressiva e accelerazione “WOW”.
MINI Aceman John Cooper Works
MINI John Cooper Works, gli interni
La Aceman poi, è una sorpresa: spaziosa, ben piantata sull’asfalto e con un look meno forzato. Forse è proprio lei la vera “tuttofare” della gamma elettrica, senza dover rinunciare troppo alle prestazioni.
Lo 0-100 con lei scende di poco rispetto alla 3 porte: solo 6,4 secondi mentre la velocità massima è limitata a 200 km/h. Pure l’autonomia è penalizzata di poco rispetto alla 3 porte: così la Aceman dichiara 355 km.
Interni: racing sì, ma col cervello
Niente materiali “cheap” belli solo in apparenza. Qui troviamo sedili sportivi in pelle sintetica con tessuto multicolore e cuciture rosse, per un abitacolo dove il logo JCW si fa notare ovunque: sul volante sportivo (razza in tessuto a ore “12 e 6”, con palette integrate) e nell’illuminazione ambientale completamente personalizzabile a LED.
MINI John Cooper Works, il monitor OLED centrale
Il cuore tecnologico è il display OLED super-rotondo da 9,4 pollici, gestito dal sistema MINI Operating System 9 su base Android. Interfaccia fluida, controlli touch o vocali (“HeyMINI”), navigazione online, Spotify, climatizzatore intelligente, profili utente e aggiornamenti OTA. Tra le dotazioni MINI che anche i marchi più grandi invidiano: Digital Key Plus (l’auto si apre col telefono in tasca), Remote Parking (solo sulle BEV), Driving Assistant Plus (mantenimento corsia, cruise adattivo, lettura segnali), Parking Assistant Plus, Surround View a 4 telecamere, e – volendo – Head-Up Display e impianto HarmanKardon.
È lei la mia preferita: JCW Cabrio
Ma se dovessi sceglierne una da portarmi a casa oggi? Senza esitazioni: MINI John Cooper Works Cabrio. E no, l’estate non c'entra. È la più coerente con lo spirito originale MINI: compatta, stilosa e (soprattutto) rumorosa. La capote in tela si apre in 18 secondi, modificando completamente la silhouette. Volendo, si può anche solo aprire parzialmente il tetto. Geniale.
MINI Cabrio John Cooper Works
Il restyling ha rivisto anche i fari posteriori: finalmente la Union Jack torna “nel verso giusto”, e con lei, quel fascino estetico che altrove risulta un po’ smorzato è rimasto integro nella vista posteriore. Non sarà la più prestazionale, né la più tecnologica. Ma è quella che emoziona di più. E in fondo, non è questo il punto?
Prezzo: scegliete bene
La gamma MINI JCW 2025 ha un listino che parte da 37.900 euro per la 3 porte termica, 43.900 euro per la Cabrio, mentre si arriva a circa 49.500 euro per la Countryman ALL4. Per le elettriche si comincia con la JCW 3 porte e i suoi 46.000 euro, mentre con la Aceman si parte da 48.000 euro... optional sempre esclusi, ovviamente.
Fotogallery: MINI John Cooper Works: la gamma completa
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